Come lampi nel buio




MILANO,

una psichiatra sensitiva indaga


Sinossi. La piccola Federica è stata strappata dal giardino in cui giocava. Era il 1991 e, ancora oggi, di lei non c’è traccia. Se per la Questura di Milano è un cold case, per la psichiatra e detective Emma Bardi è una visione pulsante, uno dei tanti lampi che irrompono nelle sue giornate, come squarci nel cielo, fin da quando era ragazzina. Volti e voci di donne, scomparse o assassinate, chiedono ancora giustizia. Sono fiori freddi, recisi troppo presto e adesso conservati in un archivio di cui la protagonista è la sola custode. Ricorrendo alle proprie capacità extrasensoriali, affiancando il vicequestore Tea Romagnosi, Emma è alla ricerca della bambina rapita trent’anni prima. Per scoprire la sorte di questo fiore, dovrà indagare nel proprio dolore e scavare in un passato torbido, dal quale è sempre fuggita. 

Autore: Monica Testi

Editore: Mursia Editore

Genere: giallo

Pagine: 198

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Patrizia Argenziano


Pagina 182, la storia finisce ed io sento la necessità di ripartire da zero. Sento nuovamente il bisogno di tuffarmi in una Milano coprotagonista che si svela pian piano. Non la solita Milano, quella nota ai più, ma una Milano più vera, vista con gli occhi del cuore e della passione, con i suoi mille volti e le sue molteplici sfaccettature. La bellissima città, con i suoi pregi, difetti e la sua magica atmosfera.

Con Milano c’è Emma Bardi, o meglio, a Milano c’è Emma Bardi. Lei, con la sua determinazione e il suo grande dono, con la sua forza ma anche le sue fragilità e paure.

Il dolore degli altri diventa il suo, la prosciuga, la ossessiona, non la fa respirare. Il tutto bussa alla sua porta senza preavviso, con imprevedibili lampi, lasciandola in uno stato di allarme continuo.

Ho sentito solo questo. Ed è come cercare un ago in un pagliaio. Del resto all’inizio è sempre così, perché non è semplice canalizzare. Ossia ricevere e decodificare informazioni al di fuori del regno fisico. E’ un caos primordiale, che mi tocca governare e riordinare ogni volta. Consapevole che decodificare visioni, una dopo l’altra, richiede pazienza e logica. Non so perché accada, però accade. E ora ci risiamo. Devo iniziare a capire, a cercare.”

Emma diventa chi ha bisogno di sostegno e diventa sostegno per gli altri, per quelle famiglie che attendono ancora una risposta dopo anni di buio.

Il suo è un continuo confronto con il passato, un ripercorrere storie già viste, studiate e abbandonate. E questo vivere in bilico tra più mondi la porta inevitabilmente a confrontarsi con il passato che la riguarda e con il quale ha un conto in sospeso, mai risolto e che la accomuna a tutti i casi che sta seguendo. Sì perché certi dolori non si affievoliscono e rimangono ancorati al cuore per sempre.

Intorno ad Emma circolano tutta una serie di personaggi che tentano di aprirsi alla vita nonostante le difficoltà, tutti personaggi che l’autrice ha reso “umani” e per questo molto vicini al lettore.

Nell’originalità della storia emerge il tema della giustizia che riempie le pagine a caratteri cubitali e fa vacillare tante certezze. Sappiamo perfettamente ciò che è giusto ma, spesso, la disperazione annebbia la nostra mente e confonde le carte in tavola. E poi al banco c’è sempre un diavolo travestito da angelo che aspetta solo il momento giusto per intervenire.

Una lettura da non perdere, Emma vi travolgerà per la sua bellezza d’animo, un personaggio indimenticabile.

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Monica Testi


Monica Testi, classe 1968, milanese, insegna Lettere in un Istituto Tecnico a Sesto San Giovanni ed è formatrice di docenti per associazioni e case editrici. Ha collaborato alla stesura di compendi ai libri di testo di Grammatica, per Mondadori Education. Ha pubblicato un racconto sulla Dislessia, “Io, dalla Z alla A”; una raccolta di racconti, “Acini di inchiostro”, menzione speciale al “Premio eno-letterario Vermentino 2022”; un romanzo biografico, “Una magica domenica a casa Pascoli”, e “Le vigne di Liam”, per giallisti in erba, tutti editi da LCE 

A cura di Patrizia Argenziano

Instagram/patrizia.arge