Il giallo di Ponte Sisto




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Max e Francesco Morini

Editore: Newton Compton

Genere: giallo

Pagine: 256

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Quando un giovane comico, Simone Rossmann, scompare, l’ispettore Ceratti è chiamato a seguire le indagini. Recatosi nell’appartamento del ragazzo, trova un vecchio disco incantato su un grammofono, che ripete la parola “morire”. La voce del disco è quella del divo del varietà del Novecento, Ettore Petrolini. Sembrerebbe una macabra coincidenza, ma le stranezze non sono finite: il palazzo in cui l’appartamento si trova è proprio quello dove aveva vissuto il grande attore romano e l’appartamento è tappezzato da sue immagini, foto e locandine. Ceratti convoca allora il suo amico libraio, Ettore Misericordia, chiedendogli come al solito un aiuto nelle indagini. Un caso così intricato, infatti, ha bisogno dell’intuito di qualcuno in grado di immergersi totalmente nella storia di inizio Novecento, senza tralasciare i dettagli più insoliti che potrebbero rivelarsi determinanti. Ha così inizio un’indagine rocambolesca, che si addentra nella vita movimentata di Ettore Petrolini, un uomo vissuto quasi un secolo prima. I misteri del passato si intrecciano con quelli del presente dando vita a un’avventura piena di colpi di scena tra palazzi e strade romane.

 

 

Recensione

Una fresca Roma primaverile è il palcoscenico su cui si svolge l’azione. Una Roma senza tempo, in bilico tra il presente e il passato, vicino o lontano che sia. Tra i Fori romani e le vestigia imperiali spuntano, altrettanto ingombranti, i ricordi di inizio Novecento dominato dal Liberty e dalla figura di Ettore Petrolini. Petrolini è il grande protagonista del romanzo, raccontato tra storia e leggenda, evocato a ogni pagina. Infatti la vittima, Simone Rossmann, è un giovane attore comico appassionato del famoso artista romano. Ne studia la vita, le battute, le canzoni e le utilizza nei suoi show in un piccolo teatro.

All’improvviso scompare e poco dopo viene ritrovato morto nei pressi del Ponte Sisto. Chi aveva interesse a uccidere la giovane promessa del cabaret? Su questo devono indagare l’ispettore Ceratti e i suoi aiutanti sul campo Misericordia e Fango, due librai appassionati di polizieschi e che fanno il verso alla mitica coppia Holmes e Watson. Che il mistero in qualche modo riguardi proprio la figura di Petrolini appare chiaro sin dall’inizio, quando nell’appartamento del ragazzo viene ritrovato un grammofono su cui sta girando un vecchio disco dell’attore con inciso “Ho detto al sole” grottescamente incantato sulla parola “morire”.

La narrazione procede sciolta e pur essendo ricca di aneddoti e curiosità sulla Roma di ieri e di oggi non è mai pesante o noiosa. È come se il lettore venisse portato simpaticamente a spasso per la capitale da una guida verace in grado di svelargli segreti e curiosità annidati a ogni angolo e forse poco noti al grande pubblico. E così la trama prende corpo e si sviluppa fra citazioni latine della “Medea” di Seneca (il famoso “cui prodest”) e battute irriverenti petroliniane (“me ne fregio”) in una grande rappresentazione teatrale della vita quotidiana nella Città Eterna.

I personaggi che la animano sono a loro modo dei piccoli cammei: Tito Mantovani, il classico popolano dalla battuta sempre pronta, i due gestori del teatro, l’avvenente Paola e lo scialbo Mario Astolfi, il cabarettista fallito Mauro Ferretti, il giovane attore rampante Simone e il padre avvocato tutto d’un pezzo… E naturalmente l’ispettore Ceratti dallo scarso fiuto e i due aiuti esterni volutamente simili, come già notato, ai celebri personaggi di Doyle.

Un giallo dai tratti spiccatamente italiani, divertente, piacevole, da leggere tutto d’un fiato, canticchiando il tormentone:

“Son contento di morire, ma mi dispiace, mi dispiace di morire, ma son contento…”

 

A cura di

Cristina Bruno

fabulaeintreccio.blogspot.com

 

 

 

Max e Francesco Morini


Max e Francesco Morini: Fratelli, autori teatrali e televisivi, dirigono la Scuola di Scrittura Pensieri e Parole di Roma. I loro romanzi nascono dalla volontà di unire due grandi passioni: quella per i romanzi polizieschi e quella per la loro città, Roma. La Newton Compton ha pubblicato Nero Caravaggio e Rosso Barocco.

 

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