Cold Harbour




La casa

degli orrori invisibili


Sinossi. Durante una vacanza nel Black Country, i coniugi Wake trascorrono un pomeriggio a Cold Harbour, la magione dove vive il sinistro Mr. Furnival, un industriale in rovina, con la moglie Jane. Le poche ore trascorse nella casa, che i vicini reputano da sempre infestata, segneranno per sempre le loro vite. Sopravvissuti all’esperienza, decidono di raccontarla a un loro amico scrittore e a un prete, per cercare di darle un senso e sbrogliarne i misteri. Le apparizioni terrificanti e i poltergeist di Cold Harbour sono l’azione di una forza soprannaturale o elaborati trucchi di magia? Mr. Furnival è un uomo posseduto da un male antico, uno stregone, un ipnotista, o un manipolatore geniale che sfrutta un’intelligenza fuori dal comune per soddisfare il proprio sadismo? Jane Furnival è il bersaglio di forze demoniache o vittima del più orribile abuso domestico? E, soprattutto, cosa possono fare per salvarla?


Autore: Francis Brett Young

Traduzione: Lucio Besana

Editore: Agenzia Alcatraz

Genere: Horror

Pagine: 560

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Alessio Balzaretti


Cold Harbour non è solo il nome di una residenza in un  piccolo centro abitato, ma soprattutto è un racconto a cui poter credere o meno.

Quel luogo si trovava all’apice di una collina su cui sorgeva un antico luogo di culto pagano, sopra cui, nei secoli, era stata costruita una chiesa affiancata da una tenuta i cui proprietari erano diventati industriali che fornivano lavoro a tutta la popolazione del circondario.

Il Signor Furnival era il proprietario, l’ultimo della sua stirpe, colui che aveva raccolto tutta l’eredità dei suoi predecessori, custodendone i segreti e i fallimenti ma anche il culto e la venerazione verso il divino.

I coniugi Wake erano stati ospiti in quella casa, di passaggio durante il loro viaggio, ed erano dei veri e propri sopravvissuti, a quanto dicevano.

La loro avventura aveva stuzzicato l’attenzione del nostro autore al punto da farsela raccontare in prima persona, alla presenza del cappellano dell’Isola di Capri dove Young abitava dopo la Prima Guerra Mondiale.

Alla storia dei Wake si poteva credere o meno, dicevamo, perchè era difficile capire se la suggestione avesse preso il sopravvento su ciò che davvero poteva essere considerato sovrannaturale nella casa infestata di Cold Harbour.

Certamente il Signor Furnival era un uomo molto particolare: affascinante e ombroso al punto dall’essere inquietante, ma anche capace di essere affettuoso ed estremamente accogliente con chiunque volesse fargli l’onore di essere ospite all’interno della sua tenuta.

Ogni volta però, accadeva qualcosa che spingeva i suoi ospiti a fuggire, ad allontanarsi frettolosamente da quelle stanze oscure.

I libri, era nei libri che Furnival custodiva i segreti più nascosti, quelli che potevano spiegare da dove aveva avuto origine la storia di Cold Harbour.

Tutti i misteri del passato erano raccontati ma saldamente sepolti e custoditi dalla devozione verso Dio. Nessuno poteva metterlo in dubbio, nemmeno presentandosi con dei graffi sul viso o raccontando di tracce di sangue sparse per la casa, oppure farneticando di voci e visioni di defunti nell’ombra.

Jane, la moglie di Furnival, credeva a tutte le angosce dei loro ospiti e avrebbe voluto proteggerli senza però ferire suo marito.

Ogni amore però ha un limite e allora chi era veramente suo marito? Era un uomo particolarmente protetto dalla sua fede oppure era il diavolo in persona, artefice di tutto?

Francis Brett Young è un autore elegante, astuto, che sceglie di narrare una storia nella storia, creando un punto di vista quasi astratto, dubbioso su quanto ci sia di vero in una vicenda ascoltata e non vissuta di persona.

Nei coniugi Wake disegna i tratti di persone talmente affidabili da poter essere custodi di un segreto incredibile oppure i due truffatori più ricchi di immaginazione mai visti.

Il linguaggio che utilizza è chiaramente figlio di un tempo passato, molto orientato nel lasciare al lettore la libertà di immaginare il peggio senza descriverlo nei dettagli, dove il terrore non viene raccontato ma costruito abilmente, parola dopo parola.

