e altre storie
di Castroianni

Sinossi. Casa Farfalla è il ritratto di un piccolo paese siciliano dove ogni vicolo nasconde un segreto. Dall’arrivo degli americani che sbarcano nel 1943 fino alle manovre del senatore Crisantemo, furbo politico che prospera sulle sventure altrui, Castroianni diventa un teatro di passioni e di intrighi. Al caffè Moka si spettegola, al circolo culturale si complotta, e a Casa Farfalla, il bordello del paese, si intrecciano amori inconfessabili. In questo mondo sospeso tra politica e quotidianità, ogni capitolo svela maschere di un’umanità fragile, a volte comica, spesso struggente.
Autore: Michele Guardì
Editore: Baldini e Castoldi
Genere: Narrativa
Pagine: 108
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Agnese Manzo
Sperduto nel cuore della Sicilia c’è un piccolo paese, Castroianni; i suoi abitanti sono persone semplici e un po’ ingenue, pettegole il giusto, e forse anche un po’ di più: del resto, si sa, se il paese è piccolo, la gente mormora.
Tutti sono molto interessati ai fatti altrui, ma anche indaffarati ad occuparsi dei propri, c’è chi è felice, chi è infelice e chi si trova nella terra di mezzo: ciascuno a suo modo.
Il paese di Castroianni non si trova sulle carte geografiche, perché è figlio della fantasia dell’autore, ma questo non vuol dire che non esista: Castroianni esiste davvero, ma forse sarebbe più corretto dire esisteva, perché l’Italia da Strapaese che racconta è quella degli anni che vanno dal primissimo dopoguerra, con lo sbarco degli alleati, sin quasi alla fine del secolo scorso: un mondo ricco di aneddoti e di varia umanità, in parte superato dalla Storia.
L’ineluttabile trascorrere del tempo non ha però davvero cancellato la realtà di Castroianni, che sopravvive tuttora, sia pure con forme e linguaggi diversi.
A Castroianni, le vicende di paesani si svolgono come su un palcoscenico, e dalla platea tutti osservano uno spettacolo che li riguarda più o meno da vicino, e che può essere commedia o tragedia.
I personaggi si rifanno ad archetipi senza tempo, che hanno attraversato i secoli, così come senza tempo sono le emozioni che li animano: l’invidia, la brama di potere, l’ambizione, la pigrizia. Ma anche la solidarietà, l’empatia, la passione per l’arte, la capacità di donare agli altri e, non ultimo, l’amore.
Un campionario che raccoglie una vasta umanità alle prese con i suoi piccoli eroismi o le sue stranezze, le sue fragilità e il suo coraggio, allora come in ogni epoca assorta a rincorrere i propri bisogni e i propri sogni, aspirazioni universali che non conoscono limiti di tempo, né di luogo.
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Michele Guardì
autore e regista di alcuni tra i più importanti programmi televisivi della Rai, ha scritto anche per il cabaret e per la radio. Per il teatro ha firmato il testo dell’opera musicale moderna I Promessi Sposi e Il caso Tandoj, commedia impegnata che è stata unanimemente considerata l’evento della stagione 2021-2022. Nella narrativa ha debuttato nel 2017 con Fimminedda, seguito nel 2023 da Il polentone.