Vasco l’investigacane




Recensione di Simona Vallasciani


Autore: Aldo Dalla Vecchia

Editore: Graphe.it

Genere: Racconto

Pagine: 32

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Nella Milano ipermoderna degli ultimi anni si svolge questa storia tenera e delicata, in uno dei quartieri che più sono cambiati, quello intorno alla Stazione Garibaldi, dove però la vita all’ombra dei grattacieli non sempre è rose e fiori. Ne sanno qualcosa Vasco, vivace cane meticcio color fuliggine, e il suo umano Goran, che, come tanti altri, vivono per strada e sotto i ponti. La notte di Capodanno 2020 qualcosa di terribile e spaventoso succede a Goran, ma Vasco, suo amatissimo compagno di vita, riuscirà a fare incredibilmente luce su quanto accaduto.

 

Recensione

Se si dovesse giudicare “Vasco l’investigacane” solo dalla prima occhiata si potrebbe dire che si tratta di un romanzo divertente, leggero, in cui il simpatico cagnolino disegnato in copertina si inventa investigatore per dare vita ad un giallo insolito e capace di strappare una risata.

In realtà, basta leggere la prima pagina per rendersi conto che questo breve racconto nasconde molto di più; quella ideata da Aldo Dalla Vecchia è una storia profonda e commovente nella quale l’anonimo narratore (da indicare probabilmente proprio con l’autore) ci porta a conoscere una realtà spesso poco considerata del nostro Paese, la condizione dei senzatetto che vivono invisibili nelle nostre strade.

Uno di essi è Goran, silenzioso uomo arrivato dalla Macedonia il cui aspetto ricorda quello di un mago medievale, amico del giornalista narratore e padrone, e per meglio udire “umano” del piccolo Vasco che, la notte del Capodanno 2020 , sarà vittima di una terribile vicenda.

L’emozionato narratore inizierà da quel momento una sorta di lunga lettera indirizzata proprio al cagnolino dal pelo fulvo, raccontandogli i difficili momenti che seguono l’aggressione e l’ansia per la sua sparizione fino ad arrivare al suo proverbiale intervento, che porterà alla scoperta dei responsabili.

Mi è stato impossibile non provare simpatia per i protagonisti della vicenda, come anche impressionarmi di fronte al racconto di una scena terribile che purtroppo però non è così estranea alla nostra quotidianità; attraverso le parole dell’autore ho quindi percepito tante emozioni diverse ed è una cosa davvero apprezzabile in un racconto così breve.

Non so dire quali siano le prospettive dell’autore, né se ci stia già pensando, ma mi piacerebbe davvero trovare Vasco e i suoi amici umani in un nuovo giallo, magari un po’ più lungo.

 

A cura di Simona Vallasciani

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Aldo Dalla Vecchia


Aldo Dalla Vecchia, nato a Vicenza domenica 14 aprile 1968, è autore televisivo e giornalista da quasi 30 anni. Ha firmato decine di programmi (tra gli altri Target, Verissimo, Il bivio, Cristina Parodi Live,T he Chef, In Forma, Basta Poco, Smart Touch), e ha scritto per Epoca, Corriere della Sera, TV Sorrisi e Canzoni,A , Mistero Magazine. I suoi primi quattro libri, il romanzo Rosa Malcontenta (SEI Editrice, 2013), la raccolta di interviste Specchio segreto (SEI Editrice, 2014), l’atto unico teatrale Vita da giornalaia (Murena Editrice, 2015) e il giallo Amerigo Asnicar, giornalista (Murena Editrice, 2015), hanno vinto numerosi premi. Da Rosa Malcontenta e Vita da giornalaia sono stati tratti gli omonimi spettacoli teatrali. Piccola mappa della nostalgia (Pegasus Edition, 2016) è il suo quinto libro, ed è stato composto nel corso di tre estati, dal 2013 al 2015.

 

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