Chicca Maralfa
Sinossi. Due possibilità si aprono e si allontanano nel tempo, interrogandosi silenziosamente a vicenda. In una, la vita si spegne prima ancora di cominciare, lasciando dietro di sé una verità irrisolta e un vuoto che nessuna risposta può colmare. Nell’altra, quella stessa vita prende forma nel legame fra Caterina e sua figlia Biancaluna, adolescente inquieta, che inciampa nell’amore, nella perdita, nella colpa. Si rincorrono una maternità fragile e feroce, un amore clandestino, una paternità taciuta, un’indagine giudiziaria che non si accontenta dei fatti. E poi la malattia mentale, il peso delle aspettative sociali, le scelte che sembrano non appartenere davvero a chi le compie. Quanto di ciò che siamo dipende da noi? Biancaluna è un romanzo vibrante e malinconico, che si muove tra le possibilità perdute e il peso silenzioso di ciò che resta.
Autore: Chicca Maralfa
Editore: Les Flâneurs Edizioni
Collana: Montmartre
Anno edizione: 2026
Pagine: 210 p., Brossura
Recensione
di
Sabrina De Bastiani
Siamo tutte creature macchiate dalla vita.
Quanto di ciò che accade è scelta e quanto è destino?
In Biancaluna Chicca Maralfa esplora due possibilità che non si limitano a divergere. Si interrogano, si sfiorano, si indicano a distanza. Nello sliding doors che mette in scena l’Autrice, confermandosi penna dí grandissimo talento e altrettanta raffinatezza, non c’è la leggerezza del cosa sarebbe successo se, non c’è il gusto quasi consolatorio dell’alternativa. Qui ogni biforcazione pesa. Ogni strada non presa, o presa, diventa una presenza ingombrante e ogni scelta diventa definitiva proprio perché porta con sé il fantasma di tutte le altre.
Il cuore pulsante del romanzo è Caterina, una donna inchiodata al presente, svuotata di futuro.
Da quando sua madre era morta,
Caterina aveva smesso di pensare al domani. Tutto si svolgeva nel mentre: il lavoro, la cura del padre. In fabbrica c’erano orari da rispettare, turni da coprire. A casa, invece, c’era solo un senso di responsabilità che non concedeva tregua.
Un lutto che diventa sospensione esistenziale. Si vive per inerzia, per dovere, per resistenza.
Poi arriva il desiderio, e rompe ogni assetto.
Con lui era diverso. Il tempo perdeva consistenza, scivolava via senza misura. Nella casa di Nouri, tra le lenzuola stropicciate, le sue mani su di lei l’avevano fatta sentire finalmente appagata, viva. Un’altra vita… Ora, poteva permettersi di desiderarlo anche lei.
Amore che non è salvezza, non è rifugio. È uno slittamento della realtà, una crepa nel sistema che fa sì che il romanzo si muova continuamente tra corpo e dissoluzione, tra presenza e perdita, tra immagini liquide, instabili, quasi oniriche.
Diventavano spirali di onde che non bagnavano, lampi senza tuoni, nuvole scappate dalla volta celeste che si scioglievano come neve al sole, sabbia che si sollevava ma poi si ricomponeva, cancellando le orme della loro corsa.
Non è semplice lirismo, ma una grammatica precisa per dire che tutto, in questa storia, tende a disfarsi.
Anche l’identità.
Un istante eravamo muscoli tesi in corsa, un altro eravamo solo un riflesso, un fremito d’acqua che sfumava nel silenzio profondo. Poi, lentamente, tutto si acquietava. Il movimento si faceva più lieve, il respiro si placava, come se l’universo intero si fosse fermato a trattenerci in quell’abbraccio sospeso, dove non esisteva più niente, se non il nostro essere una cosa sola.
E poi c’è lei, Biancaluna.
Nome potentissimo, evocativo.
La sera in cui è nata, dicono fosse Venerdì Santo, la luna era grande, rotonda, chiarissima…
Biancaluna è presenza e ferita, purezza e contraddizione, enigma.
E figlia.
Una maternità non idealizzata, non addolcita. Una maternità che consuma, che sbaglia, che si interroga senza trovare risposte.
In questi quindici anni non ho vissuto per me ho vissuto solo per te. Tu sempre prima, io dopo.
Biancaluna, sei stata una prova dura, sin dall’inizio.
Amare qualcuno fino a perdersi e scoprire che non basta.
La nostra storia è finita così senza domande. La risposta sei stata tu.
Il tema della colpa, poi, attraversa tutto il libro come una linea sotterranea, orizzontale.
… se i segreti sono gabbie le colpe sono pene.
Non c’è redenzione facile e l’indagine giudiziaria, presente nella trama, sembra quasi secondaria rispetto a quella interiore. Non solo capire cosa sia successo, ma più ancora capire perché non si sia riusciti a evitarlo.
Mi chiedo se l’amore possa sopravvivere nascosto, o se diventi vero solo nel momento in cui si mostra.
Biancaluna è, in fondo, una storia di tracce.
Quelle che lasciamo. Quelle che il tempo cancella.
Come se non fossero mai passati.
Ma qualcosa resta sempre.
Anche quando non si vede più.
E a quella speranza ho dato il tuo
nome.
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Chicca Maralfa
è nata e vive a Bari. Giornalista professionista, è responsabile dell’ufficio stampa dell’Unioncamere Puglia e della Camera di Commercio di Bari. Ha collaborato stabilmente per anni con la «Gazzetta del Mezzogiorno», scrivendo di cultura e di attualità, e con i periodici specializzati «Ciao 2001» e «Music». Per Antenna Sud e Rete4 (nella trasmissione di Alessandro Cecchi Paone, Giorno per giorno) si è occupata di cronaca bianca e nera. Ha esordito nella narrativa nel 2018 con la commedia nera Festa al trullo, e nel 2021 ha pubblicato il suo primo giallo, Il segreto di Mr Willer, finalista a vari premi letterari. Con la Newton Compton ha pubblicato Lo strano delitto delle sorelle Bedin e Il delitto della montagna.