Tre




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Valérie Perrin

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Editore: Edizioni e/o

Genere: Narrativa

Pagine: 624 p., R

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. 1986. Adrien, Étienne e Nina si conoscono in quinta elementare. Molto rapidamente diventano inseparabili e uniti da una promessa: lasciare la provincia in cui vivono, trasferirsi a Parigi e non separarsi mai.

2017. Un’automobile viene ripescata dal fondo di un lago nel piccolo paese in cui sono cresciuti. Il caso viene seguito da Virginie, giornalista dal passato enigmatico. Poco a poco Virginie rivela gli straordinari legami che uniscono quei tre amici d’infanzia. Che ne è stato di loro? Che rapporto c’è tra la carcassa di macchina e la loro storia di amicizia?

 

Recensione

Nina, Étienne e Adrien erano all’inizio di un’infanzia da amici inseparabili. Non mi avevano vista quel giorno come non mi avrebbero vista tutti gli altri giorni…

… Mi chiamo Virginie, ho la loro stessa età.

Oggi, di tutti e tre, Adrien è l’unico che ancora mi rivolge la parola.

Nina mi disprezza.

Quanto a Étienne, sono io che non voglio più saperne di lui.

Eppure fin dall’infanzia mi affascinano. Sono sempre stata legata soltanto a loro tre.

E a Louise.”

Con fiducia incondizionata mi sono tuffata assieme a questi ragazzi, nella piscina di emozioni che mi aspettavo di trovare all’interno del nuovo romanzo di Valerie Perrin, e ovviamente le aspettative sono state più che ripagate.

Dopo “Cambiare l’acqua ai fiori” e “Il diario dell’amore perduto”, non posso che confermare l’estrema bravura e soprattutto, l’incredibile delicatezza con la quale l’autrice in questo suo nuovo lavoro, ci ha proposto una nuova prospettiva, uno sguardo più ampio su quello che quotidianamente accade anche vicino a noi e soprattutto, ci pone davanti ad una riflessione importante, ossia il come non sia sufficiente osservare con gli occhi e invece, come sarebbe tutto migliore se imparassimo a sentire con il cuore.

Leggere “Tre” ha significato intrufolarsi all’interno di questo gruppo compatto che aveva trovato un suo equilibrio, che riusciva a compensare le mancanze di una vita che seppur fatta di agi per alcuni e di stenti o banale normalità per altri, nello stare assieme, avvertivano che il mondo appariva meno complicato e soprattutto, a loro, dava un senso di coesione e sicurezza.

Tante volte, mentre leggevo, ho avvertito quella sensazione di sfioramento, come fossi lì con loro, perché di fatto anche io ho riso, mi sono divertita, ho pianto, mi sono emozionata ed arrabbiata, ma sempre con loro, assieme a loro.

Perché mi sentivo una di loro.

Un modo di raccontare che inganna, se si legge con gli occhi, ma che esplode e si coperchia come un vaso di Pandora, nel momento in cui si comincia a sentire con le parole, le emozioni e il cuore che diventano un tutt’uno, si amalgamano, fluiscono in un mare di non detti e non voluti sentire, perché la verità può far paura a chi la protegge, ma anche a chi ti sta attorno.

La vita che ingoia con la sua prepotente realtà il bello, la gioia, la spensieratezza, da un giorno all’altro l’infanzia è già finita, senza un passaggio intermedio. Senza il tempo di rendersene conto.

Ma nel tanto male, per fortuna c’è anche la consapevolezza, che si impara vivendo, fortificandosi, continuando a cercare senza mai arrendersi e accettando di buon grado le seconde possibilità, senza voltare lo sguardo altrove.

Perché alla fine ricominciare è possibile, se non si è messo un lucchetto alle emozioni.

Una lettura che ti travolge con violenza e ti investe con tutto il dolore che si porta con sé, ma allo stesso modo un romanzo talmente scorrevole che merita di essere letto, senza farlo aspettare troppo, che spalanca le porte su sentimenti e parole inespresse, affrontate con la consueta delicatezza che Perrin ormai ha fatto propria e che incantano e incatenano alla sua storia.

Temi veri, reali, struggenti, di quelli che fanno sanguinare dentro e che, se non superati, possono condurre solamente all’oblio.

Questo romanzo, però, dimostra anche come l’amicizia, quella vera, quella forte indistruttibile, può scalfirsi, può prendere altre direzioni, ma di fatto, non può finire e anzi, quando il momento arriva, potrà ancora dimostrarsi salvifica e ribaltare le carte in modo sorprendente.

Perché la vera amicizia è intramontabile.

Ci sono libri, e anche incontri, che sono come occasioni perse. Passiamo accanto a storie e persone che avrebbero potuto cambiarci la vita senza vederle a causa di un malinteso, di una copertina, di un riassunto sbagliato, di un atteggiamento prevenuto. Per fortuna certe volte la vita insiste.”

Leggetelo!

 

 

 

 

Valérie Perrin


Valérie Perrin: ha lavorato a lungo come fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Il suo romanzo d’esordio, “Il quaderno dell’amore perduto”, è stato pubblicato in Italia da Nord nel 2016. Nel 2019 ​Cambiare l’acqua ai fiori​ viene pubblicato in Italia da E/O.

 

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