Tra le pagine di un film. Mystic River




A cura di Salvatore Argiolas


Mystic River è un film del 2003 diretto da Clint Eastwood, tratto dal romanzo La morte non dimentica di Dennis Lehane. Presentato in concorso al 56º Festival di Cannes senza ottenere alcun riconoscimento, ha vinto due premi Oscar (miglior attore protagonista e miglior attore non protagonista) e due Golden Globe (miglior attore in un film drammatico e miglior attore non protagonista). Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 23 ottobre 2003.

 

 

Trama.
Nel 1975 Sean, Jimmy e Dave sono tre ragazzini inseparabili che trascorrono il tempo giocando per le strade di Boston.
Un giorno, i tre incidono i loro nomi sul cemento fresco e vengono rimproverati da un poliziotto a bordo della sua volante. L’uomo, accompagnato da un sacerdote, intima a Dave di salire in macchina così da poterlo riaccompagnare a casa. Dave scompare per quattro giorni e al suo ritorno non rivela a nessuno cosa è accaduto, allontanandosi dai suoi amici. Venticinque anni più tardi Katie, la figlia di Jimmy (Sean Penn), viene uccisa selvaggiamente. Sean (Kevin Bacon), divenuto poliziotto, è incaricato di indagare sul caso insieme al collega Whitey Powers (Laurence Fishburne). La sera dell’omicidio Dave (Tim Robbins), che abita ancora nel vecchio quartiere come Jimmy, rientra a casa ferito e coperto di sangue, confessando alla moglie Celeste (Marcia Gay Harden) di essere stato colpito da un rapinatore. La donna, inizlamente, crede alla versione di Dave ma quando il suo atteggiamento diventa sempre più sospetto, si confida con Jimmy e gli rivela i suoi dubbi. Nel frattempo, l’unico sospettato per l’omicidio di Katie è il fidanzato Brendan (Tom Guiry), con il quale la ragazza progettava di fuggire a Las Vegas. Nonostante Jimmy insista per accusare il ragazzo, Brendan viene scagionato dopo essersi sottoposto alla macchina della verità. Jimmy si convince che l’amico d’infanzia sia il colpevole della morte di sua figlia e, dopo averlo fatto ubriacare, lo costringe a confessare. Dave si professa del tutto estraneo ai fatti e racconta a Jimmy cosa accadde nel giorno della sua sparizione nel 1975. Sean, invece, continua a sospettare di Brendan e continua le sue indagini…

 

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2003

Durata: 137 min

Genere: giallo, noir, drammatico, thriller

Regia: Clint Eastwood

Soggetto dal romanzo:  La morte non dimentica di Dennis Lehane

Sceneggiatura: Brian Helgeland

Produttore: Clint Eastwood, Robert Lorenz, Judie G. Hoyt

Casa di produzione: Village Roadshow Pictures Malpaso Productions NPV EntertainmentDistribuzione in italianoWarner Bros.

Fotografia: Tom Stern

Montaggio: Joel Cox

Musiche: Clint Eastwood, Kyle Eastwood

Scenografia: Henry Bumstead

 

 

 

Interpreti e personaggi

 

Sean Penn: Jimmy Markum

Tim Robbins: Dave Boyle

Kevin Bacon: Sean Devine

Laurence Fishburne: sergente Whitey Powers

Marcia Gay Harden: Celeste Boyle

Laura Linney: Annabeth Markum

Emmy Rossum: Katie Markum

Tom Guiry: Brendan Harris

Kevin Chapman: Val Savage

Adam Nelson: Nick Savage

Robert Wahlberg: Kevin Savage

Eli Wallach: Sig. Loonie

 

 

Recensione

Non è facile che un film raggiunga l’intensità e il coinvolgimento emotivo dell’ottimo thriller dal quale è tratto ma Clint Eastwood ci riesce alla grande con la sua particolare lettura del romanzo omonimo di Dennis Lehane “Mystic River”.

Eastwood gestisce con maestria l’incandescente materia del noir ambientato a Boston mettendo in luce gli aspetti principali della trama aiutato anche dalle maiuscole interpretazioni di Sean Penn e di Tim Robbins che non a caso vinsero il premio Oscar nel 2004.

