Un mostro chiamato…




Un mostro chiamato Girolimoni Una storia di serial killer di bambine e Innocenti 

Recensione di Elsa Flacco


Autori: Fabio Sanvitale, Armando Palmegiani

Editore: Sovera Edizioni

Genere: saggio giornalistico

Pagine: 193

Anno di pubblicazione: 2011

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Gino Girolimoni: un nome che a Roma vuol dire infame. Il nome di chi avvicina le bambine, le cerca, le vuole, le prende. Un nome usato ancor oggi. Già, ma chi era davvero Gino Girolimoni? Un uomo benestante, coinvolto nella Roma degli anni Venti in una storia molto più grande di lui, così, dall’oggi al domani. Arrestato, accusato di ben sette tra stupri e omicidi a danno di bambine. Peccato che Girolimoni fosse completamente innocente, peccato che ogni prova fosse inventata di sana pianta per placare l’isteria, la follia che ormai s’era impossessata dei quartieri della città, della gente. Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani, con l’aiuto di esperti di primo piano, ricostruiscono la vicenda dandone il quadro storico e criminologico completo. Rifacendo le indagini, passo passo, strada per strada, sospetto per sospetto, con le tecniche investigative di oggi.

 

 

Recensione

Questa ricostruzione accurata e narrativamente coinvolgente di un celebre caso criminale del passato, è destinata ad appassionare chi si interessa di storie di delitti seriali che hanno segnato un’epoca e conservano quell’aura di mistero che continua a intrigare. Essendo un genere che personalmente mi avvince, ho divorato il libro in poche ore, complici la scrittura accattivante e la struttura movimentata della narrazione.

Il caso Girolimoni è tra i più famosi della storia criminale italiana, per vari motivi: la sadica crudeltà dei delitti, la tenera età delle vittime, la figura ambigua del presunto colpevole poi scagionato, la mancanza di una soluzione all’enigma. Ma anche il moment e il milieu, vale a dire il momento storico, gli anni ’20, l’inizio del ventennio fascista, e l’ambientazione nei quartieri popolari di Roma tra il Tevere e il Vaticano.

Una storia vera, dicevamo, ma che risulta sapientemente romanzata dagli autori, in particolare da Fabio Sanvitale, che con l’ausilio dell’esperto Armando Palmegiani, ci conduce nei vicoli di una Roma che non esiste più, fatta di caseggiati popolari, fontane, stradine oscure, scalette e muri che conducono al fiume; ma ci introduce anche nei meandri di una psiche malata e nei pensieri di uomini e donne che si trovano, in un momento della loro esistenza, a incrociare il percorso dell’assassino di bambine. Incontriamo così popolane, ragazzini, padri e madri, testimoni casuali, autorità, poliziotti, magistrati, perfino un pastore protestante inglese che svolgerà un ruolo importante nella vicenda.

Su tutti, però, svettano due figure che il lettore non dimenticherà facilmente: l’accusato Gino Girolimoni e il commissario Giuseppe Dosi, che al killer dà strenuamente la caccia. Sullo sfondo, l’Ombra, l’omicida psicopatico che semina il terrore e provoca una sorta di isteria collettiva che investe anche chi dovrebbe conservare lucidità e sangue freddo, e che invece conduce indagini frettolose e approssimative, tese solo a consegnare all’opinione pubblica un colpevole qualsivoglia, che abbia le stigmate del criminale secondo le teorie lombrosiane di quei tempi.

L’arrestato sembra perfetto per il ruolo, se non fosse che gli indizi a suo carico si rivelano evanescenti e le testimonianze ingannevoli, presto smontate da giudici capaci che restituiscono la libertà, e una vita ormai distrutta, al povero Girolimoni, di cui gli autori continueranno a seguire le vicissitudini.

Nei frequenti scambi di opinioni disseminati nelle pagine, i due autori danno vita a discussioni che permettono al lettore di partecipare quasi in prima persona al tentativo di risolvere il caso. Ci si ritrova così catapultati in quel tempo lontano, sulle tracce di un serial killer disturbato e sadico, ma così astuto e organizzato da tenere in scacco, per anni, intere squadre di investigatori.

Una lettura coinvolgente e appassionante, dunque, che vi terrà sospesi fino alle ultime pagine, per lasciare in fondo l’amara consapevolezza che la realtà non si sposa mai volentieri con le soluzioni perfette: resterà sempre quel non detto, non compreso, non saputo, che rende vano ogni tentativo di illuminare i recessi oscuri dell’animo umano.

 

 

 

Fabio Sanvitale


Fabio Sanvitale, nato a Pescara il 17 gennaio 1966, già regista teatrale e giornalista investigativo, sta riscuotendo un notevole successo come autore di libri quali Leonarda Cianciulli. La saponificatrice (edito da Armando editore e scritto insieme al criminologo Vincenzo Maria Mastronardi), Un mostro chiamato Girolimoni e Morte a Via Veneto, entrambi editi da Sovera edizioni ed entrambi scritti a quattro mani con il profiler Armando Palmegiani.

 

Armando Palmegiani


Armando Palmegiani è nato nel 1965 a Roma. Esperto della Scena del Crimine. Si è laureato in Psicologia Clinica ed ha studiato con Vincenzo Mastronardi. È docente di Criminologia Clinica e Psicopatologia Forense presso l’Università “eCampus” e docente di Storia della Cronaca Nera nel Master in Scienze Criminologico-Forensi dell’Università “Sapienza”. Nel corso della sua carriera si è occupato di molti casi di cronaca, tra i quali la bomba di via dei Georgofili nel 1993 a Firenze, l’omicidio di Marta Russo, l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Per Sovera Edizioni ha pubblicato, con F. Sanvitale, Un mostro chiamato Girolimoni (2011), Morte a Via Veneto (2012), Omicidio a Piazza Bologna (2013), Sangue sul Tevere(2014, con V. Mastronardi) e Sacro Sangue (2015).