Un’indagine
milanese del Tomba

Sinossi. Nel primo pomeriggio del 31 dicembre 2016, mentre assiste a una cerimonia funebre nel cimitero milanese di Greco, il Tomba riceve una telefonata dall’ispettore Assi. Deve recarsi in viale Sarca: nel seminterrato di una cartoleria è stata rinvenuta la titolare uccisa con un fendente al collo. A parte la chiara dinamica del delitto, ha pochi indizi su cui lavorare. Il registratore di cassa, trovato aperto e svuotato, conteneva però pochissimo denaro in quanto nel negozio si stava svolgendo l’inventario. La porta d’ingresso è chiusa a chiave dall’esterno e non c’è presenza di tracce biologiche significative. Nessuno dei negozianti nei dintorni ha visto o sentito niente e non ci sono telecamere di sorveglianza. Inoltre, la scena del crimine risulta compromessa a causa dei tentativi dei soccorritori per rianimare la donna. Dai successivi interrogatori di familiari e conoscenti, appare evidente come la vittima fosse stimata e benvoluta. Però, non si muore assassinati senza un motivo e, nonostante le prime risultanze, il Tomba non è del tutto convinto che si sia trattato di una tragica rapina. Da dove partire allora? Per giungere alla risoluzione di un’intricata indagine, il Tomba dovrà viaggiare per la Lombardia. Una testimonianza spontanea attirerà la sua attenzione e lo condurrà fino a Cremona e dintorni. Anni prima, si era verificato un inquietante caso simile archiviato dalla Polizia come fatto non costituente reato. Bisogna rimettere mano ai vecchi fascicoli e chi, se non il Tomba, potrà scoprire cosa accadde veramente?
“Nel mio mestiere ciò che conta sono soltanto i fatti, la realtà. Destino e coincidenze non ci servono, anzi, sono fuorvianti. Possiamo passare dei mesi a girare a vuoto ma, e succede spesso, alla fine riusciamo a scoprire quell’indizio che ci permette di chiudere un caso.”
Autore: Massimo Bertarelli
Editore: Frilli
Serie: Tombamasselli #4
Genere: Noir
Pagine: 200 p. R.
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Loredana Cescutti
La scrittura di Massimo Bertarelli si basa sull’essenziale.
Anzi, è l’essenziale.
Una scrittura delicata, estremamente accurata sul fronte del genere giallo ed estremamente spiritosa e motivante, nei confronti del Tomba.
O almeno, ci prova, su quest’ultimo aspetto.
Ormai, chi conosce Enrico “Erri” Tombamasselli, è consapevole dei suoi pregi e dei suoi difetti.
Preciso, ordinato e mai pigro nei confronti di un’indagine, soprattutto se lo scopo è dare giustizia a vittime e familiari ma, estremamente cauto e timoroso, addirittura insicuro quando si parla di sentimenti.
O per meglio dire dei suoi sentimenti e di quelli degli altri nei suoi confronti.
“… è là davanti e corre, io sono indietro e cammino. Il suo cuore corre, il mio passeggia. Per raggiungere insieme lo stesso traguardo, al momento, non abbiamo lo stesso passo. Eppure, le mie difese sono sempre un po’ più deboli, si stanno aprendo delle falle e lei ci si sta intrufolando dentro.”
Sì, perché cinque anni non sono stati sufficienti ad accettare l’assenza più grande della sua vita e, la paura del “tradimento”, per come la vede lui, associata al timore di un altro abbandono, lo trattengono a maglie strette quando si tratta di alleggerirsi e lasciarsi andare, stando a vedere cosa ne potrebbe venir fuori, di buono.
“Incomincio a considerarla un’indagine nella quale, per una serie di incredibili e fortunate coincidenze, ci stiamo impantanando nel probabile delitto perfetto.”
Il caso che si presenterà ai suoi occhi proprio nel pomeriggio in cui tutti saranno alle prese con la preparazione di cenoni e quant’altro è ostico, di difficile lettura e apparentemente confusionario.
“… nel mio mestiere è fondamentale essere curiosi e dubitare per principio. Credetemi, anche la persona più buona al mondo da qualche parte ha un nemico.”
Solo la caparbia e la tenacia del Tomba sapranno, un po’ alla volta, portare luce e ordine nel caos.
Una penna, che ha saputo conquistarmi in poco tempo, con una delicatezza mai scontata e, con un intuito e una scorrevolezza narrativa che “spaccano”, come potrebbe dire qualcuno.
Forse anche lo stesso Erri.
Addentrandosi nell’indagine, allo stesso modo in cui si può affrontare il gioco dell’oca, fra passi aventi e retrocessioni disarmanti, arrivare alla verità si trasformerà in una conquista e in un senso di verità e giustizia senza eguali.
“Oggi è il giorno nel quale, secondo insulse credenze, regalano carbone a chi è stato cattivo. Per quanto mi riguarda ho la coscienza a posto, eppure ho la brutta sensazione che in questa indagine dovrò spalarne tanto per arrivare alla verità.”
Un ritmo a tratti disperato, da parte del protagonista, che prova a mettere ordine in qualcosa che, arriva a sembrare evidente e oggettivo ma che, allo stesso modo riesce a rendersi invisibile ai più, almeno nei fatti.
“Finalmente abbiamo sentito la prima nota dissonante in uno spartito fin troppo ben accordato.”
Un finale amaro, che potrebbe essere equiparato ad una resa, ma che mi auguro possa collocarsi al posto giusto nel momento giusto.
“… anche il più furbo, o chi si crede tale, un errore lo fa sempre.”
E per tutto il resto, non resta che aspettare e sperare.
Vero Tomba?
Buona lettura!
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Massimo Bertarelli
nato a Milano in zona Navigli nel 1954, risiede a Monza da quarant’anni. Ex responsabile amministrativo in vari ambiti, ex maratoneta, pensionato dal 2016. Da anni impegnato in opere di volontariato in favore di richiedenti asilo, senzatetto, carcerati e ricoverati in casa di riposo, con progetti a carattere letterario. Consigliere direttivo di un’associazione culturale che organizza eventi a Monza e dintorni, tra gli altri il Monza Book Fest e X-Factor letterario – parole aperte sul palco. Responsabile del gruppo di lettura della Biblioteca Civica di Monza. Ha pubblicato: Il fosso bianco (Nulla Die edizioni 2011), Mi chiamo Ugo (Qp edizioni 2016), Giallo d’Ischia (LFA Publisher 2018), Mi chiamo Simone (Edizioni della Goccia 2018), da cui è stata tratta una drammaturgia intitolata Torno subito, andata in scena al Teatro Binario7 di Monza a maggio 2019, replicata quattro volte; la serie ischitana con Giallo d’Ischia (LFA Publisher 2018) e Rosso d’Ischia (Nero Press Edizioni 2022); la nuova serie milanese con Kabbalah noir a Milano (Fratelli Frilli Editori 2022), finalista del Premio Letterario Città di Arcore 2023. Lo scorso anno esce Due spari al Parco Lambro (Frilli Fratelli Editori 2023), secondo libro che vede il ritorno del Tomba. L’ultima notte di luce è il terzo capitolo della serie (Frilli Fratelli e Editori 2024). Delitto a San Silvestro e il quarto capitolo della serie.