Il collezionista di santini




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Pino Pisicchio

Editore: Passigli Editore

Genere: giallo politico

Pagine: 192

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Montecitorio, Roma, 2014. Nel passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica, il Palazzo è squassato non solo da una transizione di potere ma anche da una serie di eventi luttuosi: si suicida in circostanze sospette un deputato, candidato a guidare il partito di maggioranza; un famoso anchor man viene ritrovato cadavere, vilipeso e martoriato, e il vice-presidente dell’antimafia viene massacrato di botte e lasciato mezzo morto per strada. Nello stesso lasso di tempo, in un’altra parte della città, si consuma un ulteriore fatto di sangue. Protagonisti due balordi, due rampolli di buona famiglia e una collezione di “santini” elettorali. Indagano su questi delitti, alla ricerca del filo occulto che li lega, un deputato, una giornalista parlamentare e un commissario ex indiano metropolitano. La scena: le aule, i corridoi, gli uffici della Camera dei deputati (quella vera), con i personaggi reali ad animarla, tra il crepuscolo di una stagione e l’irrompere del nuovo stile populista. Una sorta di House of Cards all’italiana, in cui niente è ciò che appare.

 

Recensione

C’è chi colleziona figurine, chi tappi di birra, chi santini veri e propri e altri ancora “santini” elettorali ovvero quei piccoli fogli dove spicca la foto del candidato alle elezioni, locali o nazionali, e lo slogan personale o del partito. Per Renzo la collezione è la ragione principale della sua vita, ha migliaia di foglietti gelosamente custoditi e che ritraggono nel bene e nel male i volti di tutta la politica italiana dal dopoguerra a oggi. Ma Renzo si occupa anche di informatica e un giorno suona al suo campanello Celeste, una giovane e bella ragazza…

Walter è un deputato della Parlamento italiano, bena addentro alle stanze della politica, pienamente immerso nell’atmosfera in cui il paese galleggiava una manciata di anni fa, nel 2014. Media, politica, affari sporchi e puliti si intrecciavano in quell’amalgama inscindibile che caratterizza la società moderna. In questo scenario si snoda tutta la vicenda che inizia con il vice presidente dell’antimafia picchiato e lasciato tramortito forse da una baby gang.

Poco dopo Gigi Pecora, uomo di punta dell’intrattenimento politico viene ritrovato morto e nudo nella propria macchina. Nella sua ultima trasmissione di successo aveva messo alle strette l’onorevole Giorgio Ponti, esponente di spicco del partito di maggioranza e candidato alle primarie. Il partito non esita a consigliargli caldamente di lasciar perdere la candidatura e la risposta di Ponti sono le dimissioni anche da deputato e l’uscita dal partito. Come se non bastasse a tutto questo segue il suo suicidio con una dose massiccia di benzodiazepine.

E proprio da qui iniziano i sospetti di Walter su questa strana storia di delitti, tanto più che Ponti ha lasciato in giro un misterioso e dettagliato dossier su affari illeciti di cui è stato testimone. Walter e la sua compagna Roberta, affermata giornalista, aiutati dal commissario Maurogiovanni, si mettono a seguire una pista pericolosa che si affaccia persino nel deepweb.

Nel romanzo troviamo l’Italia alla vigilia dei recenti cambiamenti elettorali, scossa da venti serpeggianti di protesta contro la “casta” e il malaffare che sembra invadere l’esistenza e l’essenza quotidiana della politica. Stanno per cambiare alcuni volti del vecchio mondo e altri invece si riaffacceranno in un cambiare tutto che forse non cambia niente davvero.

Dall’Unità d’Italia il paese non ha trovato una sua strada e i vertici hanno sempre cercato di barcamenarsi tra fondi pubblici, fondi privati di grossi gruppi industriali e fondi neri di finanziatori esteri interessati ad appoggiare ora una fazione ora l’altra.

Tutto questo mentre il politico medio cambiava casacca a ogni legislatura cercando il gruppo più conveniente ai propri personalissimi scopi. Il quadro che viene descritto, anche se purtroppo ben noto, è desolante e la sola speranza è nelle persone tutte d’un pezzo, che per fortuna esistono, che possono ridare fiducia alla società confusa e delusa.

 

A cura di

Cristina Bruno

http://fabulaeintreccio.blogspot.com

 

 

 Pino Pisicchio


Pino Pisicchio: insegnante di diritto pubblico comparato all’Università degli Studi Internazionali di Roma, è stato più volte parlamentare alla Camera dei deputati e al Parlamento europeo, è stato uomo di governo, presidente della Commissione Giustizia, presidente del Gruppo Misto. Autore di numerosi libri è giornalista e scrive editoriali su testate in cartaceo e online.

 

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