Il colore dell’acqua




James McBride


Traduttore: Roberta Zuppet

Editore: Fazi

Genere: Narrativa

Pagine: 240

Anno edizione: 2025


Sinossi. Nata in Polonia in una famiglia di ebrei ortodossi, Rachel Deborah Shilsky cresce nell’America degli anni Venti divisa tra la severità di Tate e la dolcezza di Mame, fino a quando nel 1941 fugge ad Harlem, sposa un nero e viene ripudiata dai suoi familiari. Da allora Rachel Shilsky è morta. Doveva morire per far vivere Ruth McBride Jordan, l’altra, più autentica, versione di sé. James McBride, uno dei suoi dodici figli, è rimasto all’oscuro di tutto ciò fino all’età adulta, quando, per mettere a tacere l’assordante e insistente domanda sulla propria identità, ha deciso di scoprire chi fosse sua madre. Chi è dunque Ruth McBride Jordan? È una donna che ha sempre nascosto le sue origini e il dolore per un passato che è ancora una ferita aperta; è una madre ferocemente protettiva e determinata nel suo amore, che ha imposto regole e preteso una condotta irreprensibile per il bene dei suoi figli; è una bianca, moglie di due uomini neri, per la quale la questione del colore della pelle è sempre stata irrilevante, in un mondo dominato da una spietata divisione razziale.

«Ai miei occhi la sua immagine in sella a quella bicicletta simboleggiava tutta la vita di mia madre: la sua stravaganza, il suo disinteresse per quello che gli altri pensavano di lei, la sua noncuranza di fronte a quanto io consideravo un pericolo imminente, cioè i bianchi e i neri che la odiavano perché era una bianca che viveva in un mondo di neri. Non se ne accorgeva»

 Recensione

di

Michela Bellini


Un’affascinante autobiografia dal ritmo scattante e allo stesso tempo una storia così avvincente da sembrare inventata. 

 Mentre ricerca le proprie radici, delle quali la madre Ruth non ha mai voluto parlargli, James McBride scopre un mondo incredibile e una donna rivoluzionaria. Ci vorranno quattordici anni per venire a capo di tutta la storia anche perché sua madre, per niente interessata a rivangare il proprio doloroso passato, frappone continuamente ostacoli. 

Ruth, che prima si chiamava Rachel, proveniva da una famiglia ebrea polacca ortodossa stabilizzatasi in Virginia, uno degli stati dove la questione razziale è ben viva ancora oggi.

Rachel però, incredibilmente, negli anni quaranta del novecento, finisce per trovare la sua dimensione solo in mezzo ai neri, guadagnandosi così l’ostracismo perenne della famiglia d’origine e il disprezzo dei bianchi, mentre la comunità afro-americana saprà accoglierla e contenere anche le sue stravaganze.

Sì, perché Rachel, divenuta Ruth, avrà due mariti, entrambi afro-americani e ben dodici figli che gestirà con rigore pur vivendo sempre in povertà: tutti arriveranno al diploma o alla laurea e sapranno sbrogliarsela egregiamente nella vita.

Ruth, una donna di ferro che ha vissuto in un mondo profondamente segnato dalla questione razziale come se il problema non esistesse, probabilmente l’unica bianca a vivere nei quartieri dei neri.

Emblematica la risposta che dà al piccolo James quando le chiede se Dio sia bianco o nero:

Dio è del colore dell’acqua. L’acqua non è di nessun colore.”

Questa incredibile storia, raccontata a due voci dall’autore e da Ruth, risulta divertente oltre che interessante, tanto è vero che, alla sua prima uscita, nel 1995, ebbe un successo clamoroso.

Riproposta oggi da Fazi Editore non ha perso nulla del suo fascino e modernità. Da leggere subito!

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James McBride


celebre compositore e sassofonista, ha lavorato anche come giornalista per varie testate, tra cui il “Washington Post”. Il suo primo libro, Il colore dell’acqua, tradotto in sedici lingue e pubblicato in Italia da Rizzoli, è rimasto per più di due anni nella classifica dei bestseller del “New York Times”. Sempre per Rizzoli è uscito il romanzo Miracolo a Sant’Anna, che è stato adattato al cinema da Spike Lee. Tra gli altri titoli, The Good Lord Bird. La storia di John Brown (Fazi, 2021), Il diacono King Kong (Fazi, 2023), L’emporio del cielo e della terra (Fazi, 2024).


A cura di Michela Bellini

michelabellini.wordpress.com