Uomini che odiano le donne




A cura di Marcella Gangemi

 
 

Mai titolo fu più azzeccato. Uomini che odiano le donne è il primo volume della trilogia Millennium, scritta da Stieg Larsson e che conquista piano piano il lettore, pagina dopo pagina (letteralmente). Se dovessi descrivere in pochi aggettivi questo primo volume direi che è avvincente, complesso, accattivante e ricco di suspense (benché il tutto decolli a metà libro). Il ritmo inizialmente è molto lento tanto da rallentare la lettura, ma successivamente diviene serrante come solo un thriller può esserlo, lo stile è così fluido che la grande mole del romanzo passa in secondo piano, ottime le informazioni puramente “pratiche” che l’autore distribuisce in modo strategico così da aiutare il lettore a costruire il background anche per i personaggi minori (niente viene inserito per caso, ma tutto ha una sua logica).

La grandiosità di questo romanzo sono proprio i personaggi, costruiti con una magistrale abilità, paradossalmente così agli antipodi rispetto alle persone comuni da risultare quasi reali (come la coppia dei protagonisti, davvero male assortita ma ben riuscita proprio grazie a questa peculiarità), gli intrighi dell’intreccio, che concedono quel tocco di noir all’atmosfera, rendono l’introspezione così realistica che ogni emozione da loro provata penetra fin nella pelle di chi legge. L’insieme di tutto ciò ha dato vita ad una realtà viva che obbliga il lettore a pretendere, stuzzicando la sua curiosità, a cercare la fine della storia proseguendo così con i successivi volumi nei quali ci aspetteranno ulteriori sviluppi e colpi di scena.

 

 

(di Alessandro Bavuso)

Il film Uomini che odiano le donne, del regista danese Niels Arden Oplev, prima trasposizione cinematografica dell’omonimo best seller di Stieg Larsson, si è rivelato essere davvero fedele al romanzo. La sceneggiatura, infatti, mantiene tutti gli elementi cardine dell’opera di Larsson, rivelandosi capace di mantenere la struttura narrativa originale. Il film, molto ben fatto tecnicamente, si caratterizza per una regia di grande qualità e una buona recitazione. I due protagonisti Michael Nyqvist nel ruolo di Mikael Blomkvist e, soprattutto, Noomi Rapace nella veste di Lisbeth Salander, spiccano per l’eccellente prova interpretativa. I due attori perfettamente calati nei rispettivi ruoli si sono rivelati, infatti, capaci di interpretare egregiamente anche la psicologia dei personaggi. Tuttavia, il vero punto di forza della pellicola è rappresentato dalla fotografia che riprende con grande intensità le atmosfere del libro, facendone rivivere le emozioni che lo stesso trasmette.  L’opera del regista danese riesce, dunque, nella non facile impresa di coinvolgere pienamente lo spettatore, riportando su pellicola, con vivacità e con violenza, la profondità del romanzo di Larsson. Questa, infatti, riesce a riprodurre su pellicola la poetica intrinseca al libro, trasmettendone non solo il messaggio di denuncia sociale, ma anche riproducendone l’aspetto più intimo che nel libro riesce a toccare profondamente il lettore.

Personaggi

HENRIK VANGER

(di Marco Lambertini)

