Assassinio al Carlo Felice




Una nuova indagine

della Berta


Sinossi. Sembra incredibile, ma la Berta Riccardi, arzilla settantenne con l’hobby dell’investigazione, riesce a trovarsi sulla scena di un delitto perfino quando si reca in trasferta a Genova. La botta di vita che avrebbe dovuto essere una puntata al prestigioso teatro Carlo Felice per vedere la Norma, si trasforma in un giallo a causa dell’omicidio, in platea, di un anziano ex-oboista dell’orchestra. Raggiunta nel capoluogo ligure dal figlio, l’acchiappapollastre agente immobiliare Davide Traverso, e dal di lui amico, il giornalista Marco Castello, si troverà a indagare sulla vicenda con attorno una girandola di curiosi personaggi del mondo della lirica e, in particolar modo, una pittoresca cugina dai singolari interessi. A rendere ancora più intrigante il mistero, la leggenda del fantasma di Leila, giovane fanciulla che secoli prima aveva incontrato una morte impietosa nella prigione che, oggigiorno, corrisponde ai sotterranei del teatro. Nella trasferta genovese non può mancare Roddy, il gerbillo della Berta, oramai abituato allo strano mondo degli umani.


Autore: Nicoletta Retteghieri

Editore: Frilli

Genere: Noir

Pagine: 290 p., R

Anno di pubblicazione: 2025

 Recensione

di

Loredana Cescutti


“Ma’, cosa…”

Shhhh! lo zittì lei “C’è stato un omicidio!”

Un omicidio? Come, un omicidio?

Sì, vedi quel gruppo di persone? Da qui non vedi niente, ma sono attorno a un morto!

Ma chi è? Ma morto come?

Che ne so chi è, è uno di una certa età. E se pensi che il foro nella nuca se lo sia procurato da solo…

Porca zozza, Ma’! E adesso? Magari l’assassino è ancora qui!”

Ho conosciuto la Berta leggendo le antologie autunnali di Carlo Frilli, dove fra i vari racconti, spiccava per stranezza e soprattutto per uno humor spinto al limite.

Quello humor che ti fa venire il mal di pancia, dalle risate ovviamente, che smuove immagini nella tua testa e che ti porta a spasso in un ritmo cadenzato, fatto di piccoli passi e grandi scoperte.

Ho, da sempre, immaginato la Berta come un’arzilla vecchietta dal passo a papera, elegante ma non troppo, parsimoniosa, diretta al punto giusto, dall’intuito sottile e che è in grado di unire i puntini nella corretta maniera.

Che dire del “Pargolo”, ampiamente adulto, che la mamma la trova comoda al bisogno, ma che è sempre in cerca di una gonnella, anche se sempre senza impegno.

E Marco, il giornalista e amico di Davide, che è un segugio sopraffino delle notizie ma ha un punto debole che in questo libro, lo ha proprio messo in ginocchio per un bel po’.

“… se non credessimo al fantasma e se non fosse nemmeno una coincidenza, potremmo pensare che qualcuno voglia convincerci dell’esistenza di uno spettro. No?”

Un’indagine interessante, fuori dal comune e un siparietto, quello della “GRES”, ditta nata per l’occasione che si occupa della ricerca di fantasmi, magari pure assassini.

“Sai che si potrebbe fare? Organizzo una bella cena qui da me e invito un po’ di gente del teatro; mi dici tu chi vuoi che venga. Potrebbe essere utile. Magari saltano fuori delle conflittualità e si ricavano nuovi indizi. Che ne dici?”

E poi una trasferta, per la Berta, che da una serata con i vegliardi amici suoi per assistere alla Norma al teatro Carlo Felice, si trasformerà in una sosta più lunga a casa di sua cugina, la Tilde, dall’eloquio degno dei migliori scaricatori di porto nella vita di tutti i giorni e con le persone in grado di ascoltarla contando fine a mille ma, che se serve si trasforma in una donna dell’alta società a tal punto da arrivare a sembrare una principessa.

“Rischiare di indispettire la Berta con qualcosa di sbagliato non era certo ottimale; in più, non sarebbe bastato ad alleggerirgli il mattone che aveva in corpo.”

Aggiungete a questi personaggi, l’atmosfera natalizia fatta di lucine, pranzi, cene, pacchetti e pacchettini, oltre naturalmente ad un fantasma e un omicidio e i giochi sono fatti.

“… la polizia, ovviamente cerca un assassino in carne e ossa, ma noi non trascuriamo nessuna possibilità… in questo teatro c’è un fantasma, dopotutto.”

Genova risplende, addobbata a festa per il Natale imminente e un’atmosfera frizzantina data dal freddo e dalla Berta, che non è capace di stare tranquilla, quando si tratta di cadaveri e misteri.

“…il problema non è il vuoto, non è la solitudine. Il problema è lo scricchiolio che non ti aspetti, è il piccolo colpo ovattato, è lo strascichio rapido e sfumato. È ciò che non sai se hai davvero sentito, ciò che porta a chiederti se è meglio tenere le luci accese o spente, se stai per inciampare in un corpo consegnato alla morte o se è proprio quello il ruolo che il destino ti riserva nei prossimi minuti.”

Una storia che prenderà una piega inaspettata e che solo nelle pagine finali verrà dipanata dalla Berta e da Davide, in un modo alquanto bizzarro.

“… è più difficile trovare qualcuno che non detesti nessuno, piuttosto che il contrario. Ma d’altra parte, crede che ci siano ambienti immuni da sentimenti ostili?”

Una scrittura a tratti esilarante, che spezza la monotonia e la struttura normale del giallo, ma che non ha nulla da invidiare al genere, proponendo un’alternativa al cugino inglese serio e a tratti bigotto.

Gli elementi classici rimangono, come ad esempio la raccolta di indizi, il pettegolezzo e quell’allure di mistero che ammanta le pagine fino alla deflagrazione della verità.

Ma qui, preparatevi, che a spezzare la monotonia ci sarà sicuramente anche la Nicoletta, ossia l’autrice, con la sua penna assolutamente irriverente alla serietà classica, come si dice, ma decisamente più diretta e pungente, al limite del comico all’occorrenza.

Sicuramente, una lettura consigliata per staccare la spina ma, senza mai perdere di vista l’orizzonte mistery di cui noi, lettori navigati, siamo sempre alla ricerca.

“Non è che dietro a ogni cosa ci debba essere un mistero!”

Buona lettura!

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Nicoletta Retteghieri


genovese, laureata in lingue straniere, alterna la scrittura all’attività di cantautrice, che svolge con lo pseudonimo di Draky. Ha inciso i CD Landemer e Violino violento. Appassionata gastronoma ed enigmista, ha scritto poesie e racconti, in particolare di genere thriller e, per Fratelli Frilli Editori, ha pubblicato i romanzi gialli L’importanza delle acciughe (2011), La legge del baccalà (2016) e Crimini e farinata (2019). Inoltre, ha pubblicato racconti in numerose antologie. Ha lavorato in radio ed è stata la voce di vari gruppi rock genovesi. Nel 2003 ha vinto il premio letterario “I Fiumi”, sezione musica. Ha tenuto anche conferenze dedicate alla scrittura e all’ambito linguistico. Grande collezionista di maialini (ne ha circa 1.500), il suo sogno è quello di aprire un museo del maiale. A tale proposito, cerca volonterosi sponsor.