Due gocce d’acqua




Recensione di Simona Vallasciani

Autore: Nicola Rocca

Editore: Nicola Rocca

Pagine: 298

Genere: thriller

Anno Pubblicazione: 2016

 

 

 

 

 

 

 

Non bisogna ascoltare le chiacchiere di paese.
Sono solo fandonie, dicerie, cattiverie scaturite da lingue velenose per screditare e denigrare il qualsivoglia portatore d’invidia.
Ma se non fosse così, almeno non in parte?Se ci fosse un fondo di verità in quelle infondate e, a volte, terribili voci?
“Due gocce d’acqua” l’ultimo romanzo di Nicola Rocca, edito nel 2016 dal suo marchio Enneerre, vede come protagonista Chantal, una ragazza (o donna.. non ha ben chiaro come si possa essere definite una volta superati i trent’anni) bresciana che, ritrovandosi senza più affetti, senza più un’occupazione e, anche, un po’ senza più speranze, decide di lasciare tutto per trasferirsi in pianta stabile in Toscana, vicino a Grosseto, dove Alfredo Mantovani, un uomo conosciuto in internet, le ha offerto un lavoro nel suo Bed & Breakfast.
Fin dal primo momento, Chantal, anche spinta da una forte paranoia e dai fantasmi del suo passato, percepisce che nel B&B “degli Ulivi Gemelli”, e in tutta quella situazione, c’è qualcosa che non va. Cerca comunque in tutti i modi di non pensarci troppo, ignorando le terribili storie che aleggiano su quel posto, concentrandosi sul nuovo lavoro e facendosi travolgere da nuove emozioni che credeva non sarebbe mai più riuscita a provare, ma la sua mente è costretta a tornare sempre su quel chiodo fisso.In quel luogo sperduto c’è davvero qualcuno che rapisce, violenta e uccide giovani ragazze?
E se sì, chi é?
Le persone che ha intorno sono realmente quello che dicono di essere?
O indossano tutte una terribile maschera?
Si tratta di un thriller psicologico senza dubbio ben congegnato; i capitoli corti, lo stile narrativo scorrevole e studiati colpi di scena permettono al lettore di “bersi” una pagina dopo l’altra.La storia è divisa in diverse parti, sia come scelta d’impaginazione che come tipologia di narrazione.

La prima parte, leggermente più lenta ma decisamente intrigante e dai tratti crudi e raccapriccianti, la parte intermedia in cui un continuo crescendo fa “snodare” il lettore tra rivelazioni sconvolgenti e continui cambi di prospettiva, e, infine, il finale che non potrà fare altro che far spalancare gli occhi.

I lettori alla ricerca di suspense e adrenalina, in questo romanzo troveranno certamente quello che cercano.

Interessante anche l’associazione della storia con cinema e musica; apprezzo sempre moltissimo quando nei romanzi sono inserite delle canzoni che, se ascoltate permettono di immersi in pieno nella sua atmosfera e trovo decisamente azzeccata la scelta di questo autore: “La linea sottile” di Ligabue, forse non famosa come altre dello stesso artista ma gradevole e, in questo caso, assolutamente appropriata per la storia.

Una linea sottile è quella che lega insieme i vari personaggi e, soprattutto, quella sulla quale ognuno di loro è destinato a camminare, come strani funamboli si librano su quel finissimo confine che divide la paura dalla temerarietà, la realtà dall’illusione, la sanità dalla follia, il bene dal male. Chantal, Alfredo e tutti gli altri ci trascinano nel loro mondo oscuro, nel quale non esiste nemmeno la più piccola logica e dal quale è incredibilmente difficile, se non a volte impossibile, scappare.

 

 

Nicola Rocca


Nicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982 e vive a Carvico. Nel dicembre del 2013 esordisce nel mondo della narrativa con “FRAMMENTI DI FOLLIA” (Editrice GDS), un’antologia di racconti thriller/noir (finalista al Premio Giuseppe Matarazzo 2013).

 

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