L’ambientazione gotica di Cold Harbour è tipica dei racconti di inizio novecento e bastano certe descrizioni per entrare da subito nel clima di tensione e mistero.

La Biblioteca di Lovecraft torna a presentarci un romanzo che è di palese ispirazione a molti libri contemporanei e a molte trasposizioni cinematografiche il cui filo conduttore sono i luoghi infestati dagli spiriti.

Letture di questo tipo sono un grande patrimonio storico a cui fare ritorno di tanto in tanto, soprattutto per comprendere meglio i testi che oggi ci attraggono terribilmente nel genere horror.

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Francis Brett Young


nacque a Halesowen, nel Worcestershire. Ricevette la sua prima istruzione presso Iona, una scuola privata a Sutton Coldfield. Suo padre, Thomas Brett Young, era un medico e anche sua madre proveniva da una famiglia di medici, quindi fu naturale che frequentasse l’Epsom College, la scuola per figli di medici . Si trovava lì quando, a quattordici anni, perse la sua amata madre. In seguito, si laureò in medicina all’Università di Birmingham. Conobbe la sua futura moglie, Jessie Hankinson, mentre alloggiava a Edgbaston, a Birmingham, e lei studiava all’Anstey College of Physical Education, che all’epoca aveva sede nella vicina Leasowes. Iniziò la sua attività medica a bordo del piroscafo SS Kintuck, durante un lungo viaggio in Estremo Oriente. Al suo ritorno, con i soldi guadagnati, acquistò il suo studio medico a Cleveland House,Brixham, nel Devon, nel 1907. Grazie al suo primo impiego stabile, poté sposare in segreto Hankinson nel dicembre del 1908. Anche lei era una cantante e lui la accompagnava al pianoforte, componendo anche due serie di canzoni per lei, pubblicate nel 1912 e nel 1913. Durante la Prima Guerra Mondiale prestò servizio nell’Africa Orientale Tedesca nel Royal Army Medical Corps (fu ufficiale medico del 2° Reggimento Rhodesia), ma fu congedato per motivi di salute nel 1918 e non poté più esercitare la professione medica. Il suo resoconto di questi eventi bellici è contenuto nel libro “Marching on Tanga”; alcuni passaggi censurati da quel libro furono in seguito utilizzati clandestinamente nel suo romanzo Jim Redlake. Impossibilitato a esercitare la professione di medico, decise di dedicarsi alla scrittura e nel 1919 iniziò a lavorare al primo dei suoi romanzi ambientati nella regione di Mercia. Dal 1920, la coppia si trasferì a Capri fino al 1929, viaggiando molto, tra cui in Sudafrica, negli Stati Uniti e trascorrendo le estati nel Lake District inglese. Tornarono poi a vivere in Inghilterra, inizialmente come vicini di casa del collega romanziere Hugh Walpole, sempre nel Lake District. Qui abitarono a Esthwaite Lodge, una casa di campagna tuttora esistente, a sud di Hawkshead, sulla sponda occidentale di Esthwaite Water  Dal 1932, si stabilirono nella fatiscente Craycombe House, a Fladbury, nel Worcestershire, che Walpole riuscì ad acquistare e a ristrutturare gradualmente grazie al suo continuo successo come scrittore. Il suo reddito gli permise anche di trascorrere gli inverni a Capri, cosa fondamentale data la sua salute cagionevole. La situazione cambiò con l’avvento del fascismo in Italia e l’avvicinarsi della guerra, e nel 1937 acquistò Talland House, tra Looe e Polperro, come rifugio invernale alternativo. Allo scoppio della guerra nel 1939, Craycombe House fu requisita dalla Croce Rossa e trasformata in una casa di convalescenza per i militari. Nel 1944, verso la fine della guerra, pubblicò il suo poema epico L’isola, che narrava in versi l’intera storia della Gran Bretagna dall’età del bronzo  alla battaglia d’Inghilterra. L’intera prima edizione di 23.500 copie andò esaurita immediatamente, persino in tempo di guerra, e fu poi ristampata. Gli inverni rigidi e le privazioni del periodo bellico in Inghilterra avevano minato la sua salute già precaria. Nell’ottobre del 1944, dopo aver portato a termine la pubblicazione de “L’isola”, fu colpito da un grave infarto. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale si trasferì a Montagu, nel Klein Karoo, in Sudafrica. Il clima gli si addiceva e riuscì persino a completare la stesura di una guida turistica non di narrativa per l’Ente del Turismo sudafricano.