Raul Montanari
Sinossi. Autunno 2024: Andrea, ventottenne, riceve la notizia della morte improvvisa dei genitori, che da qualche tempo si sono trasferiti da Milano in un paesino di montagna. Non crede a un incidente e va a vivere nella stessa casa dei suoi per scoprire cosa è veramente accaduto, senza immaginare quali conseguenze avrà questa decisione. L’indagine privata di Andrea si trasforma ben presto in qualcosa di diverso, come se il suo scopo originario si smarrisse nel groviglio di crudeltà, violenze e reciproche sopraffazioni che dal condominio in cui abitavano i genitori si allargano a tutto il paese. Nell’avventura che attende il protagonista non mancano squarci di serenità, momenti di tenerezza e umorismo, incontri capaci di attraversare l’arcobaleno delle relazioni umane, dai colori cupi a quelli luminosi: Luca, Miriam, il prete don Carlo, i misteriosi ragazzi del bosco. L’ultimo colpo di scena sorprenderà il lettore e il caso verrà risolto nel modo più inatteso, ma solo a libro chiuso verrà meno l’inquietudine di essersi affacciati su una voragine di cui non si scorge il fondo.
Autore: Raul Montanari
Editore: Baldini + Castoldi
Genere: Narrativa gialla
Pagine: 360
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Marina Toniolo
“…in quell’istante fui sicuro di due cose, come se la telefonata avesse allacciato fra loro un legame misterioso: mia madre e mio padre sarebbero morti. E l’amore fra me e Valentina, che quella sera avevamo sperato di far rinascere, era finito”.
Andrea è giovane, ha appena ventotto anni quando una telefonata gli cambia la vita. I genitori sono in ospedale per un’intossicazione dovuta a funghi velenosi e non resta loro molto da vivere.
Parte da una Milano che gli provoca disturbi di ansia e che reputa una città idiota, senza salutare la sua quasi ex ragazza Valentina. A distanza di un mese, verso fine novembre, si trasferisce nel piccolo paese dove vivevano i suoi, nello stesso appartamento, per capire se la loro è stata una morte accidentale o se i funghi avvelenati sono stati dati di proposito.
Quello di Montanari è un giallo molto introspettivo. È narrato in prima persona da Andrea, ragazzo intelligente, sensibile, che di lavoro fa lo scrittore di lemmi di un dizionario. Il borgo nelle montagne bergamasche è circondato dai boschi dove staziona un gruppo di giovani dediti all’ascolto dell’heavy metal, al satanismo e all’adorazione della dea.
Andrea viene riconosciuto come il figlio del cacciatore: il padre infatti aveva l’abitudine di inoltrarsi tra gli alberi a caccia di selvaggina. Ma è nel microcosmo del piccolo condominio dove abitavano i genitori che Andrea ha la conferma di quanto fossero meschini, chiusi e ottusi, tanto con lui in gioventù, tanto con le persone abitanti i pochi appartamenti.
Luca, Miriam e il parroco sono personaggi misteriosi e pieni di carisma che affascinano il giovane. Le congetture si sprecano, alternate a gustosi passaggi umoristici nei supermercati.
Posso considerarlo un romanzo di formazione: Andrea cerca la verità che gli viene consegnata a piccole dosi dai compartecipanti e nel frattempo viene a patti con l’essenza dei suoi genitori. Tanto lui ha ricordi di non amore, tanto gli giungono prove che in realtà è stato un figlio amato.
La scoperta poi di alcune caratteristiche del padre lo lasciano spiazzato quasi non potesse comprendere che anche quell’uomo avesse un mondo interiore. Alla fine non è questo che ci lasciano i nostri morti?
La capacità di vedere oltre l’apparenza e di aprire scrigni segreti in cui la vera personalità di chi ci ha messo al mondo viene alla luce.
“I morti hanno sempre ragione”si legge in modo scorrevole.
Trama e dialoghi sono rigorosi, l’analisi introspettiva di ogni personaggio accurata. Impossibile sentirsi persi nella lettura: l’autore ci accompagna per mano verso un finale per nulla scontato e degno di un buon thriller.
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Raul Montanari
Raul Montanari, Bergamo 1959, ha pubblicato una trentina fra romanzi, saggi e libri diracconti. Fra i più noti, i romanzi ‘La perfezione’ (1994, premio Linea d’Ombra), ‘Chiudi gli occhi’ (2004), ‘L’esistenza di dio’ (2006), ‘La prima notte’ (2008), ‘Strane cose, domani’ (2009, Premio Bari, Premio Siderno e Premio Strega Giovani), ‘Il regno degli amici’ (2015, premio Vigevano), ‘La vita finora’ (2018, premio Provincia in giallo), ‘Il vizio della solitudine’ (2021, premio Como), ‘Il disegno magico’ (2023) e il saggio ‘Il Cristo zen’ (2012).
Con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto ‘Nelle galassie oggi come oggi’ (2001), insolito bestseller nel campo della poesia. Ha firmato opere teatrali, sceneggiature e traduzioni dalle lingue classiche e moderne, da Sofocle a Shakespeare, da Poe a Cormac McCarthy.
Dirige una famosa scuola di scrittura creativa. Nel 2012 ha ricevuto il premio istituzionale della città di Milano, l’Ambrogino d’Oro.