Vengo a prenderti




Recensione di Francesca Marchesani


Autore: Paola Barbato

Editore: Piemme

Genere: Thriller

Pagine: 464

Data di pubblicazione: Giugno 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Il caso più importante della sua vita piomba addosso all’agente Francesco Caparzo in maniera inattesa. Inseguiva lo stalker di una donna che da un anno cercava di aiutare, quando d’improvviso si era ritrovato in un vecchio capannone industriale sperduto nel nulla. Lì dentro, lo spettacolo agghiacciante di uno zoo privato, undici carrozzoni da circo che imprigionavano esseri umani in condizioni pietose, una gabbia vuota pronta ad accogliere la sua protetta e lo psicopatico responsabile di ogni cosa lì davanti a lui, armato. Un colpo di pistola sembra risolvere tutto, il colpevole ucciso, le vittime salve, Caparzo in procinto di essere incoronato eroe nazionale. Ma le cose non sono come appaiono. Tra le vittime si nasconde un complice, forse addirittura la mente che ha organizzato tutto, che dall’ambulanza riesce a scappare, dileguandosi. La caccia all’uomo ha inizio, ma non esistono piste, niente tracce, la polizia insegue un fantasma. Caparzo capisce che la chiave dell’origine di tutto quel male sta proprio nel capannone e nelle sue vittime. Indaga i segreti di ciascuno, le colpe che vorrebbero nascondere, mette a nudo i lati più oscuri delle loro anime. E mentre lui scava qualcun altro li perseguita con oggetti, simboli che solo il loro carnefice conosce. Prima capitano incidenti che la polizia considera trascurabili. Poi i sopravvissuti iniziano a morire. È tempo per Caparzo di mettere insieme i pezzi per evitare che il fantasma che sta inseguendo termini il suo lavoro. Paola Barbato ci conduce al cuore del male assoluto e ci gioca, deformandolo e restituendoci una verità diversa, scomoda, difficile da accettare, ma completamente priva di pregiudizi. E ci tiene in pugno, fino all’ultimo sconvolgente colpo di scena.

 

Recensione

Paola Barbato in un’intervista per Piemme ha dichiarato di essere contraria a quel meccanismo che costringe il lettore a comprare tutta una trilogia per sapere come va a finire una storia.

Per questo motivo quella che ha scritto lei, con Vengo a prenderti, Io so chi sei e Zoo non la definisce una trilogia, piuttosto una poli-bilogia. Così facendo anche se non hai i letto i primi due la storia si capisce lo stesso. Ogni libro ha una vita a parte, ed è bellissimo e pratico così.

Ho adorato Bilico e Io non ti faccio niente e ho ritrovato la stessa Paola terrificante e senza scrupoli pure qui.

Seguiamo Alex durante la sua vita, il suo percorso ed infine la sua fuga.

Nel suo cammino incontra Lucio che, come le ha spiegato sua madre in punto di morte, è una persona che va salvata da se stessa. Va presa e raccolta col cucchiaino per poi plasmarne una nuova, migliore.

Niente di diverso dall’ allevare degli animali. Anche loro ci arrivano nonostante ci piaccia considerarli esseri inferiori rispetto agli umani. Ma è un concetto universale: non mordere la mano che ti nutre.

Se ti comporti bene andrà tutto bene, se ti comporti male verrai punito. E infatti Alex e Lucio insieme pensano di fare proprio questo, dare una seconda possibilità a persone cattive, rifiuti umani che però meritano anche loro una redenzione, una possibilità.

La scrittura della Barbato è cruda e senza fronzoli, racconta cose brutte perché, seppure non ci piacciono, anche quelle accadono. E coinvolge il lettore nella sua spirale cinica, come Herman Koch, ti mette davanti a un bivio.

E tu?

Tu ti saresti comportato diversamente?

O avresti agito nello stesso modo?

Cosa c’è nella mente delle cosiddette persone cattive?

Paola cerca di spiegarcelo nell’ultimo libro che chiude il cerchio. O se preferite, il primo, che lo apre.

La gente ha sempre bisogno di eroi. Ed è per questo che crea i mostri.”

 

 

 

 

 

 

Paola Barbato


Classe 1971, è milanese di nascita, bresciana d’adozione, prestata a Verona dove vive con il compagno, tre figlie e tre cani. Scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, tra cui Dylan Dog, ha pubblicato Bilico, Mani nude (vincitore del Premio Scerbanenco), Il filo rosso, Non ti faccio niente e Io so chi sei (il primo titolo di una trilogia). Ha scritto e co-sceneggiato per la Filmmaster la fiction Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio. Con Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente (2017), Io so chi sei (2018), Bilico (2018), Mani nude (2019)

 

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