Corpi nella nebbia




Recensione di Marco Lambertini

Autore: Ian Rankin

Editore: Longanesi

Pagine: 392

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2013

 

 

 

 

 

 

Sono passati dieci anni da quando la figlia è sparita nel nulla, ma Nina Hazlitt non si rassegna. Vuole che la polizia riapra il caso, perché di un fatto è assolutamente certa: la sua Sally, che al momento della scomparsa aveva diciotto anni, non si è allontanata dalla famiglia per seguire un amore o per cambiare vita. Quando Nina si rivolge per l’ennesima volta alla sezione speciale per i crimini irrisolti, a riceverla c’è un ispettore in pensione che si è da poco aggiunto all’unità, un uomo amante delle sigarette e del bancone dei pub: il suo nome è John Rebus.

E se c’è una cosa che John Rebus non ha mai saputo fare nella sua lunga carriera è tirarsi indietro.
Nemmeno di fronte ai casi più disperati, suscitando per questo – oggi come in passato – il disappunto di colleghi e superiori.
A Rebus basta rispolverare vecchi faldoni e documenti dimenticati per trovare una conferma ai sospetti di Nina: altre donne, a distanza di anni, sono scomparse dalla stessa via in cui è stata vista per l’ultima volta Sally. Perché nessuno ha seguito quella pista? Forse c’è un serial killer che, nelle plumbee lande scozzesi, ha agito per anni impunito. O forse quelle giovani donne scomparse sono ancora vive, ma le loro grida di aiuto si disperdono nella nebbia che ovatta ogni cosa…

Ben tornato John Rebus!

Con Partitura Finale il detective burbero ed insofferente era arrivato alla fine della propria carriera, e infatti i due libri successivi avevano avuto un nuovo protagonista, Malcom Fox, della Divisione Affari interni.

Ma in questo volume Rebus, non riuscendo a fare la vita da pensionato, fa ritorno alla Scotland Police, nella sezione speciale Casi Irrisolti. Inizia così la nuova avventura del caro vecchio ed irascibile Rebus, come sempre insofferente all’abulia che spesso la polizia mostra nei casi più difficili o che non portano pubblicità o notorietà. Anche stavolta ad aiutarlo ci sarà Siobahn Clarke, ormai promossa ad Ispettore, che come sempre crede nelle intuizioni di Rebus, anche a discapito della propria carriera.

Anche Malcom Fox è presente nella storia perché gli affari interni indagano su Rebus e sulle sue frequentazioni con “Big Gear” Cafferty, uno dei boss della malavita di Edinburgo. Si instaura così un rapporto che poi nei libri successivi sarà sempre più stretto e avrà come comune denominatore Siobhan Clarke. Proprio la presenza di tre personaggi importanti rende ancora migliore la lettura del libro. Fin da subito le vicende si intersecano per arrivare poi ad una conclusione che lascia forse un po’ di amaro in bocca, ma la bellezza del personaggio di Rebus e la bravura di Rankin sono indiscutibili.
Consiglio questo libro anche a chi non ha mai letto nessun libro di Rankin perché può iniziare con questo, che è in qualche modo un nuovo inizio per Rebus, e poi magari leggere tutta la serie.
 

 

 

Ian Rankin


È il primo della sua famiglia a frequentare le scuole superiori. Molto apprezzato dal suo insegnante di lingua inglese, già al liceo Rankin inizia a scrivere le prime poesie e numerosi racconti e, incoraggiato ad ampliare i suoi interessi letterari, si iscrive all’Università di Edimburgo, dove consegue la laurea in Letteratura inglese, nonché specializzato in Letteratura americana e scozzese. Lo scrittore James Ellroy lo ha definito “Il re incontrastato del giallo scozzese”, parte del Tartan Noir. Vince l’Edgar Award nel 2004 per il romanzo Casi sepolti. Nel 1997 vince il Macallan Gold Dagger per Morte grezza. Vive a Edimburgo, in Scozia, con moglie e due figli.