Un conto aperto con…




Un conto aperto con il passato

Recensione di Giusy Giulianini


Autore: Luigi Guicciardi

Casa Editrice: Damster

Pagine: 309

Genere:  Crime

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Durante i lavori di demolizione di un vecchio edificio a Modena, è rinvenuto uno scheletro, che l’antropologo forense attribuisce a una ragazza tra i diciotto e i ventidue anni. Le indagini per identificarla sono affidate al commissario Cataldo, che, scavando nel passato, apprende di una compagnia di bikers che si riunivano in quel luogo, ma deve interrompere le ricerche pochi giorni dopo, quando viene assassinato il proprietario della Delta, l’azienda farmaceutica più nota in città. La nuova inchiesta proietta ora Cataldo nel mondo della ricca borghesia, in una doppia direzione professionale e privata: se la concorrenza industriale, il licenziamento di un sindacalista e le minacce degli animalisti sono piste da seguire, non va trascurata neppure quella di una relazione segreta dell’uomo con una donna a tutti ignota. E mentre nuovi colpi di scena si susseguono, e altro sangue viene versato, alla fine lo scheletro è identificato in quello di una liceale scomparsa nel nulla nove anni prima, subito dopo l’esame di maturità. Cataldo allora capisce che la soluzione è da ricercare in un drammatico intreccio tra passato e presente…

 

Recensione

“Solido e credibile”, è questa la prima impressione che ricevo fin dall’inizio di Un conto aperto con il passato, il nuovo romanzo di Luigi Guicciardi con protagonista il suo commissario seriale Giovanni Cataldo, siciliano di nascita in forza alla questura di Modena, qui alla sua ventesima indagine. Impressione, peraltro, che mi accompagna fino all’ultima pagina.

Solido senz’altro per impianto narrativo, “complesso ma non complicato” come lo stesso Guicciardi ama definire i suoi intrecci, il romanzo si muove con agilità tra passato e presente, in bilico tra una pista ormai fredda e un omicidio eccellente che riempie le prime pagine dei quotidiani modenesi. Il cold case, irrisolto ormai da nove anni, riguarda Anna Pellati, una ragazza scomparsa poco dopo l’esame di maturità, e torna drammaticamente alla ribalta per il ritrovamento del suo scheletro, sepolto sotto neppure un metro di terra in una cartiera abbandonata.

L’altro crimine, il brutale omicidio di Francesco Cavazza, manager della primaria azienda farmaceutica Delta, segue di pochi giorni quella macabra scoperta, senza alcun nesso apparente, salvo la contiguità geografica della Delta con l’ex-cartiera. Cataldo, ovvio, tratta le due indagini come separate, raccogliendo con pazienza e intuito ogni possibile elemento che gli suggeriscono le rispettive scene del crimine, qui ricostruite da Guicciardi, lo voglio sottolineare, con una attendibilità ineccepibile che di rado capita di trovare nei polizieschi italiani, frutto di una sua documentazione che si intuisce scrupolosa e attenta.

Sarà Raffaele Galasso, un ex collega di Cataldo passato tra le fila degli investigatori privati e assunto all’epoca della sparizione di Anna dai suoi genitori, a chiedere ora a Cataldo di affiancarlo nell’indagine per riuscire a dare finalmente una risposta allo strazio di quei genitori. Risposta che si rivelerà ben più articolata di quanto i due colleghi potessero immaginare e che scioglierà i nodi tra passato e presente, stringendo però inesorabilmente quelli tra le due indagini.

Solido, il romanzo, anche nella lettura di un’attualità tormentata che neppure a una città di provincia come Modena risparmia biechi affarismi, ricerca scientifica senza scrupoli, accese contrapposizioni sindacali, tumulti animalisti.

Solido nella costruzione dei caratteri, il romanzo, e come stupirsene. Cataldo in primis che, a vent’anni dalla prima apparizione, continua a convincere come poliziotto e come uomo. E a sfuggire brillantemente al biasimo di certa critica verso lo stilema del “commissario tormentato”: ha avuto sì la sua dose di problemi personali, separazione difficile dalla moglie e lontananza dai figli, eppure non ha perso il gusto per il suo mestiere, l’empatia per la gente e la capacità di godersi la compagnia di una bella donna e un buon bicchiere di vino. È uno di noi, Cataldo, sangue e cervello, che come tutti cambia e si adegua.

D’altronde le persone “sono come fiumi, pieni di correnti inaspettate e di secche infide, capaci di cambiare all’improvviso”. La finezza psicologica proprio non manca a Guicciardi e ne dà prova non solo nella tridimensionalità di personaggi, principali o minori che siano, ma anche nella capacità rara di mettere in scena, durante gli interrogatori, espressioni e gesti di tensione dei sospettati.

