Tutto chiede salvezza




Recensione di Francesca Marchesani


Autore: Daniele Mencarelli

Editore: Mondadori

Genere: Narrativa

Pagine: 204

Data di pubblicazione: febbraio 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Ha vent’anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un’estate di Mondiali. Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura. Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all’uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro. Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati. Nei precipizi della follia brilla un’umanità creaturale, a cui Mencarelli sa dare voce con una delicatezza e una potenza uniche.

 

 

 

Recensione

In un’estate davvero torrida, Daniele viene ricoverato per un TSO nel reparto psichiatrico di un ospedale.

Le atmosfere ricordano molto “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e il nostro protagonista comincia illustrandoci i suoi compagni di villeggiatura.

Ognuno con le proprie caratteristiche e la propria personalità e, come si fa in carcere, ognuno che prova a chiedere “che cosa accidenti hai combinato per essere qui dentro?”.

Paradossalmente cominciano a conoscersi e a diventare una squadra e Daniele si sentirà a casa come non mai. Si sentirà a suo agio a far leggere le sue poesie, a parlare di vita, di morte e di paura. Discorsi che nel mondo esterno non si affrontano perché non c’è mai tempo da dedicare a questi argomenti.

In questo minimondo abitato dai suoi coinquilini e dal personale dell’ospedale comincerà a riflettere su se stesso e sugli altri. Su come spesso i malati di mente vengano considerati merce di scarto, perché un malato di mente, secondo loro, non potrà mai darti niente, insegnarti niente.

Ignari che, la mente, come qualsiasi altra parte del corpo quando si fa male, è solamente da curare. Magari ci vorrà più tempo rispetto a un gesso in una gamba, magari il percorso sarà più difficile, ma non è niente di diverso che un ingranaggio difettoso in un corpo altrimenti sano. Daniele comincia a pensare che ci siano due tipi di follia, quella distruttiva e quella costruttiva, come la sua, dettata dalla depressione.

Perché molto spesso le persone che stanno bene non scavano dentro di sé, non si fanno mai domande e non cercano mai un senso a niente. Si limitano a vivere e basta, come se questo bastasse. Mentre lui no, non si accontenta. Ogni azione che fa, ogni parola che dice, ogni giorno che passa lui chiede salvezza.

Ogni volta cerca di salvarsi da se stesso e diventa questa la sua missione, almeno lui ha uno scopo a differenza di mille altri. E le pasticche, i medicinali, le droghe, spesso aiutano, ma quando finisce l’effetto si ricomincia da capo, ogni volta che apre gli occhi è un foglio bianco sul quale deve iniziare di nuovo a scrivere come se il lavoro fatto finora non fosse servito a niente.

Essere un eterno insoddisfatto non fa altro che spronarlo a cercare una vita migliore e forse lo sarà. Noi non lo sapremo perché non sapremo cosa farà o chi sarà Daniele al termine del suo ricovero coatto.

Ci accontentiamo di accompagnarlo durante questo viaggio di presa di coscienza. Sicuramente un libro che pone tanti interrogativi, ma come solito, le risposte dobbiamo poi darcele da soli.

 

 

 

Daniele Mencarelli


Daniele Mencarelli è nato a Roma nel 1974. Vive ad Ariccia. Le sue principali raccolte di poesia sono: I giorni condivisi, poeti di clanDestino, 2001; Bambino Gesù, Tipografie Vaticane, 2001, Nottetempo, 2013; Guardia alta, Niebo – La vita felice, 2005; Figlio, Nottetempo, 2013. Sempre nel 2013 è uscito La Croce è una via, Edizioni della Meridiana, poesie sulla passione di Cristo. Nel 2015, nella collana gialla del Festival pordenonelegge, è stato pubblicato Storia d’amore. La sua ultima raccolta è Tempo circolare (poesie 2019-1997), Pequod, 2019. Del 2018 è il suo primo romanzo La casa degli sguardi, Mondadori (premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima). Collabora, scrivendo di cultura e società, con quotidiani e riviste.
 

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