Breve storia




della letteratura weird


Recensione

di

Nicholas Delli Zotti


Autore: Eleonora Carta

Editore: Graphe.it Edizioni

Pagine: 96

Genere: Saggistica critica

Anno di pubblicazione: 2026

Sinossi. Cos’è davvero la letteratura weird? Non è fantascienza, non è horror, non è fantasy, eppure può essere un po’ di tutto questo. È il genere che abita le zone di confine, là dove la realtà scivola verso l’inconoscibile e il familiare si trasforma in qualcosa di inquietante. Eleonora Carta compone un excursus letterario sorprendente: dalle radici antiche del Satyricon di Petronio fino ai contemporanei Haruki Murakami e Giorgio Manganelli, passando per le architetture dell’orrore di H.P. Lovecraft, i labirinti di Edgar Allan Poe e i territori oscuri di Stephen King. Un filo sottile, ma solidissimo, attraversa secoli di narrativa e tiene insieme autori apparentemente distanti.

Il risultato è un libro che parla sia a chi già frequenta questo universo letterario, spesso trascurato dalla critica accademica, sia a chi vi si affaccia per la prima volta. Un testo che fornisce chiavi di lettura apre prospettive inattese e invita a esplorare un paesaggio narrativo più ricco e inquieto di quanto si immagini.

Breve storia della letteratura weird è per chi ama perdersi nelle pagine che non si lasciano classificare e ne è orgoglioso.


Partiamo dalla fine.

Questo saggio firmato Eleonora Carta, già autrice di romanzi thriller per Piemme e Newton Compton, sviscera un genere che sin dalla sua nascita, ha camminato nell’ombra, e ancora oggi continua a farsi strada tra le migliaia di novità che annualmente affollano gli scaffali delle librerie. Il weird è un genere silenzioso, che si impone senza farsi troppo sentire.

Sì, in Lovecraft, Poe, King, Jackson, Kipling e Hodgson il perturbante, che è la base del weird, si sente. Il perturbante è ciò che non torna, ciò che ci fa socchiudere gli occhi, stringere la mascella e crea in noi senso di disorientamento.

Ma in altri autori, come Murakami, Buzzati e Manganelli, il perturbante è più sottotono o almeno, così lo si vuole far percepire.

“Breve storia della letteratura weird” traccia una linea temporale in cui autori, romanzi, saggi ed eventi si alternano in una danza alla luce di un falò. Il weird è un genere che permea quasi tutti i libri che leggiamo, anche se non ce ne rendiamo conto.

Il weird, come tutta la letteratura fantastica, rispecchia la realtà meglio di quella che viene definita “letteratura realistica”, e ci pone di fronte a quesiti fondamentali.

Non lasciamoci spaventare da un angolo di casa di 92º, un elemento sovrannaturale o un soffio di vento che parla nel nostro orecchio, ma prendiamo questi elementi come chiavi di lettura per la realtà in cui viviamo, e attraverso questi cerchiamo di dare un senso a ciò che ci circonda.

Eleonora Carta


è nata nel 1974. Conseguita la laurea in Legge, ha capito che i palazzi di giustizia non facevano per lei. Vive tra Torino e la Sardegna. Per la Newton Compton ha pubblicato i romanzi La consistenza dell’acqua (2014, poi uscito con il titolo Delitto al museo nel 2016), L’imputato (2016) e il racconto Ultima notte nella vecchia casa, incluso nell’antologia Delitti di Capodanno(edizione 2014). Nel 2020 per Piemme edizioni ha pubblicato il racconto La nuova stagione presente nell’antologia Giallo sardo e il legal thriller Piani inclinati. È presidente dell’Associazione di promozione sociale ArgoNautilus che, tra le altre cose, organizza la Fiera del libro di Iglesias e il Big Blue Festival di Portoscuso.