Una vita per una vita




(Recensione di Anastasia Frollo)


 

Autore: Pierluigi Porazzi e Massimo Campazzo

Editore: Pendragon

Pagine: 213

Genere: Noir, thriller

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

SINOSSI

Udine. L’ispettore Cavalieri è alle prese con un nuovo caso, quello del suicidio di un avvocato molto noto in città. Accanto al corpo, un biglietto d’addio a dir poco enigmatico. Il caso si infittisce quando altri due cadaveri vengono ritrovati nel giro di pochi giorni. Cosa accomuna questi tre suicidi? Cavaliere ben presto capisce di trovarsi di fronte ad una catena di omicidi che catapulta l’Ispettore indietro nel tempo, durante gli anni al liceo “Stellini”.: tutte e tre le vittime, infatti, erano in qualche modo legate ad alcuni suoi compagni di classe. Inizia un lungo iter di interrogatori che mette a dura prova Cavaliere, convinto più che mai che l’assassino si nasconda tra i vecchi banchi di scuola.

 

RECENSIONE

Questo romanzo scritto a quattro mani tocca temi indubbiamente attuali, senza tuttavia rinunciare ad una buona dose di suspense, ingrediente irrinunciabile per il genere.

Gli scrittori hanno infatti deciso di affrontare il tema del bullismo, scavando nei suoi anfratti più beceri ed ignobili.

Chi legge giungerà inevitabilmente a domandarsi fino a che punto certe azioni possano rovinare una vita, e al contempo fino a che punto la vittima di tali azioni sia in grado di spingersi per ottenere vendetta.

Questo doppio filo conduce il lettore lungo il flusso della storia, che scorre tra le strade di Udine sotto la guida di Cavalieri, personaggio apparentemente inquadrabile come il classico ispettore burbero e solitario, invischiato in un legame matrimoniale che ha perso ogni motivazione: sarà lui, nel corso della narrazione, a cercare risposte che trascendono la semplice indagine e che finiranno per costituire una vera e propria analisi introspettiva dell’uomo.

Evidente – e dal retrogusto inquietante – è il parallelismo che viene fatto tra l’Ispettore e l’assassino: in fin dei conti uomini soggetti agli stessi sentimenti e alle stesse paure, le cui vite sembrano sovrapporsi a tal punto da confondere il lettore.

Non a caso, i rapporti tra i personaggi sono alla base di tutta la vicenda, che si sviluppa con un ritmo molto serrato nonostante si conoscano sin dall’inizio il movente e l’evento scatenante.

È un ottimo noir che può piacere davvero a tutti, ma è consigliato in primis a chi non ama i romanzi troppo lunghi e preferisce un concentrato di suspense ed emozioni.

 

 

Pierluigi Porazzi su Thrillernord

Pierluigi Porazzi , laureato in giurisprudenza, ha conseguito il titolo di avvocato e lavora presso la Regione Friuli-Venezia Giulia. È iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2003.

Massimo Campazzo, nato a Genova il 16 ottobre 1970, dopo gli studi in giurisprudenza accede all’Albo dei promotori finanziari e muove i primi passi nel mondo del giornalismo a inizio anni Novanta con il «Messaggero Veneto», per poi collaborare con «Gazzetta dello Sport» e «Corriere dello Sport». Agli impegni di formatore finanziario e assicurativo, affianca un percorso di conduzione e intrattenimento televisivo che lo porta ad Antenna 3 prima e a Udinese TV ora, in un tragitto arricchito anche dall’esperienza di responsabile della comunicazione per Udinese Calcio Spa. Questo è il suo secondo libro, dopo la biografia ufficiale del calciatore Oliver Bierhoff, Il Bello del gol (Libreria dello Sport, 1998).

A cura di Anastasia Frollo

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