Vendemmia rosso sangue



Vendemmia rosso sangue.
Lo strano caso del morto che parla

(Recensione di Marianna Di Felice)


Autore: Maurizio Castellani

Editore: CreateSpace Independent Publisching Platform

Genere: Poliziesco

Pagine: 154

Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

Sinossi

Per chi ancora non avesse letto “La Ventiquattrore – Delitto in albergo”, mi presento: mi chiamo, anzi mi chiamano perché io non mi chiamo mai, Marco Vincenti e sono un normalissimo e tranquillo ex Geometra di provincia che, grazie alla zia Maria e pace all’anima sua, ha ereditato e gestisce un piccolo albergo nel Comune di Casciana Terme, località adagiata sulle colline pisane e conosciuta per le cure termali da oltre 900 anni, ma anche per la figura di Armando Picchi, che qui ha mosso i primi passi nel mondo del calcio. Ed è proprio in questo albergo che iniziò, con l’aiuto di due amici e circondato, si fa per dire, da diverse donne, la mia attività di investigatore.

L’autore, forse stuzzicato dal fatto che la Toscana è terra di grande letteratura ma anche di ispirazione per best-seller internazionali a tinte forti, un giorno si svegliò con l’idea di mettersi a scrivere un racconto giallo, e fra i tanti aspiranti ha scelto proprio il sottoscritto per interpretare il suo personaggio principale. Ne “La ventiquattrore – Delitto in albergo”, insieme a due amici inseparabili, a un Maresciallo dei Carabinieri e alla bellissima Grazia, riesco a fare luce sul primo di una serie di fatti criminali che avverranno nella località; ammetto che nella risoluzione di quel caso la fortuna è stata dalla mia parte, ma nulla comunque ho tralasciato, compresa l’analisi psicologia della persona a riguardo del Maresciallo Bevacqua, il quale, dietro la severità dettata dal ruolo che svolge, nasconde in realtà una intelligenza e una umanità molto spiccate. Dal primo delitto sono trascorsi alcuni mesi, periodo in cui l’albergo ha lavorato a pieno ritmo.

Il paese, senza più giornalisti, fotografi e curiosi “della peggio specie”, stava tornando piano piano alla sua normalità e le giornate si susseguivano una all’altra nella tranquillità più assoluta. Con la Grazia c’era stato un “contatto”, ma poi non si era mosso più niente e io mi ero sempre di più dedicato all’albergo e alle cene del venerdì sera con gli amici. Tutto fino a questa mattina, quando con la scusa: “Ciao Marco è un po’ che non ci si vede…”, l’autore entra in albergo, e chiedendomi un caffè si sistema in saletta, proprio nell’angolo riservato ai “tre detectives”. Ed ecco che di nuovo entro in scena, si accendono i riflettori, il truccatore cerca di elaborare un make-up che tenga conto delle particolari esigenze espressive richieste dallo sceneggiatore, i costumisti e i cameramen si aggirano per l’albergo sotto l’occhio vigile del regista e… ecco il primo ciak!

Questa volta il caso da risolvere è più arduo, più complicato… l’autore vuole metterci alla prova, vuole capire fino a che punto possono spingersi le nostre menti, e alla fine si riterrà soddisfatto. Era plausibile, inevitabile, che finisse così, del resto nulla si può contro “il club dei detective”. Piero e Andrea dimostreranno doti investigative più raffinate rispetto al passato, anche se prediligeranno l’azione al pensiero; il Maresciallo, fidandosi sempre più del trio, stringerà con noi un patto segreto, mentre io costretto a non muovermi dall’albergo per l’assenza di Grazia, arriverò alla soluzione del caso solo per osservazione e rigorosa deduzione logica. Dimenticavo, questa è la mia ultima presentazione rivolta ai lettori, d’ora in poi sarà l’autore stesso a riassumere il libro nella sinossi.

Non è per maleducazione o svogliatezza che ho preso questa decisione, ma perché così mi è stato richiesto da lui stesso, ritenendo che tale mia attività non sia più necessaria. “…oramai, con questo secondo racconto, il pubblico ti conoscerà sempre di più, Marco, e non avrai ulteriore bisogno di presentarti… caso mai nel prossimo ci sarà una introduzione… comunque, vedremo al momento”. Quindi, vi lascio nelle sue mani e mi troverete nel racconto, ricordandovi che a voi parlerò in prima persona.

 

 

Recensione

Un uomo viene ritrovato morente da Marco Vincenti, un albergatore di Casciana Terme, che tornava in paese dopo aver accompagnato la sua dipendente in aeroporto.

All’inizio non si riesce a capire chi è il morto visto che è uno straniero. Marco ha sentito le ultime parole che gli ha sussurrato nell’orecchio, ma non riesce ad associarle ad una lingua, fino a quando una cliente dell’albergo sulla quale ha messo gli occhi, non lo aiuta a risolvere il dilemma.

Marco e i suoi amici con i quali ha l’abitudine di investigare su casi misteriosi che accadono in paese, portano avanti delle indagini che, incrociate con quelle del Maresciallo Bevacqua, conducono alla risoluzione dei delitti!

Un racconto casereccio, uno di quelli nel quale ti immergi e riesci a respirare la calma del paese, nella fattispecie Casciana Terme, in provincia di Pisa, dove degli amici si riuniscono e parlano oltre che dei fatti della loro vita e delle belle donne, anche di omicidi che sconvolgono la calma della tranquilla frazione. I tre amici svestono i panni quotidiani e indossano quelli di investigatori, incontrando il Maresciallo della stazione dei Carabinieri del luogo per redarguirlo con le loro scoperte. Marco Vincenti è un ex geometra che gestisce un albergo e insieme ai suoi due amici Piero e Andrea porta avanti delle indagini su fatti all’apparenza inspiegabili per il posto.

La lettura è decisamente gradevole grazie alle espressioni toscane che sono incluse tra le righe del racconto, al tono tra il serio e il faceto portato avanti dagli amici e dal Maresciallo che smussa la serietà intorno all’omicidio, alle ricette che vengono riportate in seguito alle cene organizzate da Marco nel suo albergo che fanno venire l’acquolina in bocca, danno suggerimenti su cosa cucinare e creano una calda atmosfera nella quale il racconto va avanti.

L’unica pecca è che si arriva subito alla fine!

 

 

 

Maurizio Castellani su thrillernord 

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Maurizio Castellani nasce nel 1959 a Pontedera, in provincia di Pisa, dove tutt’ora svolge l’attività di libero professionista. Lavora sia in Italia che all’estero; ha lavorato per tre anni a Dakar occupandosi di Social Housing. La famiglia, la cucina e il mare sono i tre amori della sua vita. Dopo tanti anni passati a leggere, decide di mettersi a scrivere. “La ventiquattrore-Delitto in albergo” è il suo primo racconto giallo, dove la trama delittuosa si mescola a comicità e ricette di cucina.