Vita quotidiana dei Bastardi di Pizzofalcone

(recensione di Maria Sole Bramanti)




Autore: Maurizio De Giovanni, fotografie di Anna Camerlingo
Editore: Einaudi Stile Libero
Pagine: 141
Genere: Narrativa/fotografico
Anno pubblicazione: 2017


Io amo la poetica (o la poesia, se volete) di De Giovanni e la serie televisiva mi è piaciuta, sì… ma il giusto… L’ho guardata, con curiosità e con rispetto, perché sfido chiunque a ricreare le atmosfere delle pagine di Maurizio… ma ne sono rimasta un po’ delusa…

In questi giorni si parla molto del libro “Vita quotidiana dei Bastardi di Pizzofalcone”. E se ne parla, spesso, con una vena polemica. A me non interessano le polemiche…perché credo che chi parla per fare polemica lo faccia solo perché non sa cosa dire…dunque, ho sfogliato questo libro, con tante foto dal set, accompagnate dalla voce dei protagonisti che, finalmente, ci aprono il loro cuore e ci raccontano come sono finiti lì, in quel commissariato tanto denigrato, ci parlano della loro vita.

Dunque dicevo… a me non interessano le polemiche, interessa la poesia, la profondità, la delicatezza… Ed ecco che in questo libro le ho ritrovate… Quella poesia, Quella profondità, Quella delicatezza. Questo libriccino ridona alla serie televisiva la poesia di cui avevo sentito la mancanza.

Dunque ben venga l’operazione commerciale se significa leggere queste storie, se significa far avvicinare alla lettura chi passa il tempo davanti alla tv… ben vengano queste foto in bianco e nero, così romantiche, così nostalgiche. E se Maurizio De Giovanni e tutto il contorno hanno guadagnato un po’ (o anche più di un po’) grazie a questo libro, io ne sono ben felice; per loro ma, soprattutto, per me… perché anche io ho guadagnato qualcosa… ho guadagnato queste pagine.



Intervista a Maurizio De Giovanni



Dello stesso autore su THRILLERNORD:

IL LIBRO - Quanta vita, quante vite. E quanto buon odore di pane, in città. Se non ci fosse anche il delitto. Quando un omicidio divide in due le forze di polizia, il gioco si fa davvero duro per i Bastardi, che per molti devono ancora dimostrare di esserlo davvero, dei bravi poliziotti. Da un lato ci sono loro, che seguono l'odore del pane. E del delitto. Ma dall'altra ci sono i tosti superdetective della Dda, che sentono odore di crimine organizzato. Mentre i sentimenti e le passioni di ogni personaggio si intrecciano con l'azione e determinano svolte sorprendenti, la città intera sembra trattenere il fiato...



IL LIBRO - “Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi” (Einaudi Stile libero) è il titolo che prende spunto dalla famosissima, bellissima e struggente canzone napoletana “Voce ‘e notte” (Nicolardi, De Curtis, 1903); una canzone che parla appunto di una perdita, quella di una donna che non ha saputo, non ha voluto o potuto aspettare; una canzone che, come tutte le serenate, è un messaggio, qualcosa che si vuol far sapere, qualcosa che si ha bisogno di comunicare.



IL LIBRO - Primo episodio dell’ispettore Lojacono, un poliziotto trasferitosi in una Napoli dei giorni d’oggi, dalla Sicilia. Ha dovuto abbandonare la sua terra natia perché accusato di collaborare con la mafia.