I padri si saltano




Stefano Zangrando


Sinossi. Quanto ci portiamo dentro, di chi ci ha preceduto? Diego Verun conduce una vita tranquilla con moglie e figlia in una cittadina del Trentino. Un giorno è contattato via social da un certo Magra Sorte: è il nome d’arte di Eritreo Scheinwindl, ex dj e musicista che Diego aveva incontrato a Berlino anni prima, oggi alloggiato in una barca a vela nel porto di Cagliari. Scheinwindl chiede a Verun di scrivere per lui un’autobiografia da lasciare a chissà chi, perché il suo corpo, dice, si starebbe «dissolvendo». Diego accetta, ma il lavoro, da svolgersi in sessioni online, è più difficile del previsto. Presto diventa un’ossessione, alla quale si accompagnano episodi perturbanti, indizi ambigui di una resa dei conti con le zone d’ombra di entrambi. Prende vita così un thriller letterario a doppia traccia che si rivela via via come un confronto con la Storia, o quell’enorme ingranaggio collettivo in cui non ci sentiamo a casa neppure quando restiamo ai suoi margini.


Autore: Stefano Zangrando

Editore: Arkadia

Genere: narrativa

Pagine: 196

Anno di pubblicazione: 2025

 Recensione

di

Giuseppe Tursi


È complesso incasellare il romanzo I padri si saltano di Stefano Zangrando, poiché potrebbe essere definito anche un thriller.

Non presenta grandi colpi di scena, ma è attraversato da una costante e, in alcuni casi, crescente tensione che porta il lettore a voler scoprire sempre di più sulla vita di questo strano personaggio di nome Eritreo Scheinwindl.

Ma procediamo con ordine. L’innesco narrativo della storia è semplice ma originale. Magra Sorte, pseudonimo di Eritreo Scheinwindl, ex dj e musicista, contatta tramite Facebook Diego Verun, conosciuto molti anni prima a Berlino, e gli chiede se può scrivere la sua biografia perché lui, a causa di una malattia sconosciuta, si starebbe dissolvendo.

Diego Verun è un insegnante, padre di famiglia, con velleità letterarie. Ricorda vagamente Eritreo ma decide comunque di accettare l’incarico, incentivato anche da una lauta ricompensa. Così ha inizio, online, la conoscenza tra i due uomini.

La storia di Eritreo appare fin da subito sfuggente: il suo racconto è ambiguo e spesso emergono versioni contraddittorie o dettagli che lui stesso sceglie di occultare senza un apparente motivo. Diego Verun si appassiona visceralmente alla vicenda di Eritreo, per lui diventa un tarlo fisso, qualcosa che non riesce a eliminare dalla mente.

Questo coinvolgimento è amplificato anche dal contesto storico in cui è ambientato il romanzo, cioè il 2020, in piena pandemia di Covid. Diego vive con la moglie e la figlia, e le giornate scorrono monotone e ripetitive, come tutti abbiamo provato sulla nostra pelle, tutte uguali.

Questa vicenda lo trascina quindi in un’altra dimensione, dentro la storia di un uomo che appare sempre più misterioso, a partire dalla sua stessa nascita.

Questo suo isolamento dall’isolamento lo allontana sempre di più dalla famiglia. Le abitudini che si erano consolidate fino a quel momento vengono meno, perché Diego è totalmente assorbito da Eritreo.

Ho trovato questo suo progressivo estraniamento dalla realtà davvero molto credibile e ben raccontato, anche se rappresenta soprattutto il contorno della vicenda principale.

Il testo si concentra infatti sul rapporto che abbiamo con chi ci ha preceduto: che peso hanno i nostri padri sulle storie individuali? In che modo influenzano, spesso inconsciamente, la natura dell’individuo? 

Ho trovato la scrittura di Stefano Zangrando elegante, limpida e molto intelligente.

“I padri si saltano” è stata una lettura piacevole, da cui è stato difficile staccarsi, anche se mi ha riportato con la mente a quei momenti surreali dettati dalla pandemia.

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Stefano Zangrando


È nato a Bolzano nel 1973, ha studiato e vissuto a Trento e Berlino. È mediatore di letteratura attraverso traduzioni, recensioni, saggi e progetti territoriali. Con il romanzo Fratello minore. Sorte, amori e pagine di Peter B (Arkadia, 2018), uscito anche in traduzione tedesca, è stato finalista al Premio letterario dell’Unione Europea. Vive e lavora tra Rovereto e l’Alto Adige. Sempre per Arkadia ha pubblicato I padri si saltano (2025).