Una brutta storia




Recensione di Simona Sireus

Autore: Piergiorgio Pulixi

Editore: SABOT/AGE

Pagine: 439

Genere: noir

Anno Pubblicazione: 2012

 

 

 

 

 

 

Una brutta storia …” troviamo diverse volte queste tre parole tra le pagine del libro.
Le pronunciano tutti: vincitori e vinti, corrotti e integri, carnefici e vittime … insomma da qualsiasi parte la si guardi questa “storia” è “brutta”.Tutto ruota attorno al personaggio principale: l’ ispettore di polizia della sezione Narcotici Biagio Mazzeo che tiene legata a sé quella che lui definisce “la famiglia” cioè una ventina di colleghi che lo aiutano nei suoi affari fuorilegge. Si tratta di un personaggio assolutamente violento e spietato che dà il meglio di sé nel tentativo di diventare il dominatore assoluto della città, e per riuscire nel suo intento non esita a corrompere: superiori, giudici e politici.

Le sue caratteristiche sono ben descritte nel prologo dove conosciamo un Mazzeo bambino che, impavido, affronta le angherie di ragazzi più grandi di lui e quando già si delinea la forza di carattere che lo contraddistinguerà da adulto.Il senso della “famiglia” di Mazzeo ricorda, per niente vagamente, quello utilizzato dalla mafia e gli stessi sembrano essere i mezzi per accumulare soldi e potere. In cambio della fedeltà egli promette protezione ai suoi affiliati, ma la fedeltà deve essere assoluta, la “famiglia” deve venire prima di ogni cosa, anche della propria famiglia.

Gli sgarri vengono puniti con la morte.Inseguendo il colpo definitivo, quello che avrebbe potuto decretare la sua onnipotenza e procurargli tanti di quei soldi da permettere una sistemazione definitiva e una vita di agi e ricchezza, Mazzeo non esita a trascinare tutta la banda con sé ma il prezzo da pagare risulta essere molto alto perché a contrastarli troveranno un gruppo, altrettanto crudele e spietato, di ceceni che fanno la loro comparsa in Italia per vendicare la morte, avvenuta in modo del tutto casuale, del fratello di un potente mafioso ex guerrigliero che combatteva per la liberazione della Cecenia.Omicidi, corruzione, soldi, sesso, pestaggi, stupri, rapimenti, alcol, droga sono gli ingredienti che vengono utilizzati per confezionare questa “brutta storia”. I personaggi della polizia sono quasi sempre corrotti e i pochi che non lo sono vengono descritti in modo tale da apparire insignificanti e antipatici. Quando le cose si mettono male il lettore non esita a mettersi dalla parte del “disonesto” e questo la dice lunga sull’abilità delle parole, e Pulixi le usa in modo preciso e affilato.

La sua scrittura è incisiva, essenziale ma non scarna. Ogni personaggio viene descritto con un’ apprezzabile digressione sul proprio passato in modo da coinvolgere il lettore e aiutarlo nella comprensione completa delle azioni, anche quando appaiono discutibili.

Il ritmo è incalzante, adrenalinico, con episodi che hanno dell’improbabile ma che, forse proprio per questo, tengono il lettore incollato alle pagine. Preparatevi al fatto che un epilogo consolatore non arriva mai quando lo vorremmo e il confine tra “cattivo” e “buono” non viene in nessun caso valicato dai protagonisti.

Mai come nella lettura di questo libro ho sperato che fatti e personaggi siano unicamente frutto dell’immaginazione dell’autore…

Il finale è sospeso, ma poco importa poiché il lettore è rimasto di certo talmente coinvolto dalle vicende di questo romanzo che continuerà sicuramente a seguire l’ispettore Mazzeo.

 

 

 

 

Piergiorgio Pulixi


Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982. Fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de fogu (Edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco, inserito nel trittico noir Donne a perdere (Edizioni E/O 2010). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller e finalista al Premio Camaiore 2013, proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014), vincitore del Premio Glauco Felici 2015, Per sempre (Edizioni E/O 2015) e Prima di Dirti Addio (Edizioni E/O 2016). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) vincitore del Premio Franco Fedeli 2015, primo libro della serie thriller I canti del male. Nel 2106 vince il premio Serravalle Noir, il premio Garfagnana in Giallo e il premio Vanity Fair per il miglior personaggio femminile dell’anno con la sua Carla Rame. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul Manifesto, Left, Micromega e Svolgimento e in diverse antologie, tra cui Giochi di Ruolo al Maracanà (Edizioni E/O 2016), Notti Oscure per il progetto I Love Norcia (La Corte Editore 2017). Le ultime sue produzioni sono la raccolta di racconti L’Ira di Venere (Edizioni CentoAutori 2017) e il secondo thriller della serie I Canti del Male, La scelta del Buio (Edizioni E/O 2017) in uscita a fine agosto.I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito.