Victims




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Bo Svernström

Traduzione: Andrea Berardini

Editore: Longanesi

Genere: Thriller nordico

Pagine: 464 p., R

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. In cima alle classifiche scandinave. Diritti di traduzione venduti in 11 paesi. Un esordio che conquisterà i lettori. Quando il corpo mutilato di un uomo viene trovato in un fienile a nord di Stoccolma, l’ispettore capo Carl Edson e la sua squadra si preparano per quella che – nonostante l’insolita e atroce crudeltà verso la vittima – sembrerebbe un’indagine per omicidio abbastanza semplice. Questa sensazione, però, dura molto poco: avvicinandosi al corpo, si rendono conto che l’uomo è ancora vivo. Ma anche questo, sfortunatamente, dura molto poco: trasportata d’urgenza in ospedale, la vittima muore in circostanze misteriose. Forse il killer è tornato a finire il lavoro? Sulla scena del crimine accorre prima di tutti gli altri colleghi Alexandra Bengtsson, tenace giornalista di cronaca nera, a caccia di notizie. Ed è proprio lei a fare una curiosa scoperta: un mazzo di chiavi che potrebbe essere collegato all’assassino e che la trascina al centro delle indagini. Mentre la polizia dà la caccia all’artefice del crimine, nuovi cadaveri vengono rinvenuti in circostanze analoghe al primo. Il team investigativo ora sa che il caso è tutt’altro che di routine e che è solo questione di tempo prima che il killer colpisca di nuovo, in modi sempre più efferati. Resta da capire, e in fretta, qual è lo schema che collega le vittime e chi le ha prese di mira. Carl e Alexandra sono risucchiati nel vortice delle indagini che porteranno alla luce un passato oscuro e violento, ponendo una domanda alla quale sembra impossibile rispondere: chi è la vittima e chi è davvero il criminale? Una storia aspra e serrata in cui non sarà semplice decidere da che parte schierarsi.

 

Recensione

Una delle prime qualità che mi hanno avvicinata ai thriller nordici è sicuramente l’abilità di questi autori, nel presentare i libri come piccoli quadri e, dove anche tu lettore hai un ruolo importante nella composizione e, ove sentirsi coinvolti e partecipi diventa la normalità.

Loro sanno descrivere in modo anche crudele e spietato certe situazioni, forse anche più dei loro colleghi americani o europei in genere, ma allo stesso tempo riescono sempre a dare una nota personale, quotidiana, una routine che porta il lettore a fermarsi, respirare e riflettere in modo profondo prima di proseguire. Non mi sono mai spiegata questo divario con gli altri scrittori, ma molto probabilmente è solo un’attenzione diversa nei confronti delle situazioni più disagiate.

“Victims” e il suo autore Bo Svernström non hanno fatto eccezione.

La struttura del libro è molto particolare e si snoda principalmente in due parti ben distinte. Nella prima tutto ha inizio con la scoperta della vittima numero uno con tutte le sorprese del caso, l’inizio dell’indagine parallela del poliziotto e della giornalista, dove, ognuno per motivazioni diverse, non vorrà collaborare con l’altro e non da ultimo, nei dietro le quinte il killer con i suoi pensieri e le sue riflessioni.

Con l’inizio della seconda parte, invece, tutto cambia. Una virata secca che stravolge la struttura e le tue convinzioni. Un cambio di passo dove inizi a osservare i personaggi sotto una luce diversa e dove, sono loro stessi a guardarsi con occhi nuovi, a studiarsi, a valutarsi fino a giungere a nuove consapevolezze.

E poi ti arriva l’urlo. Quell’urlo che ti riporterà ad un passato fatto di pressioni forti, di mancanza d’amore incondizionato, d’affetto. Quell’urlo che non farà altro che rivangare dolore e più si scaverà, più il dolore sarà violento e ad un certo punto frammenti di epoche diverse si mescoleranno, e per risolvere il puzzle non si potrà fare altro che rimettersi nelle mani e nelle parole di chi lo ha vissuto restandone indelebilmente segnato.

Ma lui vorrà ricordare?

A questo punto, però, la nuova situazione, potrebbe mettere in croce te lettore, perché tutto ciò che avevi pensato fino ad un attimo prima crolla sotto il peso di altre mostruose verità che piano piano emergeranno, a forza, dalla mente di chi vorrebbe continuare a rifiutarle.

