Ed è un poco la notte




‎ e un poco l’alba


Sinossi. «Scappa, Serafina.» È con queste parole che l’anziano Geremia, in un pomeriggio caldo di sole, mi mette in allarme. Ma ancora non posso immaginare che questa terra sta per mutare volto e temperamento, forse per sempre. Nella Zona libera della Carnia, finora, la guerra è stata una tempesta distante, che ha strappato gli uomini dai nostri paesi ma non ha ancora lacerato del tutto gli animi. Quello in arrivo è però un vento nuovo e spaventoso, che soffia da Est e porta sconvolgimenti. E da oltre il grande fiume giungono infine carovane di cavalieri delle steppe, con copricapi di pelliccia e lunghe spade ricurve, che entrano nelle nostre case prendendone possesso. La nostra terra è la loro terra promessa, questa non è un’invasione ma un insediamento. Io, che da sempre abito un luogo di confine, chiamata a custodire i respiri e a evocarli; io, che da sempre ho in me il cuore delle donne che mi hanno preceduto e il soffio della donna che voglio essere; io vivo con sgomento questi giorni fatti di fuochi da campo accesi sulle assi dei pavimenti lustri, di animali riparati nelle cucine, di saccheggi e violenze. Ma vedo anche la meraviglia dei cammelli che pascolano nei campi, lo stupore fanciullesco degli invasori nel salire su una bicicletta, le danze russe nelle piazze, alla luce di antichi fuochi, le loro donne guerriere, i canti liturgici ortodossi, lo splendore delle icone. Io, che sono ombra, non posso più stare al liminare: devo farmi luce, in questa lunga notte, per trovare l’alba.»

Ed è poco notte e un poco l’alba


Autore: Ilaria Tuti

Genere: Narrativa

Editore: Longanesi

Collana: La Gaia Scienza

Pagg: 320

Pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Paola Iannelli


L’amore alimenta la linfa che scorre lungo un percorso impervio come sa essere la vita. Serafina vive in un luogo ostile, eppure così intimo e struggente nell’alternarsi di rocce e file di alberi e macchie verdeggianti, che amplificano la sensazione di magia mista al mistero racchiuso tra gli angoli delle montagne friulane.

Ilaria Tutti, originaria di Gemona, narra della sua terra, lo fa con la convinzione che il passato non deve essere dimenticato, per questo nell’ultimo romanzo ripercorre i terribili ultimi momenti della seconda guerra mondiale, collocando al centro la storia di Serafina, una donna solitaria e misteriosa.

Le vicende della protagonista si intrecciano con quelle di altre donne, ognuna testimone di orrori e patimenti che solo la crudeltà della guerra genera.

La forzata convivenza tra le varie etnie, semina violenza, abusi, dolore, riuscendo a cucire un legame con la popolazione locale che supera le barriere politiche.

Serafina è un po’ strega, un po’ maga, la poliedrica sfaccettatura della sua personalità ci ricorda da lontano le protagoniste di Dolores Redondo, la quale ambienta le sue storie nel cuore della Galizia, terra di folletti e magie nere.

La vita e l morte si mescolano plasmando le corde per l’apertura di un sipario narrativo, che ci proietta in scene di vita che dipingono su tele nere tutta la follia e la cattiveria che il nemico può commettere.

Serafina darà prova di resilienza, dimostrerà che oltre il buio c’è luce, per l’appunto dopo la notte l’alba, come la celebre frase di Rossella, la contraddittoria protagonista di Via col vento: “Domani , è un altro giorno”.

Peccato che in questo romanzo il tocco di romance non esite, è sostituito da uno stile di racconto che poggia le basi sulla narrazione pura e lineare.

Molti i riferimenti storici, le abitudini culinarie, gli espedienti nutritivi messi in atto per sopravvivere alla fame, alla desolazione, alla chiusura dei valichi e alla feroce offensiva dei cosacchi e poi dei tedeschi che hanno occupato quelle terre.

Il destino di Serafina compirà voli pindarici, costringendola a  scavare nei ricordi, nella figura della nonna Silva, lei la guiderà nella lotta per la vita, donando i fiori con i quali adornerà l’altare della speranza.

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Ilaria Tuti


è nata a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Ha studiato Economia. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Il thriller Fiori sopra l’inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d’esordio. Tra i suoi libri ricordiamo anche: Ninfa dormiente (Longanesi, 2019) e Fiore di roccia (Longanesi, 2020). Del 2021 il romanzo La luce della notte, il ritorno dell’amatissima Teresa Battaglia in un romanzo di rinascita e speranza. Sempre per Longanesi pubblica nel 2021, Figlia della cenere, nel 2022, Come vento cucito alla terra, nel 2023 Madre d’ossa, nel 2024 Risplendo non brucio.