Gran galà con delitto




Simone Tempia


Sinossi. Quanto può essere misterioso un invito a cena? Se arriva dalla contessa Mazzucco, che detesta profondamente il genere umano, parecchio. Soprattutto quando il destinatario è uno scrittore di poca fama che nulla ha a che fare con la nobiltà. Perché sì, a metà degli anni Sessanta, per qualcuno la classe sociale conta ancora, eccome. Eppure eccolo lì, seduto alla stessa tavola con un commendatore, un principe, un uomo dall’accento latino-americano che trasuda sangue blu da ogni poro e la nipote ribelle della padrona di casa. Gli altri accompagnatori saranno pure meno titolati, ma non per questo più cordiali. Forse si domandano che cosa ci faccia lui tra loro. In realtà, se lo chiede anche lui. Lo scrittore ha la netta impressione che ciascuno degli ospiti sia lì per chiedere qualcosa alla contessa, e che tra loro corrano legami segreti che nessuno desidera veder affiorare. Di una cosa è certo: è la cena più strana a cui abbia mai partecipato. Prima ancora che arrivi l’hors d’œuvre, il corpo senza vita della contessa viene trovato nel suo studio. Tra gli invitati si nasconde un assassino. E nessuno può andarsene: la villa è isolata dalla neve, il telefono è fuori uso. La polizia non può intervenire, ma la giustizia, a volte, trova altre strade. A poco a poco, tutti gli indizi sembrano puntare proprio verso lo scrittore. O forse qualcuno vuole che sia così: in fondo è la pedina più debole, almeno in apparenza. Ma chi sa usare bene le parole sa anche far parlare gli altri. Di ciò che non avrebbero mai voluto dire. Di segreti che il tempo non è riuscito a seppellire.

Simone Tempia, autore da oltre 200.000 copie alla sua prima prova di narrativa, ci conduce con ironia e mistero al cuore di un giallo dal gusto classico: una villa isolata, una sola lunga notte, un gruppo di personaggi tutti potenziali colpevoli. Le risposte sono già tutte lì, sotto gli occhi del lettore. Non di ogni lettore, però: solo di quello più attento e più scaltro.

“È la verità che ha raccontato che è in parte vuota, sir…

A volte una mezza verità è tutto ciò a cui ci si può attaccare, Lloyd.

Il problema è che nell’altra metà c’è quello da cui ci si dovrà difendere, sir.

Speriamo che per una volta tu abbia torto, Lloyd.


Autore: Simone Tempia

Editore: Garzanti

Genere: Giallo

Pagine: 272 p., R

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Loredana Cescutti


Quattro inviti.

Otto partecipanti.

Uno è immaginario.

Un altro è un assassino.

Con un incipit come questo, oltre a un titolo come “Gran galà con delitto” unito alla promessa di una struttura da giallo classico, avrei mai potuto rinunciare a leggere il romanzo?

Poiché ogni tanto me la canto e me la suono da sola, rispondo prima a me e poi a voi, dicendo no, non potevo non leggerlo.

Una costruzione talmente ben orchestrata da farmi immaginare che, durante la lettura, io stessi assistendo ad una pièce teatrale.

«La contessa vi raggiungerà a breve», dice l’uomo con tono grave. «Prima del suo arrivo, tuttavia, vi prega di aprire la busta.»

Come guidati da una forza invisibile, i presenti quasi contemporaneamente eseguono.

«Ma che significa?» chiede Violetta.

«L’assassino è…?» aggiunge Savoldi leggendo ad alta voce.

Dentro alla busta una cartolina filigranata riporta in inchiostro rosso cinque semplici parole:

L’assassino è il maggiordomo

… Poi un urlo di donna…

Gli elementi del giallo ci sono tutti: la casa isolata, una nevicata copiosa che dà la percezione di prigionia, persone apparentemente senza legame alcuno le une dalle altre, un delitto.

E lo scrittore assieme a Loyd.

Questo romanzo è una performance perfettamente riuscita per una penna che, purtroppo non conoscevo, se non per alcune citazioni lette qui e là, ma che ha avuto il pregio di catturare la mia attenzione sin dalle primissime righe.