E da qui il dubbio. Chi ha ragione e chi no?

Mentre leggerete, mi raccomando, non dimenticate mai il titolo, poiché sarà proprio quello il fulcro di tutta questa intricata indagine.

“Victims” è un titolo che racchiude al suo interno un mondo e che si porta addosso il peso di errori commessi e subiti per una vita intera e che a lungo andare, ha lasciato cicatrici profonde tutt’attorno a sé.

Noi siamo il frutto degli errori e orrori commessi da qualcuno su di noi, ma spesso questi segni che ci rimangono addosso, appiccicati in modo incancellabile nel corpo e soprattutto nella mente, un po’ alla volta assumeranno il controllo per continuare nella tradizione di tramandare le mancanze subite, che da ora diventeranno i nostri sbagli nei confronti di un altro essere più debole.

Ciò che ho avuto ti darò.

“La solitudine, il dolore, qualunque cosa fosse, era ancora in me, anche se mi sfuggiva continuamente. Era come vivere su un angusto sentiero accanto a un dirupo: alla fine ci si abitua, si impara a non avvicinarsi al bordo, a tenersi a distanza di sicurezza da una probabile caduta nella disperazione.”

Il fatto è che solo i più forti sopravviveranno nella gara per aggiudicarsi il titolo di sopravvissuto, gli altri chi più chi meno velocemente soccomberanno, lasciando solo una fuggevole traccia del loro passato su questa terra.

Victims è un libro che veramente ti porta a riflettere su come una vita possa scegliere di intraprendere una direzione piuttosto che un’altra e di come, scegliere male spesso sia un bivio che rischia di condurti verso la fine.

È un libro che nei temi ci va giù duro e non risparmia nulla, perché oltre all’indagine per identificare il killer che ha commesso gli efferati delitti, tocca temi profondi come le molestie sessuali, le violenze psicologiche in famiglia, l’annientamento della personalità.

In poche parole, questo romanzo è un thriller ma è anche uno specchio di come tutta una serie di concause abbiano finito per innescare questa miccia altamente esplosiva e inarrestabile.

L’ironia è sottile e mai fuori luogo, la durezza di alcune situazioni fa tremare, la crudeltà e la brutalità ti ghiacciano, i giochi della mente avranno un ruolo determinante in tutta questa situazione, perché diventare consapevoli di ciò che abbiamo fatto, potrebbe anche decretare la nostra fine.

Ho apprezzato molto lo stile di questo autore, che cambiando prospettive riesce a stupire, oltre che per la struttura anche per il modo di scrivere. È come se ad un certo punto non fosse più l’autore a controllare la sua intricata trama ma avesse ceduto la parola a qualcun altro. È come se avesse lasciato che a prendere il sopravvento fosse uno dei suoi personaggi, dandogli piena libertà, controllo e potere.

È sicuramente un romanzo cruento, che richiama a sofferenze diffuse nel corpo e nell’anima, che possono finire per cambiare il corso della tua vita, dalle quali dissociarsi non è così semplice.

Perché dopo una vita vissuta nell’oblio di una mente che nasconde con il solo scopo di proteggere e proteggersi, non è semplice riprendere a vivere in modo normale. Alla fine, è vero, si tratterà di scegliere, come spesso accade, di dover individuare e riconoscere la vera vittima e il vero carnefice.

Il finale sarà un po’ strano, e si presterà all’interpretazione di ognuno di noi sul concetto di giusto e sbagliato.

Io però la butto lì, così, chissà che prima o poi magari non si ritorni su questa questione in futuri libri.

Indubbiamente, comunque, è un romanzo forte da leggere soprattutto se vi piacciono le storie a grande impatto psicologico, ma che non mancano anche di un certo livello di efferatezza.

“E’ con un senso di liberazione che, a ogni colpo che mi infligge, lascio che il buio mi invada, e mi allontano dal mio corpo ferito e tremante. Poi muoio.”

Buona lettura!

 

 

 

 

Bo Svernström


(1964) dopo gli studi all’università di Göteborg ha lavorato a lungo come giornalista di cronaca nera per Aftonbladet, una delle maggiori testate svedesi. Vive a Stoccolma. “Victims” (2018) è il suo primo romanzo, che in Svezia è stato in testa alla classifica dei libri più venduti per sei settimane. Il suo secondo libro è stato pubblicato nel febbraio 2020 e ora sta lavorando al suo terzo thriller.

 

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