La medesima finezza Guicciardi la dimostra nella lettura d’ambiente, di Modena soprattutto, evocata in un ottobre che sa di pioggia, una pioggerellina più spesso che “fa luccicare l’asfalto”, mentre Cataldo, siciliano di nascita come il suo autore, pensa che “è bella, la sua città, all’alba, coi suoi bagliori e il suo fiato di benzina e di metallo, e con la fretta ansiosa della folla che fra poco si espanderà per tutte le strade, ma che è fretta buona: di andare, di fare, di lavorare”. Una città che respira nebbia, pioggia e fretta laboriosa in cui noi, uomini e donne di pianure settentrionali, ci riconosciamo d’istinto.

Solida infine la scrittura di Guicciardi, affilata quando serve, ironica a tratti, emotiva spesso, una scrittura dai molti colori in cui si percepisce profonda cultura letteraria e divertimento nel piegare il genere alla storia narrata. Pare infatti che sul finale strizzi l’occhio, Guicciardi, ai grandi maestri della detection classica di cui è profondo conoscitore e trasformi il consueto svelamento della whodunit, investigatore onnisciente, sospettati e colpevole, in una amichevole spiegazione tra colleghi. Puntuale però e non meno esaustiva del chi, come e perché.

 

 

 

Luigi Guicciardi


modenese, insegnante di liceo e critico letterario, è il creatore del commissario Giovanni Cataldo, poliziotto della questura di Modena al centro ormai di una ventina di romanzi crime, dal più recente appena pubblicato alla prima fatica letteraria apparsa nel 2000: Un conto aperto con il passato (Damster Edizioni, 2020), Sporchi delitti (Fratelli Frilli Editori, 2019), Nessun posto per nascondersi (Fratelli Frilli Editori, 2018), Senza rimorso (Hobby & Work, 2018), Una tranquilla disperazione (Cordero Editore, 2017), Giorni di dubbio (Cordero Editore, 2016),  Paesaggio con figure morte (Cordero Editore, 2016),  Le stanze segrete (Cordero Editore, 2016), Una tranquilla città di paura, (LCF Edizioni, 2013), La morte ha mille mani (Hobby & Work, 2010), La calda estate del commissario Cataldo (Hobby & Work, 2009), La belva (Hobby & Work, 2009), Errore di prospettiva (Hobby & Work, 2008), Dipinto nel sangue (Hobby & Work, 2007), Occhi nel buio (Hobby & Work, 2006), Cadaveri diversi (Edizioni Piemme, 2004), Un nido di vipere per il commissario Cataldo, (Edizioni Piemme, 2003), Relazioni pericolose per il commissario Cataldo (Edizioni Piemme, 2001), (Filastrocca di sangue per il commissario Cataldo), Edizioni Piemme, 2000.

 

Qualche nota in più:

Luoghi: Modena

Altri libri: Sporchi delitti (Fratelli Frilli Editori, 2019), Nessun posto per nascondersi (Fratelli Frilli Editori, 2018), Senza rimorso (Hobby & Work, 2018), Una tranquilla disperazione (Cordero Editore, 2017), Giorni di dubbio (Cordero Editore, 2016),  Paesaggio con figure morte (Cordero Editore, 2016),  Le stanze segrete (Cordero Editore, 2016), Una tranquilla città di paura, (LCF Edizioni, 2013), La morte ha mille mani (Hobby & Work, 2010), La calda estate del commissario Cataldo (Hobby & Work, 2009), La belva (Hobby & Work, 2009), Errore di prospettiva (Hobby & Work, 2008), Dipinto nel sangue (Hobby & Work, 2007), Occhi nel buio (Hobby & Work, 2006), Cadaveri diversi (Edizioni Piemme, 2004), Un nido di vipere per il commissario Cataldo, (Edizioni Piemme, 2003), Relazioni pericolose per il commissario Cataldo (Edizioni Piemme, 2001), (Filastrocca di sangue per il commissario Cataldo), Edizioni Piemme, 2000

 

A cura di Giusy Giulianini

Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna. Legge, molto e da sempre, e scrive un po’: recensioni e interviste agli autori di narrativa giallo-noir, sua passione inveterata, e qualche riflessione personale, in veste di racconto o di romanzo. Quest’ultimo, un thriller emotivo, è fermo al Capitolo XVII e chissà se si muoverà da lì? Se si dovesse descrivere con una frase, questa sarebbe ‘I libri sono il mio peccato e i noir il mio peccato mortale’.

 

 

 

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