Dante e la tartaruga




Recensione di Simona Vallasciani


Autore: Vincenzo Spinelli

Editore: Il seme bianco

Genere: Romanzo

Pagine: 128

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. “Dante e la Tartaruga” è la storia contemporanea (e folle) di due innamorati che vivono nella periferia bolognese. Stanchi di condurre un’esistenza ai margini della società ed esausti di vacillare perennemente sulla soglia della povertà, decidono di commettere un omicidio per appropriarsi del patrimonio della ricca e odiosa signora Scalpini, così da poter poi rilevare la libreria Shakespeare and Company di Parigi. Il protagonista, Dante Chitano, da anni sogna di fare lo scrittore ed Elena Bugetti vorrebbe soltanto vivere serenamente insieme a lui. Riusciranno, al termine di questa avventura surreale e rocambolesca, a coronare i loro sogni?

 

Recensione

Normalmente è facile fare una distinzione tra buoni e cattivi, ne siamo abituati fin da piccoli, con le favole più famose. Ma la situazione sarebbe lo stesso così semplice se i buoni compissero azioni da cattivi e gli antagonisti si trovassero, essi stessi, ad essere delle vittime?

È quello che succede in questa folle ed ironica storia di Vincenzo Spinelli, un autore che non ha davvero paura di osare, sia per il linguaggio, a tratti volutamente scurrile, sia per il contenuto, due caratteristiche che rendono questa piccola opera assolutamente irripetibile.

In questa moderna favola nera ci troviamo a seguire il diabolico piano di due protagonisti, Dante ed Elena che, stanchi e sfibrati da una vita di stenti e restrizioni, decidono di compiere un gesto estremo per realizzare un grande sogno, altrimenti impossibile.

Se “la fine giustifica i mezzi” in questo caso parrebbe proprio così, infatti è impossibile non provare antipatia per la terrificante vittima nonché patteggiare per i due intrepidi protagonisti.

Tra Dante ed Elena il personaggio che appare sia più caratterizzato che più interessante è senza dubbio il primo; l’autore decide infatti di narrare la vicenda alternando capitoli scritti in terza persona a capitoli in cui è proprio Dante a parlare e questo permette di entrare in costante contatto con la sua indole, fatta di continui eccessi, di amore incondizionato per la cultura e di visioni ultraterreni in cui i suoi più amati scrittori appaiono nelle sembianze più improbabili per condurre il loro protetto sulla buona (o per meglio dire cattiva) strada.

“Dante e la tartaruga” è un romanzo assurdo, nel senso più buono del termine, capace di portare il lettore su un piano di lettura normalmente insolito ma sicuramente impossibile da dimenticare. E chi sia davvero buono o cattivo.. beh solo chi giunge alla fine (forse) potrà riuscire a dirlo.

 

A cura di Simona Vallasciani

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Vincenzo Spinelli


Vincenzo Spinelli, nato a Como nel 1985, corriere di giorno e scrittore di notte, amante della letteratura surrealista, satirica, dell’assurdo, nel 2016, al Salone internazionale del libro di Torino, nell’ambito del concorso 88.88 indetto dall’associazione culturale YOWRAS, riceve una menzione per il racconto “In bilico vacillo su un mio capello perso sul cuscino”. Da lì ha iniziato a scrivere.

 

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