AL MERCATINO
di
NATALE

Sinossi. A York le luci scintillano e al mercatino si respira aria di festa. Tutto perfetto, finché durante la rappresentazione di Canto di Natale Leonard Bell crolla a terra. Morto stecchito. E non per colpa del pranzo natalizio: è stato avvelenato. Quando c’è un mistero nell’aria, Kitt Hartley, bibliotecaria e lettrice instancabile di gialli con una certa inclinazione a ficcare il naso dove non dovrebbe, non può certo restare con le mani in mano. Con l’appoggio degli amici di sempre – l’inseparabile Evie, il detective Halloran, Ruby, la “medium” di quartiere – Kitt si mette sulle tracce dell’assassino. Il Natale di York si tinge di nero, e smascherare il colpevole prima che colpisca ancora diventa l’unico regalo che Kitt può fare ai suoi concittadini. Un mistero natalizio brillante, ironico e intriso di humour, da gustare sotto l’albero con una coperta calda, una tazza di tè fumante… e magari un occhio sospettoso alle finestre del vicino!
Autore: Helen Cox
Traduttore: Cristina Ingiardi
Editore: Piemme
Genere: Giallo/Cozy Crime
Pagine: 287
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Marco Lambertini
Delitto ai mercatini di Natale di Helen Cox rientra a pieno titolo nel cozy mystery più classico per atmosfera e tono, sembra fatto apposta per essere letto sotto una bella coperta, con una tazza di the caldo accanto e le luci natalizie a fare da sfondo, ma che poi sorprende per la direzione che sceglie di prendere dopo un avvio apparentemente rassicurante.
Il romanzo si apre tra le bancarelle della fiera natalizia, in un contesto caldo e conviviale, subito scosso da una morte tanto strana quanto violenta: la vittima viene uccisa mentre recita Dickens, in una scena che crea un forte contrasto tra lo spirito delle feste e l’irruzione del crimine.
Da qui, l’indagine imbocca una strada meno prevedibile, portando Kitt Hartley, già protagonista di altri libri della Cox, a confrontarsi con segreti militari, una sede dell’esercito e il sospetto utilizzo di un’arma chimica letale. Temi potenzialmente cupi che Helen Cox riesce però a gestire con una prosa leggera e dialoghi veloci, mantenendo sempre intatto il comfort tipico del cozy mystery.
Al centro della storia c’è Kitt Hartley, bibliotecaria e investigatrice per vocazione, ormai consapevole che indagare non è più solo qualcosa che fa, ma ciò che la definisce. Emblematica in questo senso è la frase:
“Indagare non era più semplicemente qualcosa che faceva. Quella dell’investigatrice era diventata la sua essenza.”
Kitt osserva, collega, ascolta: indagare è il suo modo di dare ordine al mondo, ma anche una fonte di conflitto interiore, perché significa mettere in discussione persone e certezze, soprattutto in una comunità che vorrebbe restare protetta dalla verità.
A rendere il personaggio ancora più interessante e decisamente gustoso, è uno stratagemma narrativo originale e perfettamente in tono con il genere: i dialoghi immaginari che Kitt intrattiene nel sonno con scrittori del passato, come Charles Dickens, Dorothy L. Sayers , Wilkie Collins ed infine E.A.Poe, che in qualche modo la metterà sulla strada giusta.
Queste “conversazioni” oniriche funzionano su più livelli: aggiungono un tocco di umorismo elegante, omaggiano la tradizione del giallo classico e permettono all’autrice di fare ordine nell’indagine, offrendo spunti e riflessioni che aiutano sia la Hartley, sia il lettore a rimettere insieme i pezzi. È un espediente intelligente, mai invadente, che rafforza il legame tra la protagonista e la letteratura, rendendola ancora più coerente e affascinante.
In questo percorso ha un ruolo fondamentale Halloran, il detective ufficiale. Il loro rapporto è costruito su un equilibrio sottile tra confronto e complicità: Halloran rappresenta le regole e i confini dell’indagine istituzionale, mentre Kitt si affida all’intuito e all’empatia. I dialoghi tra i due sono vivaci e rivelano come Kitt, accettando la propria natura di investigatrice, sia costretta a ridefinire anche il modo in cui si relaziona agli altri.
Lo stile di Helen Cox sostiene con efficacia questa complessità: la narrazione resta sempre scorrevole, brillante e accogliente, anche quando tocca temi più seri. È proprio questo contrasto, gestito con grande equilibrio, a rendere riuscito il romanzo.
In conclusione, Delitto ai mercatini di Natale è un cozy mystery che rispetta pienamente le aspettative del genere e riesce anche a distinguersi grazie a un intreccio accattivante e originale, capace di mescolare atmosfera festiva, omaggi letterari e spunti narrativi insoliti. La storia scorre con naturalezza e coinvolge il lettore, sostenuta da personaggi ben costruiti e da una prosa sempre leggera e piacevole.
Se da un lato il percorso dell’indagine è stimolante, dall’altro risulta abbastanza semplice intuire l’identità dell’assassino e il movente che lo guida, soprattutto per i lettori più esperti del genere. Un elemento che non compromette il piacere della lettura, ma che rende il mistero meno sorprendente sul finale.
Resta comunque un romanzo capace di intrattenere con intelligenza e calore, perfetto per chi cerca un giallo natalizio confortevole, brillante e ricco di personalità, in cui il viaggio – fatto di atmosfera, dialoghi e personaggi – conta almeno quanto la soluzione del caso.
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Helen Cox
HELEN COX Nata nello Yorkshire, insegna scrittura creativa. La serie dedicata a Kitt Hartley, bibliotecaria detective con il gusto per gli enigmi ambientata a York, ha avuto un enorme successo in Inghilterra ed è stata pubblicata in 13 Paesi. Per Piemme è già uscito “La bibliotecaria che inciampò in un omicidio (e forse trovò l’amore).