Linea Gotica. Un 2018 altalenante per il cinema gotico




A cura di Alessandro Chiometti

Autore di alcuni romanzi e di molti racconti brevi, cura con l’Associazione Civiltà Laica di cui è presidente la Direzione Artistica del Terni Horror Fest


 

Un 2018 altalenante per il cinema gotico

Probabilmente quest’anno non sarà ricordato per quasi nessun “must” del futuro degli amanti del cinema horror e gotico, tuttavia ci sono stati ottimi spunti intervallati da cocenti delusioni e qualche film così così, di cui francamente ci si aspettava molto meglio.

La forma dell’acqua

Cominciando proprio da quest’ultima categoria, ovvero i film da cui ci si aspettava qualcosa in più non possiamo che partire da “La forma dell’acqua” di Guillermo del Toro. (Del 2017 ma uscito in Italia nel 2018). “Eresia” urlerà qualcuno… ”un film che ha vinto l’oscar più importante e vi aspettavate qualcosa in più?” Beh… dopo averlo anche rivisto sì, possiamo dirlo senza dubbio. Dal regista de “Il labirinto del fauno” forse ci si aspetta sempre qualcosa in più. Ma il film pur essendo meraviglioso nella fotografia e nella scenografia e nella recitazione, è stereotipato e del tutto prevedibile fin nei minimi dettagli senza una sola scena che sorprenda lo spettatore e che gli faccia dire “questo non me l’aspettavo”.

The Nun

Altra mezza delusione per l’attesissimo spin-off sulle mirabolanti vicende dei coniugi Warren (che Hollywood continua a spacciare per vere e provate quando sono bel lungi dall’esserlo). Ad ogni modo, “The Nun” è interessante come concepimento e realizzazione, con delle scene davvero perfette per gli amanti del genere. Molto meno convincente per quello che riguarda la credibilità della storia e di alcuni personaggi con un finale “sparatutto” che riesce a rovinare quasi completamente il film.

Bocciature senza pietà invece per i due horror forse più attesi dell’anno con tanto di campagne pubblicitarie martellanti che sembrava dovessero terrorizzare l’intero pianeta.

“A quiet place” è uno dei film più ridicoli di sempre, imbarazzante è dir poco. E peggio di tutto realizzato con budget e mezzi astronomici vista anche la presenza di Emily Blunt una delle regine del fantasy e dell’horror. “Solita” invasione di mostri sul pianeta Terra che hanno la caratteristica di sentire anche i più piccoli rumori e quindi di avventarsi sulle prede divorandoli e questi che fanno? Vivono in una stanza sottoterra insonorizzata? No. Sparano 24h su 24h Iron Maiden e AC/DC a palla per confondere i mostri? Macchè. Vanno a vivere in campagna camminando a piedi nudi per non far rumore. Ma l’avete trovata in un pacchetto di patatine questa sceneggiatura? Poveri noi…

Più o meno disastroso allo stesso livello l’altrettanto atteso “Slender Man” che prometteva di essere l’interpretazione cinematografica definitiva sulla leggenda urbana de “l’uomo alto” (in Usa molto comune)  e invece forse è la parola definitiva sui film dell’orrore che più che altro sono orrori di film. Insostenibile, un film per teenager che ha fatto pena anche ai teenager per quanto mal riuscito.

Venom

Veniamo invece alle note positive dell’anno: menzioni speciali fuori podio per “Venom”: che trasporta ottimamente al cinema uno dei protagonisti più gotici della Marvel comics (in attesa che arrivi la versione moderna del Punitore, forse il non-eroe più cupo di tutta la casa del compianto Stan Lee) e “La casa delle bambole” che fa tornare il regista del cult “Martyrs” alla crudezza per cui si era reso famoso, peccato per la trama non completamente originale.

 

La casa delle bambole

Terzo posto che assegniamo  a “La settima musa” , film che è stato poco apprezzato dagli utenti delle varie piattaforme web a quanto ci risulta, ma sarà per il nostro debole per Balaguerò (autore della serie Rec e di Fragile- a ghost story), per l’omaggio a Polanski, per il tocco di mistero degno del miglior Dario Argento, insomma mettetela come volete ma per noi il film merita un “otto” pieno.

La settima musa

Piazza d’onore per il ritorno di Michael Myers, il cattivo inarrestabile per eccellenza. “Halloween” del 2018 (grazie anche alla presenza in regia come “aiuto” di sua maestà John Carpenter) si presenta come seguito “unico” del primo Halloween del 1978. Quarant’anni dopo David  Gordon Green in regia (con l’aiutino di cui dicevamo) dimostra che la storia è uno degli archetipi horror che funzionano meglio. Ovvero quello del mostro inarrestabile e implacabile ma forse senza farlo diventare una macchietta come hanno fatto con Jason  di Venerdì 13. Nel cast anche la regina delle screaming queen, che nel 1978, con l’Halloween originale, iniziò la sua vertiginosa scalata al successo proprio interpretando la classica fanciulla in fuga dal mostro: Jamie Lee Curtis. La fanciulla è cresciuta ed è diventata una psicopatica paranoide che aspetta il ritorno del mostro… e non si farà cogliere impreparata. (We love Jamie Lee Curtis , se non si fosse capito)

 

Halloween

Primo premio per l’audace “Overlord” esordio horror di James Auvery che trasforma lo sbarco in Normandia in una lotta contro i mostri nazisti (reali) e quelli immaginari dei superuomini che stavano creando con esperimenti segreti nel nord della Francia. Davvero un film coraggioso e ben girato che regge fino all’ultima scena e con dei villains davvero inquietanti. La dimostrazione che anche i temi classici quando ben alimentati con idee nuove funzionano eccome.

 

Overlord

 

Adesso attendiamo il 2019…

e nei primi giorni dell’anno ci precipiteremo al cinema per l’attesissimo Suspiria di Luca Guadagnino. Non facciamo previsioni, incrociamo le dita e buon anno gotico a tutti.

Alessandro Chiometti