Salvatore Argiolas
Sinossi. Florence e Julian Livingstone, ricca e affascinante coppia di americani, trascorrono ogni estate nella loro sontuosa Villa Starlight, a Cap d’Antibes, dove ricevono un ristretto circolo di amici in un’atmosfera di lusso, complicità e apparente perfezione. Ma l’equilibrio di questo mondo privilegiato si spezza brutalmente la notte in cui Oscar, il loro bambino di tre anni, scompare nel nulla, rapito in circostanze tanto misteriose quanto inquietanti. Il caso diventa immediatamente un evento mediatico: l’opinione pubblica si appassiona, la pressione cresce, e ogni gesto dei Livingstone viene osservato e giudicato. L’agente di polizia incaricato dell’indagine si trova presto davanti a un intricato labirinto di menzogne, finché nel cuore di questa tragedia fa irruzione Agatha Harding, una giovane e ambiziosa scrittrice che spera di sfruttare la tragedia per scrivere un best seller.
Autore: Guillaume Musso
Traduzione: Sergio Arecco
Editore: La nave di Teseo
Genere: Noir
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Salvatore Argiolas
Il giallo classico all’inglese continua ad affascinare e ispirare tantissimi scrittori che, dopo tanto tempo dai classici della cosiddetta Epoca d’oro, sono sempre sensibili ad ambientazioni, suggestioni e riferimenti alla figura più nota e rappresentativa del genere, Agatha Christie.
Proprio alla creatrice di Poirot si è ispirato Guillaume Musso, uno dei più inventivi e brillanti giallisti francesi, per plasmare il personaggio di Agatha Harding, che ha tutti i tratti della regina del giallo evocati anche dal fatto che viene chiamata la “regina del crimine”,in un romanzo che richiama tutti i “topoi” del genere.
“Due anni fa ho scritto un romanzo poliziesco, “L’assassino dell’Osservatorio”, che ha riscosso un successo enorme. E’ stato da quel momento che una parte della stampa ha preso a denominarmi la “regina del crimine”. Ma per pura gelosia mi hanno attaccato con pesanti recriminazioni e hanno persino parlato di scandalo.”
“Quali recriminazioni?”
“Mi hanno rinfacciato di aver avuto l’idea di uno sviluppo rivoluzionario. Una scelta narrativa che ha scioccato e diviso i lettori, i critici e alcuni miei presunti amici.” (…)
“Ma non capisco comunque di cosa sia stata accusata.” Nuova alzata di spalle.
“Di aver calpestato certe convenzioni del romanzo poliziesco. Di aver sovvertito le attese dei lettori e ingannato la loro fiducia. In sostanza, di aver tradito le “regole implicite del genere.”
“Non sapevo che esistessero delle regole da rispettare per scrivere un romanzo poliziesco”.
“Alcuni come quel vecchio alcolizzato di S. s. Van Dine, le hanno teorizzate in modo alquanto formale, decretando più di venti interdizioni! Se pensano di riuscire a fermarmi con questo!”
Questo dialogo con il commissario Joseph Lèques, dove Agatha cita i famosi venti comandamenti che Van Dine aveva stilato per la compilazione di un romanzo giallo (compiendo in questo caso un anacronismo), risulta essere la chiave di lettura dell’intero giallo di Musso, in quanto è quello che poi lo scrittore attua nel libro, un sovvertimento delle regole, dove, chiudendo l’ultima pagina il lettore rimane stranito dal colpo di scena finale, anche se leggendo con attenzione e vagliando tutte le circostanze, la conclusione poteva essere intuita.
La vicenda, ambienta ad Antibes, parte dal rapimento del piccolo Oscar Livingstone che richiama immediatamente alla mente il sequestro del figlio dell’aviatore Charles Lindbergh, crimine tra i più clamorosi del secolo scorso e che ispirò anche il celebre “Assassinio sull’Orient Express”, proprio di Agatha Christie.
