Gunner




Alan Parks


Sinossi. L’ex poliziotto Joseph Gunner torna dal fronte francese nella Glasgow devastata dai bombardamenti con una gamba e un occhio che non sono più quelli di prima. Il suo vecchio capo, Drummond, lo convince a indagare su un cadavere ritrovato sotto le macerie. La vittima si rivela essere un tedesco, mutilato per dissimularne l’identità e curiosamente somigliante a un alto gerarca nazista. Tra agenti dei servizi segreti inglesi, antiche fiamme, incalliti avversari e nuovi nemici, un Gunner dipendente dalla morfina ma fedele al suo vecchio io inflessibile si ritrova invischiato in un complotto di vasta portata che coinvolge attori vicini e lontani: tra gli altri suo fratello Victor, obiettore di coscienza e fervido comunista, e Rudolph Hess, atteso in Scozia per un incontro con emissari del governo britannico che potrebbe mutare il corso della guerra. Ispirato in parte alla vera storia della missione segreta di Hess in Inghilterra, Gunner è un romanzo imperniato su un personaggio tutto luci e ombre, stanco eppure mai sconfitto, e su una vecchia amatissima città, la Glasgow che Alan Parks racconta anche (in versione anni settanta) nella serie dedicata a un altro poliziotto, Harry McCoy, premiata con il McIlvanney Prize for Scottish Crime Book of the Year, il Prix Mystère de la Critique e un Edgar Award.

Traduttore: Marco Drago

Editore: Bompiani

Genere: Noir, Thriller storico

Pagine: 272

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


Alan Parks ha una magnetica fascinazione per Glasgow e la sua storia, molto simile a quella che James Ellroy ha per Los Angeles, e il suo ultimo noir “Gunner” conferma in pieno questa magnifica ossessione.

Primo atto di una trilogia ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, “Gunner” vede l’esordio di un nuovo personaggio, Joe Gunner, anche lui poliziotto, che torna a Glasgow in convalescenza dalle trincee francesi dove è stato ferito e ha sviluppato un disturbo da stress post-traumatico oltre che una dipendenza dalla morfina.

Il rientro in patria non è quello che si aspettava perché viene subito contattato dal suo ex capo, Drummond, che lo coinvolge nell’indagine su un cadavere ritrovato nel luogo in cui sono stati radunati i corpi delle vittime di un bombardamento tedesco.

La particolarità che fa iniziare l’inchiesta è che il morto aveva le dita tagliate e la faccia maciullata, come se si volesse nasconderne l’identità e Joe Gunner, di malavoglia, dolorante e desideroso solo di riposo, si mette a cercare il possibile movente di questo omicidio inspiegabile.

Quando scopre che il morto era tedesco capisce che è capitato in un intrigo pericoloso e che Drummond non è stato molto corretto con lui, attirandolo in una tela di ragno dove ogni azione può essere letale e qui troviamo gli stessi punti focali che caratterizzano la serie di Harry McCoy, poliziotti corrotti, gangster spietati, traffici loschi e giganteschi conflitti di interessi in una cornice cittadina dove regna il caos e il degrado.

“Sai quanti uomini ci sono in questa città che non dovrebbero essere qui? Migliaia. Di tutti i tipi. Ci sono disertori, fuggiaschi, imboscati. La città ne è piene. La polizia militare non andrà a cercare tuo fratello, credimi, è solo un altro codardo in fuga.”

Joe Gunner, detective riluttante, si imbatte in un altro cadavere nelle stesse condizioni di quello che ha dato avvio alla vicenda e in base agli indizi trovati, scopre che negli omicidi è implicato anche il fratello Victor, comunista inflessibile, che ha il compito di impedire un appuntamento che ha dell’incredibile e che potrebbe ribaltare le sorti della guerra.

L’ex poliziotto si trova in mezzo a un conflitto interno tra sezioni dei servizi segreti inglesi che hanno strategie diverse e obiettivi totalmente opposti.

“I servizi segreti britannici sono una chiesa che abbraccia varie parrocchie, è la sua forza. Di solito posso accettarlo, ma questa volta no. Stavolta la posta in gioco è troppo alta. Ci sono persone nell’organizzazione che stanno pianificando un grande cambiamento, un cambiamento che stravolgerà la guerra. Alcuni degli elementi più conservatori vedono un modo diverso di porre fine alla guerra.”

Così, Joe Gunner, poliziotto stanco e ferito diventa una pedina fondamentale di un gioco mortale disputato su una scacchiera dove i tranelli e i cambi di schieramento sono la regola e solo un ostinato e motivato giocatore può sopravvivere alla lotta per il potere.

Alan Parks, esponente di punta del Tartan noir, corrente di rito scozzese sempre più preminente del genere, dimostra ancora una volta un grande talento per il noir e in questo libro ispirato al misterioso viaggio di Rudolf Hess, alto gerarca nazista, in Scozia nel 1941, dove si paracadutò proprio nei dintorni di Glasgow, presenta un personaggio molto interessante, inserito in un’ ambientazione intrigante.

Glasgow bersagliata da continui bombardamenti nazisti ricorda molto fatti contemporanei che vediamo in televisione e costituisce un scenario ideale per un noir storico che colpisce per complessità di trama e per lo sfondo storico molto coinvolgente.

Il misterioso viaggio di Hess in Scozia non è stato ancora studiato e spiegato in tutti gli aspetti e il gerarca fu arrestato e morì suicida nel carcere tedesco di Spandau nel 1987, portando con sé la verità su quanto avvenuto nel 1941, e che “Gunner” mette in rilievo, calamitandoci in un periodo storico in cui le sorti della guerra erano in bilico, ogni mossa poteva essere decisiva e anche un singolo uomo, pur stanco e disilluso può far pendere la bilancia dalla parte giusta della Storia.

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Alan Parks


È nato in Scozia e ha lavorato per oltre vent’anni nel mondo della musica. Vive a Glasgow. Gennaio di sangue è il suo romanzo d’esordio, uscito nel 2019 da Bompiani e seguito dagli altri romanzi dedicati a Glasgow e all’ispettore McCoy: uno per ogni mese dell’anno, una nuova voce per il tartan noir.