Un feroce dicembre




Recensione di Ilaria Marcoccia


Autore: Edna O’Brien

Traduzione: Giovanna Granato

Editore: Einaudi

Genere: Narrativa

Pagine: 295

Anno di pubblicazione: 2018

Sinossi. A Cloontha passato e presente, mito e ricordi si mischiano senza soluzione. Michael Bugler vi è tornato deciso a far fruttare i terreni dei suoi avi. Ha vissuto in Australia per anni come uno straniero e adesso tutto ciò che vuole è lavorare la sua terra. Joseph Brennan, il suo vicino, non ha mai lasciato il paese in cui è nato. Nonostante un’iniziale amicizia, Brennan vede Bugler come una minaccia: non gli piacciono le sue innovazioni, il suo atteggiamento di sfida. Soprattutto, non può dimenticare che una volta le loro famiglie erano nemiche. Sua sorella Breege, invece, ne è attratta. Quel giovane forestiero le sembra incarnare quanto è mancato finora nella sua vita – novità, spregiudicatezza, il coraggio di cambiare – e se ne innamora. E quando Bugler pretende di riavere un appezzamento sfruttato dai Brennan, le tensioni covate troppo a lungo non possono che deflagrare. In maniera feroce.

Recensione

Ci sono luoghi che non cambiano mai. Le stagioni scorrono incessanti e imperterrite sulla terra. Gli abitanti di questi luoghi sono anch’essi parte del flusso del tempo che scorre inesorabile. Forgiati da una terra dura e antica, gli abitanti di Cloontha sono ancorati alla loro origine e spaventati dall’arrivo dello straniero. Michael Bugler, però, non è uno straniero: lo è stato nel tempo in cui ha vissuto in Australia, sentendosi straniero in terra straniera. Ma, dopo aver lasciato il suo Paese, torna a casa, al lavoro della sua terra, quella degli Avi, per lavorarla e farla fruttare, eppure sarà ancora considerato come un estraneo.

Joseph Brennan, invece, il suo Paese non l’ha mai lasciato. Ciò gli conferisce più diritti rispetto ai nuovi arrivati, la fedeltà al luogo legittima la sua autorità. La sua terra confina con quella di Michael e, a volte, queste sconfinano le une sulle altre.

I Brennan e i Bugler sono due famiglie storicamente nemiche, come i Montecchi e i Capuleti di Romeo e Giulietta: e in questa storia ci sono anche loro, gli eterni innamorati. Il forestiero, Michael, ha il fascino di chi porta l’innovazione, la sfida, il cambiamento e il mistero esotica della novità. Queste caratteristiche finiscono per attrarre la sorella di Joseph, Breege, prigioniera dell’odio del fratello nei confronti di Michael e della minaccia che per lui rappresenta.

Breege è una ragazza in gamba, in grado di tenere testa al fratello, prendersi cura di lui, non farlo arrabbiare; lei dipende da lui, come lui lavora e vive per sua sorella; la stabilità di lei incide in maniera profonda sullo stato mentale del giovane Joseph. L’amore impossibile tra i due ragazzi è reso ancora più romantico dall’immagine dei campi e dei terreni sconfinati in cui i due si incontrano.

I baci di Michael e Breege sono rubati da un futuro che non avranno mai modo di vivere. La vicenda, infatti, precipiterà nel baratro della tragedia.

Un feroce dicembre è un libro ben scritto, dalla prosa particolare, con frequenti cambi di punto di vista. La storia è feroce, dura, atroce, così come un dicembre freddo che porta sorprese inaspettate. La scrittura della O’Brien è talmente diversa dalle altre da pretendere una totale immersione nello stile, che diventa racconto. Tocca profondamente il lettore nelle descrizioni della natura quanto in quelle dei sentimenti.

Joseph risulta il personaggio meglio costruito: la sua intelligenza e la sua istruzione sono impeccabili, ma lo fanno risultare un estraneo in un paesino di campagna, un incompreso. La rabbia che si porta dentro è ambivalente: tra la consapevolezza di poter andare oltre certe antiche diatribe e l’attaccamento nei confronti della tradizione.

Edna O’Brien


Edna O’Brien nata a Tuamgraney in Irlanda nel 1930, è una delle più importanti autrici viventi. Ha pubblicato romanzi, saggi, testi teatrali e raccolte di racconti, fra i quali Ragazze di campagna, La luce della sera, La ragazza dagli occhi verdi. Nel 2011 le è stato conferito il prestigioso Frank O’Connor Short Story Award. Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Oggetto d’amore (2016), un’antologia dei suoi migliori racconti, Tante piccole sedie rosse (2017 e 2018) e Un feroce dicembre (2018).

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