Follia a due




Recensione di Salvatore Argiolas


Autore: Marco Marinoni

Editore: Ugo Mursia Editore

Genere: Thriller

Pagine: 360

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Mentre Torino è sconvolta da orribili delitti insoluti, il caporal maggiore Fausto Bottero, reduce dalla missione italiana in Afghanistan, torna a casa dopo essere sopravvissuto a un attentato suicida e ritrova sua moglie Natascia e il figlio Giulio, di otto anni. Una nuova vita gli si apre davanti. Ma un pomeriggio d’estate sua moglie e suo figlio vengono falciati da un pirata della strada. L’uomo alla guida è un professore universitario e sfugge alla condanna grazie a una serie di escamotage legali. Fausto conosce un nuovo inferno, che lo proietterà in un vortice autodistruttivo dal quale emergerà solo quando Valentina, ex collega di Natascia, si presenterà da lui con una registrazione: la prova che la morte di Natascia e di Giulio è stata un delitto premeditato e perpetrato con fredda determinazione. Fausto e Valentina si lanciano in un’indagine che li obbligherà ad addentrarsi in un mondo oscuro di orrore e di perversione, in una Torino sconvolta da mostruosi delitti seriali.

 

Recensione

Viene definito follia a due il“Disturbo psicotico condiviso“, anche chiamato Sindrome di Lasègue-Falret o “folie à deux” (cioè “follia condivisa da due”) la sindrome psichiatrica molto rara nella quale un sintomo di psicosi, tipicamente una convinzione paranoica o delirante, viene trasmessa da un individuo ad un altro, tale per cui entrambi i soggetti soffriranno degli stessi deliri in modo sinergico e potenzialmente esponenziale.

E’ proprio la duplicità una delle chiavi di lettura di “Follia a due” il nuovo thriller di Marco Marinoni, che indaga sul cuore di tenebra di una Torino spaventata dalle imprese del killer del fiume.

E’ duplice il percorso investigativo impostato sia dall’ex soldato Fausto Bottero che indaga privatamente sullo strano incidente che ha ucciso la moglie e il figlioletto sia dall’ambizioso vicequestore aggiunto Daniele Alessandretti che cerca in tutti i modi di raggiungere la promozione che darebbe uno scopo alla sua vita allo sbando.

Sono duplici anche le personalità di molti protagonisti, invischiate in un vortice di violenze e perversioni che si spingono anche nelle malebolge del web profondo in cui tutti i vizi e le turpitudini sono contemplate.

Il thriller è uno scavo psicologico sulla contaminazione e la pervasività del male che nel tessuto narrativo ricorda certi temi trattati da Dario Argento in “Profondo Rosso”, anche perché certe ambientazioni torinesi riportano alla mente luoghi presenti nel film.

Marco Marinoni plasma con bravura un romanzo dal contenuto incandescente, in cui confluiscono diversi sottogeneri del noir dando densità e carattere ad una storia nera come la pece e dove l’atmosfera angosciosa rispecchia l’oppressione dell’individuo da parte della società.

Le tracce che portano al “Killer del fiume” mettono in luce un mondo di sotto aberrante, che abbiamo imparato a intuire da certe inchieste giornalistiche ma che “Follia a due” ci fa conoscere da vicino anticipato dalla citazione di una perfetta intuizione di Sigmund Freud “Proprio l’imperiosità del comando “non uccidere”, ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere.”

Reduce da un tremendo attentato in Afghanistan e tentando di superare il disturbo post- traumatico da stress, Fausto Bottero lentamente capisce che c’è qualcosa di strano nella morte dei suoi familiari e che forse tutto è collegato agli omicidi di ragazze di colore filmati negli “snuff- movie” distribuiti nel dark web.

Con l’aiuto di un’amica della moglie e di un team di ex commilitoni Bottero cerca di far luce sui tremendi segreti nascosti dietro gli omicidi mettendo in pericolo la sua stessa vita perché certi misteri sono davvero pericolosi.

L’intrecciarsi delle inchieste porta a rileggere antichi episodi di alienazione mentale che paiono ripetersi e protrarsi sino ai nostri giorni e che bagnano di sangue innocente il capoluogo piemontese circondato da fiumi e torrenti, “La Dora, il Po e il Sangone: le tre arterie d’acqua che circoscrivono questa costellazione di follia.”

Follia, disagio psichico, disadattamento, dolore, contagio del male, ossessione sessuale sono i sulfurei ingredienti di questo thriller che stinge nel noir e che attrae nell’abisso come il celebre aforisma di Nietzsche, perché “mentire è sempre più facile che confrontarsi con il dolore e con la consapevolezza che la vita di una persona è cambiata per sempre, contro la sua volontà. Perché i prossimi potrebbero essere loro.”

 


Marco Marinoni


Marco Marinoni: (Monza, 1974) vive a Finale Ligure e insegna Musica Elettronica al Conservatorio di Latina. Da sempre appassionato di letteratura poliziesca, affianca all’insegnamento l’attività di scrittore. Nei suoi libri coniuga il gusto per l’investigazione classica ad atmosfere thriller e noir, con particolare attenzione all’ambientazione e allo scavo nella psicologia dei personaggi. Ha vinto il primo premio alla VII edizione di Gialloluna Neronotte 2019, sia nella sezione Racconto Inedito che nella sezione Romanzo Inedito. I suoi racconti sono pubblicati sui Classici del Giallo Mondadori. È autore di quattro romanzi.

 

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