Venerdì 17



venerdì 17 di dominique valton

(Recensione di Patrizia Argenziano)


Autore: Dominique Valton
Editore: self publishing
Pagine: 301
Genere: noir
Anno di Pubblicazione: 2016

 

Una famiglia felice, una festa di compleanno, una pianta di crisantemi recapitata a domicilio accompagnata da un biglietto di dubbio gusto, un venerdì 17: questi gli ingredienti del noir di Dominique Valton.

Andrea Landini e la moglie Désirée sono una coppia felice come ce ne sono tante; Andrea stimato e brillante ginecologo, Désirée mamma, moglie e figlia impegnata, conducono la loro vita, in quel di Firenze, negli agi di chi non ha né pensieri né problemi economici. Tutto questo sino a un venerdì 17, un venerdì da ricordare non tanto per motivi scaramantici ma semplicemente perché Mamì, mamma di Désirée, ha deciso di dare un ricevimento memorabile in occasione del compleanno del marito Giorgio. Un ricevimento che mette gli animi di tutti in subbuglio, anche quello della stessa Désirée, coinvolta da Mamì nei preparativi, almeno fino all’arrivo di quel pacco, o meglio, di quella pianta di crisantemi accompagnata da testuale biglietto “ Per festeggiare la morte annunciata di un amore. Per ulteriori spiegazioni: appuntamento a San Casciano alle h 10 e 30. Non mancare”. Bisognerebbe far finta di niente, pensare ad uno scherzo, la giornata è già piena di impegni di per sé senza troppi fuori programma, ma la curiosità è troppo forte, pertanto, accompagnata dall’inseparabile, almeno fino a quel momento, amica Antonella, prende la via di San Casciano e del casolare di famiglia, rifugio di tanti weekend di relax. Un tragitto con la testa piena di dubbi ma anche di piccole certezze.

Intanto i preparativi per la festa fervono in un clima elettrico, l’ansia è talmente alle stelle e l’adrenalina per il regalo riservato a Giorgio è talmente alta che anche l’assenza di Désirée passa in secondo piano, assenza, tra l’altro, prontamente sostituita da Mamì con tutti coloro che si è trovata a disposizione.

La stessa eccitazione, alcune ore dopo, appanna talmente Mamì che non si arrabbia se Désirée non si è presentata alla festa e se Andrea non si è messo lo smoking ma si è mostrato sciatto e stropicciato.

Ma che fine ha fatto Désirée? Cosa o chi l’ha trattenuta dall’evento più importante dell’anno?

Il commissario Neri indaga, indaga con quel suo modo pacato di fare, indaga, interroga e si convince poco. Una famiglia modello quella passata al setaccio, peccato che, di ora in ora, emergano particolari che non hanno certo le caratteristiche che riconducono ad una famiglia normale, una coppia modello. Da ogni angolo spuntano pazienti violentate, artisti belli, giovani e in cerca di fortuna, garconniere, camere d’albergo, amici vecchi e nuovi infatuati di Désirée. Ma che razza di famiglia modello è questa? Troppi personaggi con un movente per commettere qualche pazzia, troppi interrogati che raccontano mezze verità e poi ritrattano, un groviglio di informazioni da districare, che anziché aiutare aprono, via via, sempre più scenari.

Poi arriva lei, il nuovo vicequestore Lucilla Vannucci, finalmente qualcuno con cui confrontarsi, qualcuno che sicuramente darà una scossa a questa indagine che sembra essersi fermata, che ha risvolti fin troppo chiari ma molti punti oscuri. Insieme, Vannucci e Neri, un’altra coppia perfetta.

Questo è un noir decisamente cattivo. Cattivo perché, ironia della sorte e bravura dell’autrice, si accanisce senza alcuna pietà nei confronti dei personaggi che, a prima lettura, risultano più dolci, amabili, più buoni, a favore invece di coloro che emanano subito un alone di antipatia. Ma che amica è quella che ti lascia sola, in una situazione imbarazzante, senza macchina e in aperta campagna? E che padre è quello che nasconde la sua vita privata danneggiando la figlia? Vi troverete a giudicare i sospettati e a ricercarne i passi falsi, a indagare nella vita di coloro che ruotano attorno alla presunta coppia perfetta per smascherarli, per metterli alle strette…lo farete voi perché le indagini vi sembreranno sempre a un punto morto, nonostante tutto il materiale a disposizione.

Una lettura scorrevole nonostante la trama fitta, densa di personaggi ed episodi che si intersecano alla perfezione. Personaggi descritti con dovizia di particolari tanto da sembrare veri e calati perfettamente nel ruolo, alcuni di loro delle vere e proprie macchiette che danno un tocco frizzante ad un noir che lascia scie di cattiveria ad ogni pagina.

Bella l’idea di dividere il romanzo in tre parti con tre voci dominanti diverse.

Nella prima parte gli eventi la fanno da padrone, tutti i protagonisti hanno il loro momento. La seconda parte è guidata dalla voce del commissario Neri che ci racconta la sua indagine e, tra le righe, la sua vita. La terza ed ultima parte la conduce Lucilla Vannucci e sarà proprio lei ad aprire le porte al gran finale.

Sicuramente un finale ad effetto e malvagio che non lascia spazio al perdono e che…annienta. Tutti. Ma è un finale?

 

 

Dominique Valton, francese, ha vissuto per parecchi anni a Firenze, sua città d’adozione, tanto è vero che legge e scrive in italiano. È una self publisher. Ha pubblicato “Le apparenze manipolate”, “Il quaderno di Didine” e “La canzone di Didine”.

 

Se siete lettori appassionati, visitate:
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