Triade minore




Recensione di Patrizia Argenziano


Autore: Luigi Ferrari

Editore: Ponte alle Grazie

Genere: Noir

Pagine: 281

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Cardiff, maggio 2015: Brynmor Davies, direttore dei programmi musicali di BBC Galles, è un uomo di mezza età e vive in riva all’estuario del Lys con la bella moglie Jeanne. Non ha precedenti penali, ma un solo grande rimorso: vent’anni prima ha mandato un giovane collaboratore, Iwan Pryce, a intervistare una celebre pianista, ormai novantenne, in una casa di riposo nei pressi di Birmingham. La missione si è rivelata fatale, perché sulla via del ritorno Iwan è morto tra le fiamme di uno strano incidente d’auto. Che cosa può volere ora la polizia? Soltanto consegnargli una borsa che appartiene alla BBC e che Brynmor riconosce subito per quella di Iwan. Una borsa che non dovrebbe più esistere: come ha potuto salvarsi? Chi l’ha custodita? Perché è stata riconsegnata proprio a lui, vent’anni dopo? Soprattutto: che cosa contiene? Da qui, con l’aiuto della moglie Jeanne, Brynmor si avventura negli ultimi giorni di vita di Iwan. Da un passato non solo recente ma anche remoto emerge così un mistero che mette in scena due oscuri compositori del primo Novecento, un insolito triangolo amoroso, molta musica di grande fascino e una cospicua eredità, riuniti in un romanzo che ha il passo di un’indagine ma è molto di più: una dichiarazione d’amore per una musica forte e dimenticata; un viaggio nel vivace e complesso panorama culturale della Russia prerivoluzionaria; un omaggio coraggioso all’incantesimo della letteratura, capace di trovare nell’immaginario le soluzioni che la vita quotidiana non prevede.

 

 

Recensione

Mettetevi comodi in un luogo tranquillo, prendetevi del tempo, perché questa è una storia che va scoperta e assaporata pian piano; procuratevi un cellulare e collegatevi a You Tube, chiudete gli occhi e attraverso la musica calatevi nel personaggio, esploratene l’animo, assorbitene il cuore e, al termine del romanzo, farete parte anche voi della “Triade minore”.

Lettura sicuramente non semplicissima, in particolare per chi non ha grandi affinità con la musica classica ma che, grazie alla notevole competenza dell’autore, coinvolge, appassiona e incuriosisce.

Il romanzo si snoda attraverso tre assi temporali.

Il presente è rappresentato da Brynmor Davies che vive in preda ai sensi di colpa, mai sopiti, per l’improvvisa e incidentale morte di Iwan Pryce, giovane collaboratore. La sua vita viene praticamente sconvolta da uno strano e inspiegabile ritorno dal passato, un ritorno che lo costringe a compiere un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca di una verità quasi ingannevole.

Il passato recente è il giovane Iwan Pryce, animato da una forte passione per la musica e il pianoforte.

Il passato remoto, stiamo parlando dei primi del Novecento, è ricco di musicisti, pianisti, di atmosfere russe e ancora di note, sonate e passioni. È un quadro preciso dei protagonisti di quella che viene definita “triade minore”, un quadro il cui pennello è la musica. Attraverso quest’ultima, il compositore e musicista Nikolai Medtner racconta la sua vita, i suoi sentimenti, l’amore per una donna e il fratello, dal quale pare dipendere ogni singolo respiro, ogni singolo passo.

Tutta questa musica perpetua si diffonde, passa di pianoforte in pianoforte, di orecchio in orecchio sino a diventare immortale, sino a emozionare ancora.

Un romanzo all’insegna del mistero, dei brividi che si provano quando si pensa ai fantasmi, dell’incredulità e di mille incertezze; un viaggio insolito alla ricerca della verità ma soprattutto un inno alla musica. Sì, la protagonista assoluta è proprio la musica, vero mezzo di comunicazione che dà vita ai sentimenti e ai pensieri più nascosti.

Indiscusso è l’amore che l’autore nutre nei confronti di quest’ultima, lo si legge in ogni pagina, lo si legge in ogni nota descritta, lo si percepisce dall’idea di accennare il disegno di alcuni spartiti, lo si percepisce dai numerosi riferimenti che fornisce al lettore rispetto alle varie opere, quasi volesse irretirlo, spingerlo a nuove scoperte, quasi volesse condividere con lui tutta la sua passione.

Una lettura particolare, diversa, originale, un misto tra realtà e fantasia, frutto di un importante lavoro di ricerca. Una lettura che lascerà increduli anche voi, esattamente com’è successo a Brynmor Davies.

 

 

 

Luigi Ferrari


Luigi Ferrari: Luigi Ferrari è nato a Milano nel 1951. Laureato in architettura e diplomato in composizione polifonica e analisi musicale, ha intrapreso la carriera di manager nel mondo dell’opera e della musica classica. Ha collaborato, tra gli altri, con il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro alla Scala, la Biennale di Venezia. È stato direttore artistico e sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna; direttore artistico del Rossini Opera Festival e del teatro de la Maestranza di Siviglia; infine sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini di Parma. Da dodici anni vive a Pesaro con la moglie e Yoshi, un dolcissimo shiba inu. Questo è il suo primo romanzo.

A cura di Patrizia Argenziano

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