Uno su quattro




Storie di ragazzi senza studio né lavoro

Recensione di Barbara Bernardini


Autore: Niccolò Zancan

Editore: Laterza

Pagine: 128

Genere: Saggistica

Data di pubblicazione: 21/03/2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Ernesto raggiuge i suoi amici all’uscita dalla discoteca, a notte fonda, quando non servono più soldi per divertirsi e stare insieme. È iscritto a sette centri per l’impiego. I pomeriggi azzurri della periferia di Torino, dice, sono i più lunghi da far passare. I suoi mesi più felici li ha passati come stagista all’IKEA a seicento euro al mese per quaranta ore settimanali.F. ogni mattina si sveglia, prepara il caffellatte e accende il computer. Controlla le notifiche di Google Alert e delle app di Indeed, InfoJob, Jobrapido. Ha studiato, ma la laurea sembra non valga niente quando si tratta di trovare un impiego retribuito. Una notte ha scritto al quotidiano “Repubblica” una lettera in cui confessava la sua paura di non farcela. È stata condivisa sui social ed è rimbalzata per tutta l’Italia. Le sue parole hanno sconvolto Fabrizio, che lavora a nero a Crotone consegnando pacchi a 5 euro al giorno: «Erano le parole di una ragazza come noi, ma molto più intelligente. Una ragazza così brava a scrivere, a spiegare. Piena di dolore. La prima cosa che ho pensato è stata: ma se non ce la fa una come lei, concretamente quali speranze abbiamo io e Giuseppe?». Chi sono davvero questi ragazzi tagliati fuori da tutto, invisibili perché parte di niente? Niccolò Zancan dà loro voce raccontando le loro storie, i tentativi ostinati di trovare un lavoro che li faccia vivere dignitosamente e immaginare un futuro. Un viaggio in Italia da Sud a Nord da cui emerge un fatto: i destini dei protagonisti sono legati a doppio filo ai luoghi dove sono nati. Luoghi di violenza, di abbandono e solitudine. Sono cinque voci dei due milioni di ragazzi e ragazze italiani nati dove il futuro sembra già scritto.

 

 

 

Recensione

L’ultima indagine pubblicata dalla Commissione Europea assegna all’italia il record di Neet: Not in employment, education or training. Giovani che tra I 15 e I 24 anni non studiano, non lavorano e non stanno facendo corsi di formazione: il 19%.”

La scelta di leggere questo libro è stata probabilmente dettata anche dalla mia situazione attuale, dalle similitudini che sapevo avrei riscontrato tra i racconti dei ragazzi e la mia storia. Ed è stato così.
F. una delle storie raccontate, sembra quasi ritrovarsi sul mio stesso filo, analogie simili a tanti altri ragazzi di oggi. A noi giovani sognatori come Fabrizio, ma anche come Micaela, al giovane Denis, e a Ernesto che ha avuto la fortuna/sfortuna di nascere a Torino.

Più leggo questo libro, divorandolo, più mi accorgo delle similitudini di noi giovani laureati e non, la cui prospettiva di lavoro viene troncata sul nascere, tra tirocini non pagati, o pagati talmente poco da non poterti permettere una vera vita. Tra titoli di studio, qualifiche, attestati, cui valore viene totalmente cancellato, svalutato, e questa svalutazione pian piano si insinua in te, facendoti a tua volta svalutare.

“Alexandria Ocasio-Cortez Nel video in cui presentava la sua candidatura, questa ragazza ventottenne del Bronx ha esordito così: «I was born in a place where your zip code determines your destiny», «Io sono nata in un luogo dove il tuo codice postale determina il tuo destino».”

 

Paure, ansie, sogni, vite, raccontate con un linguaggio fluido, in prima persona, più che una lettura sembra quasi di essere lì assieme allo scrittore nel suo girovagare per l’italia, da Sud a Nord, attraverso un’italia, distrutta dalle mafie, dalla corruzione, dalle politiche, alla ricerca dei Neet, a parlare con questi ragazzi.

È un libro che descrive l’attuale; la vita di tanti attraverso gli occhi di pochi, di quei ragazzi le cui statistiche non possono veramente descrivere la loro situazione, perché le statistiche ci rendono solo numeri, ma le persone sono fatte di tanto altro.

Ecco quindi un libro che dà voce a storie reali, di ragazzi che apparentemente non vogliono fare nulla, ma che in realtà sono stati portati per varie ragioni a limite della loro esistenza.

“[…] Devi credermi. Ci stiamo perdendo. Abbiamo paura. Siamo fantasmi. Inesistenti. […]”

 

Consiglio vivamente questa lettura ai ragazzi che, forse come me, un po’ si ritroveranno tra queste righe, ma anche ad un pubblico più adulto, per capire realmente che, a volte, le nostre non sono solo scelte.

 

 

 

 

Niccolò Zancan


Niccolò Zancan: (Torino 1971) è giornalista dall’età di ventitré anni, prima a “la Repubblica”, poi a “La Stampa”, di cui è inviato speciale. Scrive storie di strada, violenza ed emarginazione e con il romanzo Ti mando un bacio (Sperling & Kupfer 2015) ha vinto il Premio per la Cultura Mediterranea-Fondazione Carical 2016. È autore anche di Sono tutti bravi a morire (Meridiano Zero 2014) e L’undicesimo comandamento (Sperling & Kupfer 2017).