«O forse siamo noi? Noi tutti. I maggiordomi. I servitori. Ognuno qui per soddisfare la necessità della contessa, per chiedere un favore. Noi, maggiordomi della nostra miseria. Schiavi della nostra vergogna. Ci siamo uccisi e siamo pronti a uccidere per tornare in vita. Siamo tutti assassini. Tutti. Qui. Tutti assassini.»

Un mistero che si snoderà un po’ alla volta, che ci prenderà per i fondelli, che ci farà entrare nel gioco nel tentativo di sbrogliare questa aggrovigliata matassa, un romanzo che sono certa, lasceràsoddisfatti anche i lettori perennemente insoddisfatti.

«Qualcosa non ti torna, Lloyd?»

«In realtà, qualcuno non sa dove andare, sir.»

«Le menzogne hanno le gambe corte…»

«Ma soprattutto sbagliano sempre direzione, sir.»

La penna di Simone Tempia ha saputo costruire personaggi dotati di vita propria, presentati bene a tal punto che sono arrivata ad immaginarmeli in ogni loro peculiare caratteristica a partire dagli abiti, lo stile, la mimica facciale, il tono della voce e le movenze, l’aspetto fisico e le rughe d’espressione.

L’atmosfera gialla viene rinfocolata costantemente, affinché la storia non perda mai d’interesse e per far sì, che il lettore abbia sempre l’impressione di essere tenuto sui carboni ardenti.

«Se mi permette, sir, non sempre saggio mostrare ciò che le persone hanno scelto di non vedere.»

«E perché mai non lo sarebbe, Lloyd?»

«Perché a volte la verità finisce per accecare più che illuminare, sir.»

«Occhio non vede, cuore non duole?»

«Occhio non vede perché paura non vuole, sir.»

«Allora? Si è incantato? Quale verità?»

«Che siamo al tavolo con un assassino.»

Che dire di Loyd e dello scrittore se non che si è dimostrata una fantastica coppia di investigatori e di intrattenitori di alto livello.

«Licenza poetica, Lloyd?»

«Direi più licenza elementare, sir.»

«In effetti, mi sembra manchi una certa formazione…»

«Quando la superbia sale in cattedra, gli asini si promuovono da soli, sir.»

«Giudizio severo, Lloyd.»

«Direi più una valutazione corretta, sir.»

Sorrisi sì, ma mai banalità.

La fluidità di questa magnifica penna ti porta da subito lontano in altre atmosfere, ti ingloba nelle sue parole, ti distrae con le sue arti dialettiche, ti intrattiene come solo un bravo scrittore sa fare, ti appaga e soddisfa in egual misura e alla fine, ti lascia con quel senso di assenza e d’incertezza, perché nel dover scegliere una nuova lettura, sarai assalito dal timore di non trovare nelle nuove pagine la stessa soddisfazione provata in compagnia di questi due protagonisti.

«Il tempo passa, Lloyd.»

«E lo fa in modo diverso per ogni persona, sir.»

«Dipende dalla percezione che ne abbiamo…»

«O da chi lo misura, sir.»

«A volte un minuto può durare un’eternità.»

«O può contenere una verità, sir.»

Non posso che augurarmi che Tempia e Loyd rifacciano capolino con nuove storie, ovviamente sempre accompagnate da misteri e delitti.

«Lloyd, abbiamo proprio tagliato un bel traguardo…»

«Sir, i migliori traguardi non si tagliano, si attraversano.»

«La soddisfazione è la stessa, Lloyd.»

«Ma è la corsa che non si interrompe, sir.»

«Alla tua, Lloyd.»

«Alla sua, sir. Alla sua.»

Buona lettura!

Acquista su Amazon.it: 

Simone Tempia


(1983) scrive per «Vogue» e ha collaborato con «Wired», «GQ» e Missoni. Nel 2014 ha lanciato la pagina Vita con Lloyd, che conta oltre mezzo milione di fedeli lettori e ha ispirato i libri Vita con Lloyd, In viaggio con Lloyd e Un anno con Lloyd. Nel 2020 ha pubblicato Storie per genitori appena nati, toccando con il linguaggio della fiaba i temi cruciali della genitorialità. Ha pubblicato il suo primo giallo, “Gran galà con delitto” (Garzanti 2026).