I girasoli di Odessa




‎ Leonardo Gori


Sinossi. Il colonnello Bruno Arcieri, ufficiale dei Servizi segreti italiani, vive la fase più critica della sua storia d’amore con Elena, che lo ha addirittura incaricato, con una punta di crudeltà, di vendere il suo villino liberty di Firenze. In tale malinconico frangente, viene avvicinato in modo informale da un misterioso emissario estero, che lo recluta per una missione particolarmente rischiosa: dovrà addirittura essere paracadutato nei pressi di una cruciale città dell’Est, per rintracciare un agente in incognito, depositario di informazioni vitali che coinvolgono l’Unione Sovietica. Con ancora vivo nella mente il ricordo dei terribili fatti avvenuti nel 1941 a Stalino, Arcieri viene proiettato all’improvviso in una girandola vorticosa di eventi che lo portano in luoghi esotici e imprevisti, in città antiche e meravigliose, tra fughe precipitose, appuntamenti mancati, assassini efferati e inseguimenti all’ultimo respiro. Un viaggio durissimo, che segna il traguardo del suo percorso di disillusione iniziato anni prima, ma anche il punto di partenza per una possibile rinascita personale, durante il quale Arcieri sarà costretto a scegliere tra obbedienza, coscienza e amore, sullo sfondo cupo e nebbioso della nascente Guerra Fredda.


Autore: Leonardo Gori

Editore: TEA

Genere: Spionaggio

Pagine: 368

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


Bruno Arcieri è uno dei personaggi più interessanti e complessi dell’intero panorama giallo/noir italiano.

Il suo esordio avviene in “Nero di maggio” dove Leonardo Gori lo impegna nell’indagine sull’omicidio di una prostituta a Firenze nel maggio del 1938, pochi giorni prima dello storico incontro tra Benito Mussolini e Adolf Hitler che doveva cementare l’alleanza tra i due dittatori.

In quella sua indagine, testarda e osteggiata da alti papaveri, Arcieri agisce come giovane capitano dei Carabinieri ma nel tempo farà carriera e attraverserà tutti i principali sondi storici del Novecento.

Leonardo Gori arricchisce piano piano il suo cursus honorum inserendo tasselli sempre più intriganti nella cronologia della carriera di Bruno Arcieri facendolo interagire con tanti personaggi importanti, in un itinerario professionale che lo porterà a far parte del SIM (Servizio informazioni militare), capace servizio segreto militare che lo utilizzerà con profitto prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.

“I girasoli di Odessa” è ambientato subito dopo il conflitto quando viene contattato dai servizi segreti americani in quanto aveva effettuato un’operazione nell’Unione Sovietica (narrata nel libro “La libraia di Stalino”) e l’agente in Ucraina richiede espressamente il suo intervento.

Arcieri ha il grado di colonnello e non è pienamente convinto dell’incarico anche perché il SIM è stato sciolto e vige una grandissima incertezza per gli agenti italiani ma vista l’insistenza e la capacità di convincimento degli statunitensi e tenendo conto che ci dovrebbe essere ancora una rete di agenti che posso aiutarlo nell’impresa, difficile e complicata, che si accinge ad intraprendere,

I rapporti tra Occidente e Unione Sovietica che erano alleati nella guerra contro la Germania nazista si sono infatti rapidamente guastati per questioni di egemonia geopolitica e sull’Europa, secondo la celebre definizione di Winston Churchill, si è stesa una “cortina di ferro” che divide l’Ovest del continente dall’Est Europa.

Il suo compito consiste nel far espatriare un agente che possiede documenti di importanza capitale per sgominare una rete di spie sovietiche in Europa.

Naturalmente i piani studiati dagli agenti segreti sono sempre soggetti alle reazioni degli avversari e Arcieri si troverà a superare ostacoli non previsti e a trovare vecchie conoscenze, che gli faranno rivivere i terribili periodi vissuti a Stalino alcuni anni prima.

“Era il gioco perverso dei Servizi, complicato per confondere, che Arcieri ormai da tempo detestava, pur facendone parte.”

