TRA LE PAGINE DI UN FILM : LA LEGGE DELLA NOTTE







(di Federica Gaspari)


Chi legge il libro e chi guarda il film “ascolta” due storie diverse?

Federica cerca di rispondere a questa domanda per noi.
LA LEGGE DELLA NOTTE

 

(“La legge della notte” Dennis Lehane – 2011, pubblicato in Italia da Piemme)
(“La legge della notte” di Ben Affleck, con Ben Affleck, Elle Fanning, Brendan Gleeson, Chris Messina, Sienna Miller, Zoe Saldana, Chris Cooper, Remo Girone – USA 2016).

 Non sono molti gli autori che, oltre a contare su un valido bottino di best-seller, possono vantare diverse, fortunate, trasposizioni cinematografiche dei loro lavori. Lo statunitense Dennis Lehane può essere incluso in questo ristretto gruppo. Nel corso degli anni, registi del calibro di Clint Eastwood e Martin Scorsese hanno portato sul grande schermo alcuni successi dello scrittore. Nel 2016 La legge della notte segna la seconda collaborazione con Ben Affleck, che quasi un decennio prima aveva esordito nei panni di regista con l’adattamento di un altro romanzo di Lehane, Gone Baby Gone.Grazie

 

 

Per il regista è inizialmente un ritorno a Boston, ma in un’altra epoca, quella dei pericolosi anni Venti e Trenta. Tra gangster, speakeasy e figli di una generazione perduta, un tormentato fuorilegge cerca di comprendere il suo vero ruolo nella società facendo i conti con la sua famiglia, i suoi amici e, in particolare, con i suoi rivali in affari loschi.


 

DAL LIBRO AL FILM

Per la sua sesta volta dietro alla cinepresa, Ben Affleck riveste il molteplice ruolo di produttore, regista, sceneggiatore e, soprattutto, protagonista. L’attore di Berkley è il volto di Joe Coughlin, un reduce della Grande Guerra tornato disilluso in patria, dove vive tra rapine e frutti del proibizionismo. Lehane, nelle sue pagine, dona vita a un criminale con un cuore, un uomo deluso dai suoi ideali ma che continua a credere nei sentimenti più profondi.

 

Sul grande schermo, questo personaggio complesso e intrigante nelle sue contraddizioni crea subito un legame con lo spettatore nella prima parte, quella più fedele al libro. E’ inevitabile condividere le sue ingenue sfortune e i suoi tormenti: proprio questi aspetti lo rendono umano e credibile.

A bordo di ruggenti automobili d’epoca, si segue la crescita e lo sviluppo di Joe e della sua seconda vita a Tampa in Florida.

 

Proprio qui, la messa in scena curata da Affleck si perde, confusa all’ombra di cappelli dalla tesa larga e completi sartoriali da gangster: si incontra a ritmo charleston un turbinio di personaggi curiosi, di cui non viene completamente sfruttato il potenziale, ampiamente dimostrato, invece, nel libro. Tra questi ultimi, sicuramente la graziosa e carismatica Loretta, interpretata discretamente da Elle Fanning che, purtroppo, viene un po’ sacrificata.

Legge e crimine, amore e dovere, sincerità e inganno, luci e ombre: al centro di questi binomi c’è sempre Joe, con le sue decisioni e la sua storia. Gli anni del proibizionismo sono il perfetto palcoscenico per questo gioco di contrasti in cui le atmosfere tipiche dell’epoca si alternano ai passaggi cruciali della crescita di Joe, che viene raccontata soprattutto attraverso il legame con suo padre Thomas (Brendan Gleeson), commissario di polizia di Boston costantemente in bilico tra senso del dovere e amore per il figlio. Il rapporto tra i due è uno dei temi dominanti della storia e trova ancora più spazio nel libro di Dennis Lehane.

La trasposizione cinematografica filtra buona parte delle interessanti implicazioni psicologiche ma riesce comunque a ricreare un legame credibile e convincente. Lascia qualche dubbio, invece, quella che dovrebbe essere la chiave di lettura dell’intera trasformazione di Joe: la breve e tormentata storia d’amore con Emma non lascia il segno sperato. Colpa di Sienna Miller? Forse sì.

Se, sotto il punto di vista musicale, il film non si rivela memorabile, con una colonna sonora non troppo esaltante, a livello visivo riesce a coinvolgere con sequenze degne di nota. Da evidenziare, soprattutto, una delle scene più significative dell’intero film, quella dell’atteso faccia a faccia tra il protagonista e Albert White, il boss di Boston che, dopo tanti anni, torna allo scoperto, cercando di imporsi nuovamente nel mondo del crimine.

E’ un confronto al cardiopalma, un momento ricco di tensione e di insospettabili twist, capaci di tenere chiunque con gli occhi fissi sullo schermo, condividendo le emozioni del buon Joe.

 


Se il romanzo “La legge della notte” (premio Edgar 2013 e secondo capitolo della serie dedicata a Joe Caughlin) riesce indubbiamente a catturare il lettore, con ritmi coinvolgenti e personaggi degnamente approfonditi dal punto di vista psicologico, l’omonimo film diretto da Affleck, in conclusione, è un buon film di genere che unisce giallo e noir con una punta di melò senza tuttavia diventare un capolavoro forse perché troppo legato ai grandi classici della storia del cinema.

 

Federica Gaspari