Una viennese a Parigi




Recensione di Simona Vallasciani


Autore: Ernst Lothar

Traduzione: Monica Pasetti

Editore: Edizioni E/O

Collana: Gli intramontabili

Genere: Romanzo storico

Pagine: 509

Anno di Pubblicazione: 2018

 

RECENSIONE:

Il romanzo storico è senza dubbio uno dei miei generi preferiti e tutte le volte che vedo una nuova uscita non posso fare a meno di mettermi in prima fila per ottenerla, soprattutto se parla di una storia ambientata durante la seconda guerra mondiale.

Grazie a Edizioni E/O ho avuto modo di conoscere un grande autore che non conoscevo perché, purtroppo, poco conosciuto in Italia; un uomo che ha vissuto proprio durante il conflitto e che ne ha vissuto sulla pelle tutte le conseguenze, a partire dalla condizione di chi, come lui, è dovuto scappare dalla propria terra d’origine ed emigrare in un altro Paese.

Proprio grazie a questa esperienza Ernst Lothar riesce a mettere nella pagine di questo romanzo, scritto sotto forma di diario, tutte le emozioni e le frustrazioni della protagonista, Franzi, una giovane viennese di razza ariana che decide di emigrare a Parigi quando l’Austria viene invasa dall’esercito di Hitler ed entra a far parte del territorio tedesco.

Attraverso gli scritti impressi sul suo vecchio diario, Franzi esprime liberamente il suo pensiero nei confronti del nazismo, responsabile di averla privata della sua vita e di aver distrutto il suo paese, racconta le complicazioni che inizialmente la colpiscono nella sua vita da emigrante e si lascia trasportare dalla gratitudine e dall’amore per un Paese che le ha dato ospitalità, permettendole così di continuare a vivere liberamente, di innamorarsi, di sposarsi e infine di diventare madre.

Ma se per la parte iniziale della storia, la situazione politica europea fa solo da sfondo alle vicende personali della protagonista e giunge a lei principalmente grazie ai pochi contatti con i genitori e alla professione di giornalista del marito Pierre, quando quest’ultimo parte per il fronte e l’esercito nazista giunge alle porte di Parigi, tutto si capovolge e Franzi, che ancora non si vuole piegare al destino, si ritrova improvvisamente al centro della storia mondiale.

Lo stile di scrittura è tipico del genere scelto dallo scrittore e si adatta perfettamente all’età e al temperamento di Franzi; trincerata dietro le sue pagine, la giovane donna mostra tutto il suo coraggio nell’affrontare un mondo che non vuole accettare, a volte con egoismo, a volte con profonda solidarietà, correndo sempre il rischio di mettersi in serio pericolo.

Una storia di coraggio e di forza tutta al femminile, perfetta per chi non ama particolarmente le storie di guerra ma vuole conoscere com’era davvero la vita delle persone in quel particolare e delicato periodo storico che noi siamo portati a conoscere solamente attraverso gli avvenimenti che hanno segnato la storia.

Un ottimo punto di partenza da cui poi approfondire, che colpisce, lascia sorpresi e infonde la voglia di conoscere un autore che meriterebbe decisamente molta più considerazione.

 

Ernst Lothar

Ernst Lothar  nacque nell’allora Brünn, città dell’impero austro-ungarico, ora Brno, Repubblica Ceca, il 25 ottobre 1890. Dopo vari studi di legge e letteratura tedesca a Vienna, prese parte alla prima guerra mondiale e, dopo aver lavorato al ministero del commercio austriaco, decise di dedicarsi completamente alla scrittura iniziando a lavorare come regista e commediografo teatrale. Dopo l’invasione dell’Austria da parte dell’esercito nazista nel 1938, per sfuggire alle persecuzioni razziali emigrò negli Stati Uniti dove insegnò all’Università e pubblicò numerosi romanzi, alcuni dei quali trasposti in lungometraggi americani e tedeschi. Solo negli anni ’70 poté tornare finalmente a Vienna, dove infine morì nel 1974.

A cura di Simona Vallasciani

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