Uccidi il padre




Recensione di Simona Sireus


Autore: Sandrone Dazieri

Editore: Mondadori

Pagine: 564

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2014

 

 

 

 

 

 

 

Questo romanzo si discosta dal filone noir metropolitano dei precedenti di Dazieri: si tratta di un thriller italiano dal ritmo americano per struttura e narrazione.

Ambientato in Italia, a Roma, ha come protagonista la coppia Colomba Caselli e Dante Torre.
I due collaborano alle indagini sulla sparizione di un bambino e il rinvenimento del cadavere della madre, trovato decapitato in un parco poco lontano dal luogo della scomparsa del figlio.
Inizialmente viene indagato il marito della donna ma da subito Colomba intuisce che la soluzione del caso non può essere così semplice: qualcosa non torna.

Colomba Caselli è una poliziotta rientrata in servizio dopo un’assenza dovuta al forte stress provocato da un caso di cui si è occupata in passato; Dante Torre è conosciuto anche come “l’uomo del silo” a causa del rapimento subito da bambino e della sua prigionia durata undici anni all’interno di un silo di pochi metri quadrati, presso una fattoria.
Unico suo contatto negli anni di prigionia è stato il suo rapitore che, oltre a nutrirlo, lo ha educato e istruito secondo proprie regole. Il destino del Padre non è accettato da Dante che non crede si tratti di un contadino trovato suicida all’epoca dei fatti.
Dante è rimasto profondamente segnato da questa esperienza tanto da averne ripercussioni nello stile di vita da adulto e nei suoi rapporti sociali. Adesso collabora con la polizia quale esperto nei casi di persone scomparse e abusi sui minori in quanto ha affinato la capacità di interpretare i segnali del corpo, di scovare le anomalie e riuscire a sintonizzarsi con le emozioni di vittime e carnefici solo entrando in contatto con la scena del crimine.

Questo caso lo porterà a rivivere il suo trauma poiché molte sono le analogie con quanto da lui vissuto e col suo misterioso rapitore che egli ha sempre chiamato “Padre”.
Nel doloroso percorso sarà supportato da Colomba e tra loro si instaurerà un rapporto di complicità e cieca fiducia.
Il rapporto tra i protagonisti è un aspetto che Dazieri cura particolarmente, costruendo la storia di amicizia e collaborazione di lavoro tra due individui indubbiamente al di fuori di ogni convenzione, disadattati e sopravvissuti ai propri dolori.

La trama si dipana in modo incalzante e assolutamente credibile, i capitoli si susseguono senza dare respiro al lettore. Sono molto curate le sfaccettature psicologiche dei personaggi e la costruzione degli eventi che sono perfettamente concatenati gli uni agli altri per condurre alla risoluzione dell’enigma che svelerà risvolti angoscianti.

Quella che per tutto il romanzo sembra essere una caccia all’uomo risulterà un piccolo dettaglio all’interno di un quadro ben più ampio in cui sono coinvolti anche l’esercito e i servizi segreti.

Lo stesso finale di questo bel thriller è tutt’altro che prevedibile e riserverà un’ennesima sorpresa.

 

 

Sandrone Dazieri


Sandrone Dazieri è nato a Cremona nel 1964. Dopo aver svolto numerosi mestieri – cuoco, buttafuori, facchino – si è dedicato al giornalismo e alla scrittura.