Anche Clint Eastwood avrebbe meritato ampiamente il premio ma ebbe la sfortuna di scontrarsi con la corazzata fantasy “Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re” di Peter Jackson che vinse undici statuette su undici nomination stabilendo un record ancora imbattuto.

Il film, come il libro, parla del contagio del male seguendo le vicende dei piccoli amici Jimmy, Sean e Dave che nel 1975 furono avvicinati da due pedofili che riuscirono a rapire il più ingenuo Dave Boyle che evase dal covo dei pervertiti solo dopo alcuni giorni.

Venticinque anni dopo un tragico omicidio riunisce i tre amici perché la vittima è la figlia di Jimmy e il poliziotto Sean Devine è incaricato delle indagini che lambiranno anche Dave,

Il male manifestato tanto tempo prima continua a crescere nella psiche dei tre amici e Eastwood aiutato dalla fotografia cupa e a tratti livida, raffigura un mondo senza redenzione in cui tutti sono prigionieri del loro tragico destino.

Il regista ha scelto giustamente di privilegiare l’aspetto più noir del romanzo e parallelamente di seguire la deriva psicologica di Jimmy e di Dave mentre Sean ha una visibilità molto minore rispetto al romanzo.

La scelta di Eastwood si rivela molto azzeccata in quanto equilibra benissimo la trama senza perdere il ritmo ma del resto mi chiedo quale regista sarebbe riuscito a raffigurare bene una frase come “Si chiedeva se tutta quella roba (del banchetto funebre) fosse un modo tangibile per consolare i cari addolorati del defunto, o se i presenti in qualche modo sperassero di mangiare il dolore, buttandolo giù con la Coca-Cola e l’alcol.”

Questo aspetto viene evidenziato grazie a Sean Penn che interpreta magnificamente Jimmy Markum e penso che Lehane l’abbia avuto come modello per la costruzione del personaggio perché l’ex marito di Madonna è perfetto nella parte e recita con un realismo sbalorditivo, specialmente nella scena del ritrovamento del corpo della figlia Katie in cui assume su di se tutto il dolore del mondo.

In questa scena Clint Eastwood dimostra tutta la sua sapienza registica mostrando Penn dall’alto mentre piange e si dispera ma con uno strazio ed una sofferenza intima talmente lancinanti che bastano solo alcuni secondi per comunicarne l’immensità.

Sono moltissime le scene indimenticabili del film ma è significativa quella in cui viene mostrato un tombino che è una chiarissima citazione del capolavoro di Stephen King “”It” come per predisporre lo spettatore alla scoperta di fatti inquietanti ed è da standing ovation il serrato montaggio alternato tra le due scene clou del film, che nel libro avvengono in tempi un pochino diversi, dell’epilogo delle due indagini parallele, quella istituzionale di Sean Devine e del suo sergente suo collega e quella personale di Jimmy, coadiuvato dagli psicopatici cognati Savage ( di nome e di fatto).

“Mystic River” è un film duro, teso e incalzante, molto fedele allo spirito del romanzo pur avendo una cifra stilistica  riconducibile al regista che ha dichiarato di essersi innamorato del progetto leggendo la sinossi del thriller su un giornale, ritenendola un ottimo soggetto senza effetti speciali che avrebbe esaltato la recitazione degli attori.

Nel film c’è anche una strizzatina d’occhio al cinema di Sergio Leone, a cui Clint deve molto come regista, visto che in un cameo recita Eli Wallach, il magnifico Tuco ne “Il buono, il brutto, il cattivo”.

Nel libro c’è una simpatica battuta dei due detective Devine e Powers:

“Che c’è, siamo dentro un film? Sean ridacchiò “E chi farebbe te, sergente? “Brian Dennehy avrebbe buona possibilità di interpretare me.”

Brian Dennehy, recentemente scomparso, è famoso per la parte del brutale poliziotto nemico di Rambo nel primo episodio della serie e sarebbe stato perfetto nella parte del sergente Whitey Powers.