Il Book Club della Cia




‎ Charlie English


Sinossi. Quanto può essere rivoluzionario leggere un libro? Nella Polonia oppressa dalla Guerra fredda e dal vigile occhio sovietico, sfogliare1984 di George Orwell non è solo un gesto di ribellione culturale, ma è punibile con la tortura e il carcere. Neppure un simile deterrente, tuttavia, impedì che nei paesi del Blocco orientale circolassero e venissero lette migliaia di opere censurate dal regime, grazie a una rete di case editrici e librai dissidenti supportati da un’operazione di intelligence statunitense nota come «operazione libri». Charlie English ricostruisce la storia di questa «offensiva del pensiero libero e onesto», volta ad abbattere l’isolamento dei paesi dell’Est Europa, e i cui documenti sono tuttora in gran parte secretati. Dalla metà degli anni cinquanta, la CIA finanziò l’invio clandestino di riviste e libri proibiti in URSS – tra cui Aleksandr Solženicyn, Hannah Arendt, Albert Camus, Virginia Woolf – ispirando i militanti dell’opposizione e aiutandoli a lottare per la democrazia e la libertà. Contrabbando, codici segreti e spionaggio sono solo alcuni elementi di un capitolo oscuro della storia contemporanea, che mostra come la forza delle idee riesca a piegare anche la violenza delle armi. E oggi, a distanza di decenni dalla fine della Guerra fredda, mentre la disinformazione minaccia la democrazia come mai prima e l’ombra della censura sta trasformando scuole e biblioteche in luoghi di scontro ideologico, le vicende portate alla luce da English ci ricordano che il ruolo della parola stampata può ancora essere cruciale: «Sono stati i libri a uscire vittoriosi dallo scontro. Il libro è una sorgente di libertà, di pensiero indipendente, di dignità umana… Ci hanno consentito di sopravvivere senza impazzire».


Autore: Charlie English

Traduzione: Stefano Travagli, Anita Taroni

Editore: Marsilio

Genere: narrativa, spionaggio

Pagine: 368

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Giulia Manna


Il Book Club della CIA. L’operazione segreta che ha deciso la guerra fredda è un saggio storico che porta la firma del giornalista britannico Charlie English.

Durante la guerra fredda, come in tutti i periodi storici autoritari, possedere o leggere un libro poteva costare la prigione o la tortura. Era proibito 1984 di Orwell, ma anche tante altre opere di Aleksandr Solženicyn, Hannah Arendt ecc..

Il libro svela i retroscena di quella che venne chiamata: “Operazioni libri”. Attraverso reti clandestine, furono fatti filtrare circa 10 milioni di libri e riviste al fine di alimentare il pensiero critico.

E’ un saggio straordinario. Bisogna armarsi di pazienza, perchè è ben strutturato ed è un resoconto tanto dettagliato quanto affascinante di questo episodio poco noto relativo al periodo della Guerra Fredda.

Gioca a suo favore, il ritmo da spy story. Grazie alla sua abilità narrativa, l’autore riesce a sviluppare questo saggio come un racconto con il ritmo e la  suspense di un romanzo di spionaggio thriller.

Altro punto di forza è l’idea della potenza della parola stampata e della libertà di espressione come arma contro le dittature.

“Dovremmo costruire un monumento ai libri. Sono convinto che sono stati i libri a uscire vittoriosi dallo scontro. Il libro è una sorgente di libertà, di pensiero indipendente, di dignità umana. I libri erano aria fresca. Ci hanno consentito di sopravvivere senza impazzire”.

Una lettura che affascina anche per le foto che troverete al suo interno. Utilissime per immergervi in quel contesto e vivere la storia che starete leggendo.

Una copia di questo saggio dovrebbe essere in ogni scuola e biblioteca.

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Charlie English


è un giornalista e saggista britannico, ex caporedattore esteri del Guardian. È noto per i suoi saggi storici che svelano vicende straordinarie e poco conosciute