Tre secondi






(Recensione di Laura Piva)


 

 

Autore: Roslund & Hellström
Traduttore: Anna Airoldi
Editore: Einaudi
Pagine: 657
Genere: Thriller
Anno pubblicazione: 2010

 

 

Piet Hoffman, cittadino svedese di origine polacca ed ex tossicodipendente, svolge da oltre dieci anni il ruolo di infiltrato nella mafia polacca per conto della polizia svedese. Il suo nome in codice è Paula e la sua doppia vita di padre- marito affettuoso ed informatore è sempre appesa al filo sottile della segretezza. La situazione sembra precipitare quando la sua organizzazione criminale lo incarica di farsi arrestare per prendere il controllo dello spaccio di droga in un carcere di massima sicurezza. Tutto però sembra andare tremendamente storto e, per sopravvivere, Paula sarà costretto a diventare un vero criminale, in una escalation di violenza che lo vedrà braccato da delinquenti dell’est senza scrupoli e dal burbero e determinato commissario Grens.“Aveva avuto esattamente tre secondi. Il tempo necessario perché un proiettile, con un velocità del vento di sette metri al secondo e una temperatura dell’aria di diciotto gradi, partisse da una torre campanaria e percorresse una distanza di cinquecentotre metri colpendo la testa di un uomo affacciato alla finestra di un’officina.”

Crudo, intenso e inquietante. Tre Secondi è una discesa agli inferi che porta il lettore negli ambienti spietati delle mafie dell’est e negli ambienti più corrotti della politica. Un libro che nel bene e nel male non lascia indifferenti e che , dalle prime pagine sino alle sagaci note finali degli autori, colpisce come un pugno nello stomaco.

Tre Secondi è un crescendo di pathos e di emozioni forti e, nonostante a tratti sia un po’ prolisso e ripetitivo, tiene incollati alle sue pagine fino alla fine. Lo stile è essenziale e fluido. La trama è originale e ben orchestrata anche se a tratti un po’ scontata nella sua evoluzione. I personaggi sono ben cesellati nelle loro caratteristiche somatiche e psicologiche.

Il protagonista, Piet, è un uomo in cerca di riscatto, che grazie all’amore per la moglie e per i figli, trova il coraggio per compiere azioni estreme. La sua vita segreta da infiltrato, lo porta a vivere sul filo del rasoio e lo condanna alla solitudine. Anche i personaggi comprimari della storia sono modellati dagli autori in modo altrettanto convincente, soprattutto per quanto riguarda il caparbio commissario Grens, poliziotto di lungo corso, oramai alle soglie della pensione, minato nel fisico e logorato dal senso di colpa e da un lutto che lo ha condotto alle soglie della pazzia, ma che non si arrende mai alle apparenze e che non si tira indietro davanti ai poteri forti che gli sbarrano la strada.

Questo libro, come si evince chiaramente dalle note degli autori in calce alla pubblicazione, ha anche il chiaro intento di denunciare alcuni comportamenti discutibili delle autorità svedesi in materia di controllo della criminalità organizzata, dei traffici illeciti ad essa riconducibili e dell’uso discutibile degli informatori. Una critica particolarmente feroce viene mossa all’amministrazione del sistema carcerario che tollera il traffico e lo spaccio di droga all’interno dei penitenziari in cui, buona parte dei reclusi sono tossicodipendenti, poichè lasciare i detenuti in preda delle sostanze stupefacenti significa non doversi occupare della loro salute psichica e non investire nella formazione di personale specializzato.

Nel complesso, ritengo che Tre Secondi sia un thriller ben fatto anche se a tratti piuttosto pesante ed impegnativo da leggere.

 

Roslund e Hellström su THRILLERNORD