Il colonnello Arcieri ha un carattere che l’esperienza ha contribuito a forgiare e no è più il giovane capitano del 1938: “Arcieri accettava. Per motivi professionali, prima di tutto, perché rimanere nei Servizi, dopo il ritorno dalla guerra guerreggiata, era stata una scelta, non una costrizione come nel’38. Era vero, aveva sviluppato un rifiuto viscerale della sua vita precedente, del mondo degli intrighi, della doppiezza, dell’ipocrisia. Ma a differenza di molti che non avevano cambiato vita, ma un intero modo di essere, lui era rimato al suo posto. Si chiedeva perché l’avesse fatto,e  forse quella missione assurda che aveva appena accettato, gli serviva anche per trovare una risposta alla domanda.”

Secondo una donna che lo conosce bene Arcieri “mantiene la sua dignità anche sotto la minaccia della pistola. Intelligente e ingenuo allo stesso tempo. Anzi no: non è ingenuità, è rettitudine. Conosce e riconosce il male e l’inganno, ma cerca di mantenersi integro.”

Anche se è un militare il colonnello ha una coscienza notevole che guida le sue azioni: “Ricordava il silenzio che aveva coperto quella strage, come altre, perché in guerra era il Male ad accomunare gli eserciti contrapposti, mentre la Verità era la nemica di tutti, anche di combatteva una battaglia sacrosanta contro Hitler. Una profonda contraddizione, che aveva scavato nel suo animo un solco fra il passato e il presente. (…) Ma Arcieri era solo un uomo, con i suoi difetti e le sue contraddizioni.”

Questa affermazione ricorda il famoso verso di Walt Whitman

“Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini.”

Anche Arcieri contiene moltitudini, quelle delle operazioni a cui ha partecipato, quelle del dolore che ha visto e quelle delle falsità e degli inganni a cui ha assistito, come in quest’ultimo libro in cui l’intrigo, il doppio gioco, la manipolazione sono sempre presenti e complicano e rendono difficoltosa la missione dell’agente segreto.

Il punto di forza di questo ciclo ideato e gestito con grande bravura da Leonardo Gori non è solo il personaggio di Bruno Arcieri, ma le sue imprese sono inserite in una cornice storica di grande attendibilità e le trame sono quanto di più intrigante si possa leggere nei romanzi che raccontano quel periodo tragico.

Se nella sua prima inchiesta agisce come investigatore puro, nelle operazioni successive si trova a dover agire sempre più come agente segreto, in uno delle epoche più tormentate del “secolo breve” e lo fa sempre con grande onestà intellettuale e rigore morale.

Come un uomo normale che attraversa la grande Storia, Bruno Arcieri mette in luce quanta ipocrisia e quanta malafede ci sia negli intrighi dei servizi e quanto dolore queste azioni infliggano ai popoli.

Leonardo Gori, con i romanzi del colonnello Arcieri consente ai lettori di fare un’ incursione nella Storia per farla conoscere molto meglio di molti saggi e ci ha regalato un personaggio di grande livello, molto amato dai suoi affezionati ammiratori.

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Leonardo Gori


vive a Firenze. È autore del ciclo dei romanzi di Bruno Arcieri: prima capitano dei Carabinieri nell’Italia degli anni Trenta, poi ufficiale dei Servizi segreti nella seconda guerra mondiale e infine inquieto senior citizen negli anni Sessanta del Novecento. Il primo romanzo della serie è Nero di maggio, ambientato a Firenze nel 1938, cui sono seguiti, tra gli altri, L’angelo del fango (Premio Scerbanenco 2005), Musica nera, Il ritorno del colonnello Arcieri, Il ragazzo inglese, La lunga notte, La libraia di Stalino e Il vento di giugno. Presso Guanda è uscito il romanzo Borgo Ottomila. Gori è anche autore di fortunati thriller storici e co-autore di importanti saggi sul fumetto e forme espressive correlate (illustrazione, cinema, disegno animato).