Codice Scriba




Recensione di Valentina Marcis

Autore: Sergio Fanucci

Editore: Rizzoli

Pagine: 528

Genere: Thriller

Anno pubblicazione: 2016

 

 

 

 


New York.

Reduce da un caso in cui ha rischiato la vita, l’avvocato Elisabeth Scorsese accetta di difendere Jonathan Brimley, fondatore di un prestigioso studio di consulenza finanziaria, in una causa contro il governo degli Stati Uniti.

Ma il suo cliente muore nel carcere in cui è rinchiuso in attesa di processo: il killer è una donna che sta sfidando i sistemi di sicurezza e le polizie di mezzo mondo.
Chi l’ha assoldata e perché?
Quando le vittime si moltiplicano, anche il distretto del capitano Hoffman comincia a indagare ma senza il contributo di Peter Makarov, il suo detective migliore, sospeso per un errore del passato.
In poco tempo prende vita una trama oscura in cui finanza, politica e servizi segreti sono impegnati in una guerra spietata per il controllo di una nuova risorsa che rivoluzionerà il futuro dell’economia.
Ben presto, Elisabeth si rende conto di essere finita in una trappola in cui un’élite senza volto manovra il destino del mondo fin dagli albori della civiltà attraverso la conoscenza.
Dalle indagini emergono altre inquietanti verità: sua madre Caterina, una spia data per morta da anni, è viva e sembra avere a che fare con gli eventi che stanno minacciando la sua incolumità…

Secondo romanzo della Trilogia dei Codici, Codice Scriba è il nuovo romanzo di Sergio Fanucci che fa seguito a Codice Scorsese.
In quest’opera passato e presente si incontrano e si scontrano, mentre segreti antichissimi influenzano le fragili economie mondiali attuali.
La parte iniziale del libro si presenta un po’ ingarbugliata: chi legge si trova a gestire una serie di situazioni diverse che solo nella seconda parte troveranno connessione.
Lo stesso si può dire per quanto riguarda i personaggi: tutti vengono presentati immediatamente al lettore che non ha nemmeno il tempo di conoscerne uno o entrare in sintonia con esso, che subito se ne presentano di nuovi. Tuttavia, sebbene questo disordine caratterizzi la prima parte del libro, nella seconda metà la situazione cambia. Piano piano tutte le vicende, apparentemente scollegate, trovano un comune denominatore e riusciamo a conoscere meglio i personaggi e le loro storie.
La lettura è più fluida, non si ha più la confusione iniziale e si può dire che è solo ora che inizia la vera lettura: la lentezza delle prime pagine cede il passo ad un ritmo incalzante che trascina senza sosta fino all’ultima pagina.
Quello che colpisce maggiormente di questo romanzo, oltre alle perfette descrizioni delle situazioni che rendono il lettore protagonista, è la maestria nell’inserire dettagliatamente gli elementi storici in un contesto contemporaneo.
I frequenti riferimenti alla storia della scrittura e all’importanza della cultura in ogni aspetto della vita, sono un’ispirazione: sembra infatti che l’autore inviti il lettore a riscoprire il valore di questi elementi e dimostra sapientemente come questi siano sempre un punto fermo nonostante l’evoluzione della società.

 

Sergio Fanucci


Sergio Fanucci (1965) nipote di editori, ha lavorato fin da ragazzo nelle aziende di famiglia e nel 1990 ha ereditato la casa editrice del padre. Da allora ha costruito un catalogo specializzato nella letteratura di genere creando il Gruppo Editoriale Fanucci. A Roma, dove ha anche una libreria, vive con la moglie, due figlie e un cocker spaniel inglese di nome Bloom. Per Rizzoli ha pubblicato Codice Scorsese (2015), primo volume della Trilogia dei Codici, di cui Codice Scriba è il seguito.

 

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