Un canto glamour …




Un canto glamour in punta di coltello

Recensione di Sergio Mancuso


Autore: Andrea Biscaro

Editore: Meridiano Zero

Pagine: 232

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

SINOSSI: Zeno è un quarantenne milanese instabile, ricco e annoiato, che nasconde dietro una patina di falso buon gusto e accessori costosi una ferocia inimmaginabile; una ferocia che sempre meno riesce a tenere a bada e nascosta agli occhi del mondo. I contorni della realtà si fanno ogni giorno più labili e la smania di sangue sempre più pressante e così Zeno viene colto in fallo: durante un efferato omicidio qualcuno lo vede. E forse questo qualcuno si insinuerà in modo subdolo nella sua esistenza ricattandolo, cercando di smascherare il mostro che è in lui. Sarà una lenta ma inesorabile discesa agli inferi per il grande Zeno, sempre più perso fra vuoti di memoria, vuoti di pensiero, vuoti di valori e soprattutto di senso. Il suo suona come un ululante e decadente canto del cigno dell’uomo contemporaneo, destinato dopo tanto frastuono a sfumare in muta miseria.

 

RECENSIONE

Zeno è l’archetipo dell’uomo moderno e porta con sé un po’ di Luigi Pirandello e un po’ di Italo Svevo, in una parabola allucinante fatta di efferati omicidi compiuti con costosi coltelli, droga, sesso e la vita notturna milanese. Una narrazione cruda, violenta, sporca come deve esserlo quella di un thriller che vuole indagare l’animo di un efferato killer; scorre piacevolmente senza battute d’arresto o forzature.

Il mondo della televisione e della vita “by night” milanese vengono descritti con dovizia di particolari e, seppure la patina di ricchezza e decadente lussuria è esagerata in qualche modo, non stona, rimane non solo funzionale alla storia ma perfettamente plausibile.

Il protagonista indossa una maschera – come tutti, del resto – una maschera fatta di glamour, di contatti con persone che contano, di potere e soprattutto tanti soldi, ma il suo vero “Io” è quello di una feroce bestia sempre alla ricerca della prossima preda. Amato dalla folla, lui, conduttore di successo, comincia a credere che tutto gli sia concesso, che niente debba mai essergli precluso e così i suoi omicidi divengono via via meno controllati; in preda a un delirio di onnipotenza Zeno, che si considera intoccabile, comincia a nascondere sempre di meno quelle che sono le sue vere pulsioni e così, durante un omicidio, commette il fatale errore di sottovalutare la vittima, che riesce a comporre un numero e farsi, forse, sentire da qualcuno che assisterà in diretta al suo sezionamento.

La narrazione non si ferma così, non è così banale, perché Zeno colpisce per la sua personalità sfaccettata, ben creata. Non è semplicemente un killer, l’archetipo del mostro che potrebbe andare bene per portare avanti una trama lineare, ma un uomo con un oscuro passato alle spalle che non è riuscito a dimenticare, tormentato dalla depressione e dagli incubi, e così, pian piano, viene da chiedersi chi vuole farla pagare a Zeno?

Il suo tormentatore è colui che ha ascoltato in diretta l’omicidio e che vuole prendersi la propria vendetta in maniera completa e subdola?

Oppure i vuoti di memoria che sembra accusare sono il risveglio di una coscienza ormai sopita da tempo e che non ha nessuna intenzione di collaborare?

Come già detto, un po’ di Luigi Pirandello e un po’ di Italo Svevo scorrono lungo le direttrici primarie della trama di quest’ottimo thriller e si mescolano fondendosi con sensazioni e rimandi a un altro grande autore italiano, Giorgio Faletti (nello specifico, con Io Uccido)

 

 

Andrea Biscaro


Andrea Biscaro, scrittore, cantautore e ghostwriter. Nato a Ferrara, vive all’Isola del Giglio. Tra le uscite degli ultimi anni ricordiamo: Illune con prefazione di Eraldo Baldini (Effigi 2011), Nerone. Il fuoco di Roma (Castelvecchi 2011, tascabile Lit 2012, Fabbri 2015), Ballate della notte scura con Tiziano Sclavi (Squilibri 2013). Per Meridiano Zero ha pubblicato Il cuoco dell’Inferno (2016).



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