Julian Livingstone e la moglie Florence vivono nel sud della Francia da diversi anni e nella loro splendida villa chiamata Starlight ospitano diversi invitati illustri tra cui spiccano la scrittrice Agatha Harding, il pugile campione del mondo Antoine Lacoste e il celebre produttore cinematografico Franklin Crane.
La notte del 3 giugno del 1928 il figlio di Julian e Florence scompare dalla sua camera, senza che dal principio ci sia una richiesta di riscatto e per ritrovarlo viene chiamato da Marsiglia il commissario Lèques, coadiuvato dal giovane pupillo Charlie Langlois che spesso ruberà la scena al superiore.
Joseph Lèques conduce l’inchiesta con l’aiuto di Agatha Harding che, essendo giallista si presume sappia come muoversi e in effetti il suo intuito e le sue illuminazioni portano a considerare una certa ipotesi investigativa molto robusta ma la pressione mediatica (anche allora) richiede una conclusione del caso rapida e risolutiva visti anche i potenti amici dell’americano. Dato che i risultati non arrivano Lèques viene sollevato dall’incarico.
Agatha propone al commissario di scrivere un libro-verità sulla vicenda e qui sembra di vedere qualcosa che ormai siamo abituati a subire, l’istant-book sulle tragedie più nere, con dettagli sconvolgenti, veri o inventati:
“Non penso che sia una buona idea” disse Joseph alla fine.
“Mescolare la realtà e la finzione per un caso ancora in corso…”
“Ma quando la realtà supera la finzione, la finzione deve integrare la realtà. Sarà una nuova forma di letteratura direttamente a ridosso del reale. Ho già un titolo: Un crimine in paradiso.”
E chi sarebbe il protagonista della storia?”
“Io…e lei”
“Io? Io sono delegittimato. Le ricordo che sono stato scaricato.”
“Per l’appunto, riprenderemo l’indagine insieme! Chi può impedircelo?”
Il focus dell’indagine poi torna indietro di alcuni anni per far luce su alcuni fatti criminosi avvenuti sempre ad Antibes e che vennero dimenticati nel tempo, per poi fare un balzo di circa un secolo con l’intervento di Guillaume Musso che partecipa come personaggio al sorprendente finale.
“Il crimine del paradiso” è un giallo che si apprezza maggiormente lasciando fluire la trama, attuando quella che Coleridge chiamò “sospensione dell’incredulità, perché, analizzando bene i fatti, non tutto risulta chiaro e convincente e mentre Lèques, l’investigatore ufficiale, non spicca per abilità professionale, il giovane agente Charlie Langlois diventa rapidamente un personaggio molto riuscito che meriterebbe di essere considerato per una nuova avventura.
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Guillaume Musso
1974, Antibes (Alpi Marittime) Romanziere francese. Figlio di una bibliotecaria da cui ha ereditato l’amore per i libri. Romanzo dopo romanzo, Guillaume Musso ha costruito un legame unico con i suoi lettori. Nato ad Antibes nel 1974, ha iniziato a scrivere dopo gli studi e non si è più fermato, nemmeno quando è diventato professore di Economia. I suoi libri, tradotti in 40 lingue, e più volte adattati per il cinema, lo hanno consacrato come uno dei più importanti scrittori di noir. Il suo romanzo d’esordio L’uomo che credeva di non avere più tempo (Sonzogno, 2005) è un bestseller internazionale, e altrettanto successo ha avuto La donna che non poteva essere qui (Sonzogno, 2006). Ha pubblicato diversi altri romanzi, dei quali si citano: Aspettando domani (Sperling & Kupfer, 2014), Central Park (Bompiani, 2015), La ragazza di Brooklyn (La nave di Teseo, 2016), Un appartamento a Parigi (La nave di Teseo, 2017), L’istante presente (La nave di Teseo, 2019), La sconosciuta della Senna (La nave di Teseo, 2021), La vita segreta degli scrittori (La nave di Teseo, 2021), Angélique (La nave di Teseo, 2022), Qualcun altro (La nave di Teseo, 2024), Central Park (La nave di Teseo, 2025).