Henrik Vanger pur essendo uno dei personaggi laterali o secondari di Uomini che odiano le donne è fra questi un motore centrale per lo svolgimento della storia. Per due motivi. Il primo, perché è grazie a lui che si incontrano per la prima volta Lisbeth e Mikael. Il secondo perché è attraverso il suo personaggio che prende il via la storia principale del libro, l’indagine per scoprire chi ha “assassinato” la nipote di Vanger Harriet. Vediamo di conoscere meglio il personaggio: Henrik Vanger è un industriale in pensione.  È vedovo ed è stato sposato con una donna ebrea che ha contribuito a fare fuggire dalla Germania durante la seconda guerra mondiale. Questo gli valse il disprezzo dei suoi fratelli nazisti, Gottfried e Harald. È proprietario della maggior parte dell’isola di Hebdy (luogo di fantasia) dove si svolge gran parte del libro.
Descrizione fisica del personaggio: “Sembrava sorprendentemente vigoroso per un vecchio di ottantadue anni: Un corpo filiforme con una faccia levigata dalle intemperie, un corpo robusto e folti capelli grigi pettinati all’indietro … Aveva i baffi, e portava occhiali stretti cerchiati d’acciao sottile”.
All’inizio del libro ha 82 anni, per anni è stato il oltre che proprietario anche L’amministratore delegato della Vanger Corporation fino a che non si è dimesso in seguito alla scomparsa di sua nipote, Harriet Vanger. Assume Mikael Blomkvist per cercare di risolvere l’enigma della scomparsa della nipote che crede uccisa e fatta scomparire. All’inizio del libro facciamo subito conoscenza con la sua ossessione Sulle pareti del suo studio pendono 43 quadri con incorniciati dei fiori secchi esotici. I primi sette sono stati regali di compleanno di Harriet, gli altri arrivati ogni anno dopo la sua scomparsa in forma anonima. Dopo aver inutilmente provato a mantenere aperto il caso anche grazie alla propria forza economica, il vecchio Henrik si rivolge a Mikael che ha seguito ed apprezzato, anche se lontano dalle proprie idee, durante il processo Wannerstrom, precedente caso seguito da Blomqvist. Henrik Vanger pur di far proseguire Mikael nell’indagine, che ormai è la sua ossessione, diventa anche sponsor e sostenitore primario della Rivista Millenium, dove Mikael lavora, che si trova in acque difficili dopo la condanna nell’affare Wannerstrom. Vanger conosce Lisbeth, perchè si rivolge all’agenzia dove lei lavora per fare indagini riservate su Mikael Blomqvist, indagini che vengono svolte proprio da Lisbeth. Circa alla metà del libro Henrik Vanger rischia di morire in seguito ad un infarto e piano piano il suo personaggio si defila, rimanendo comunque sempre presente, fino al finale che finalmente pone fine alla sua ricerca della verità.

MIKAEL BLOMKVIST

(di Giusy Ranzini)

Mikael Blomkvist è un personaggio che conquista subito l’immaginario femminile: quarantenne di successo, affascinante, determinato, colto, con un profondo senso della giustizia, ma anche trasgressivo. Finisce a letto con tutte le donne che incontra, oltre ad avere una relazione quasi ventennale con la sua amica-collega, Erika Berger sposata con Greger Backman. Mikael Blomkvist è un giornalista che si occupa prevalentemente di economia e gode di un discreto successo nel mondo dell’editoria, grazie ad alcune inchieste “scomode” redatte e pubblicate sulla rivista Milleniium da lui codiretta. Vive e lavora sull’isola di Södermalm, un quartiere molto trendy e anche un po’ bohemien della capitale svedese situato nella parte meridionale della città vecchia. Mikael deve superare un brutto colpo sul piano personale e professionale: la condanna per diffamazione sull’equivoco finanziere Wennerström. Per riscattarsi, il reporter accetta un incarico molto particolare e impegnativo commissionato da un magnate dell’industria, Henrik Vanger, che, a quasi quarant’anni dall’improvvisa scomparsa di sua nipote Harriet, vuole scoprire la verità sulla sorte della ragazza. Mikael si mette al lavoro, ma procede senza troppa convinzione, per via della complessità del caso. Accetta l’incarico, inconsapevole di essere affiancato dalla giovane Lisbeth Salander, una freak, squatter-hacker di innegabile ingegno, ma psicologicamente disturbata a causa dei suoi trascorsi. L’incontro tra Mikael e Lisbet sarà determinante. Mikael e Lisbeth sono due personaggi agli antipodi, eppure complementari: riflessivo lui, impulsiva lei: due personaggi fuori dagli schemi, due outsider e per questo destinati alla solitudine. Mikael e Lisbeth si incrociano quasi per caso e si ritrovano legati in una relazione fuori dagli schemi dalla quale Lisbeth ne uscirà con il cuore spezzato. Lei è molto provata dall’incontro con Mikael, non tanto per l’attrazione sessuale che sente nei suoi confronti, ma perché, dopo tanto tempo, riuscirà a provare un’istintiva fiducia nei confronti di un’altra persona.
STIEG LARSSON SU THRILLERNORD