TRA LE PAGINE DI UN FILM : STRIKE





(di Valeria Martellotti)


Chi legge il libro e chi guarda il film “ascolta” due storie diverse?

Valeria cerca di rispondere a questa domanda per noi.
STRIKE

(“Il richiamo del cuculo”, Robert Galbraith, 2013, pubblicato in Italia da Salani , sempre nel 2013)

(“Strike”, con Tom Burke e Holliday Grainger, adattamento di Ben Richards, produzione Bronte Film And Television, distribuzione BBC, 3 episodi da 60′ – Gran  Bretagna,  2017 )

In una fredda e nevosa notte londinese, Lula Landry, bellissima top model di colore, precipita dal balcone della sua lussuosa abitazione, schiantandosi sulla strada sottostante.
Modella di fama mondiale, dai cachet milionari, la Landry era famosa per il suo carattere capriccioso, frutto di un’infanzia difficile, per la sua vita da rivista patinata e per la relazione burrascosa con il cantante eroinomane Evan Duffield.
Il verdetto della polizia è suicidio ma John Bristow, fratello adottivo di Lula, non è soddisfatto e ingaggia l’investigatore privato Cormoran Strike, ex militare dei servizi segreti, per indagare sul caso.
Strike è in bolletta, è appena stato scaricato da Charlotte, è sofferente per i postumi dell’amputazione di una parte della gamba destra in seguito a un incidente in Afghanistan, e quindi non può che accettare.
Tanto più che l’agenzia interinale gli ha appena inviato l’ennesima segretaria in prova, che lui non può permettersi di pagare.

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DAL LIBRO AL FILM

 

 

 

 

La serie TV è fedelissima al primo romanzo della trilogia crime della pluripremiata autrice di Harry Potter, e questo è fonte di enorme soddisfazione per noi lettori. C’è la mano di J.K. Rowling, e si vede. La scrittrice ha supervisionato personalmente la scelta dei personaggi e la sceneggiatura, assicurandosi che tutto fosse esattamente come lo aveva immaginato.
Le differenze tra romanzo e serie TV sono veramente minime.
Nella serie TV sono stati messi da parte i casi di cui Strike e Robin si occupano contemporaneamente al caso di Lula Landry perché, effettivamente non erano fondamentali, e potevano essere omessi.
In secondo luogo, è stato dato meno spazio al fidanzato di Robin, Matthew e alla gelosia che prova nei confronti di Cormoran. Mentre nel romanzo Matthew è un personaggio davvero irritante, nella serie TV rimane decisamente in ombra, senza nulla togliere alla godibilità del film.
Alla fine del libro, al momento della risoluzione del mistero, Strike viene aggredito dal colpevole con un coltello, mentre, nella serie TV, l’arma è una bottiglia rotta. Solo un piccolo dettaglio.
Come nel libro, anche nella serie televisiva la storia gira intorno ai due protagonisti principali, Cormoran Strike e Robin Ellacott.

 

I PROTAGONISTI

Nonostante sia leggermente più magro del suo alter ego letterario, Tom Burke è perfetto nei panni dell’investigatore burbero e tormentato. Il bravo attore inglese è riuscito a calarsi nel personaggio rendendo assolutamente bene il carattere brusco, scontroso e autoironico di Strike, nonché la rigidità dei movimenti e le limitazioni causate dall’arto meccanico.

Inizialmente la scelta di affidare il ruolo di Robin all’attrice Holliday Grainger aveva suscitato qualche dubbio Non ne capisco il motivo, visto che la giovane attrice inglese, ha interpretato il ruolo di Robin Ellacott alla perfezione. Determinata e intelligente, bella come un angelo, la Grainger ha reso alla perfezione il personaggio di Robin, ragazza discreta, efficiente e attenta, appassionata del proprio lavoro, capace di stupire positivamente le persone che la conoscono. Sullo schermo, come nel libro, lei e Tom Burke fanno scintille fin dalle prime scene, creando una tensione che speriamo sfoci in qualcosa di concreto.

Si potrebbero scrivere pagine e pagine su tutti i personaggi azzeccati del cast della serie televisiva “Strike”, tutti scelti con cura, molto somiglianti a quelli del romanzo e che, sono sicura, noi lettori avevamo immaginato proprio così.

A partire da Elarica Johnson, che è una stupenda Lula Landry.

Passando per Kerr Logan, fidanzato di Robin antipatico e pieno di sé.

 

 

Killian Scott, nei panni di Eric Wardle, l’investigatore di Scotland Yard bello e misterioso con folti capelli castani.

 

 

L’attore Bronson Webb, che interpreta alla perfezione il fidanzato tossico e allucinato di Lula Landry.

La stupenda Amber Anderson nei panni di Ciara Porter, modella e amica di Lula Landry.

 

 

Fino ad arrivare all’attore inglese Leo Bill, che veste alla perfezione i panni di John Bristow, il poco attraente, goffo e sfortunato fratello di Lula Landry, che nel libro come nel film “somiglia a un coniglio con gli incisivi sporgenti, la pelle color sabbia e gli occhi miopi”.

 

Insomma, il cast di attori, perlopiù inglesi, è di altissima qualità e sembra davvero saltato fuori dalla pagine del libro!

ALLA FINE CHI VINCE?

 

 

Questa volta è davvero difficile decidere tra il libro e la serie TV.

La cura dei particolari, l’attenzione nella scelta degli attori, la loro bravura nell’interpretazione dei personaggi e, ancora, la volontà del regista e della Rowling di non stravolgere il ritmo del romanzo, mantenendo dialoghi brillanti, una trama intelligente e curata; tutto concorre a far sì che i due lavori siano molto rispondenti fra loro.

Chi ha amato il libro amerà senza ombra di dubbio anche la serie TV, perché vi ritroverà la stessa narrazione incalzante, gli stessi personaggi empatici ma, soprattutto, tantissima Londra.

Dal Tottenham Pub di Oxford Street, il preferito del protagonista, che si trova a due passi dall’ufficio londinese di Cormoran Strike, alla libreria Foyles di Charing Cross Road, una delle più grandi al mondo, passando per il “12 Bar Club” in Denmark Street, il locale situato nel cuore di Londra praticamente attaccato alla casa/ufficio di Strike.

Bellissime descrizioni dell’elegante zona di Mayfair, teatro dell’uccisione di Lula, si alternano alle uscite di Strike nella Londra popolare, dandoci un’idea di una metropoli che racchiude un’anima sfavillante e multiculturale all’interno di un involucro grigio e nebbioso.

Insomma, Londra la fa da padrona, e perché non potrebbe essere lei a vincere la sfida?

 



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