Il giardino degli inglesi




Recensione di Simona Vassetti


Autore: Vladimiro Bottone

Editore: Neri Pozza

Collana: I narratori delle tavole

Pagine: 398 p., Brossura

Genere: narrativa

Anno di pubblicazione: 2017

Nel nuovo romanzo, Il giardino degli inglesi, seguito di Vicarìa, lo scrittore Vladimiro Bottone riprende le vicende della famiglia inglese Darshwood.

La morte di Peter, fratello di Emma, lascia dei dubbi, nonostante la volontà dei piani alti di chiudere il caso.

L’arrivo in città del padre dei due ragazzi, Edward, stimola il Commissario Gioacchino Fiorilli, a indagare in modo più approfondito sulla disgrazia avvenuta al giovane inglese.
Questo sequel non delude affatto le aspettative: resta la costruzione abile di un romanzo storico con ambientazione noir, in cui Napoli gioca un ruolo fondamentale, così come nel primo romanzo; inoltre, la scelta di far iniziare le vicende durante l’autunno è davvero indovinata, in quanto le tonalità di questa stagione, fondamentalmente cupe e malinconiche, trasformano l’atmosfera morale della vicenda.

L’utilizzo di una prosa scorrevole e uno stile avvolgente, rende ancora più vivide le descrizioni degli odori, colori e dei sapori della città partenopea.

Suggestivo il luogo, il giardino degli inglesi, da cui prende il titolo il romanzo, che è il cimitero dedicato ai non cattolici, utilizzato come scenografia di incontri e riflessioni nostalgiche.
La lotta tra bene e male fa di quest’opera un romanzo epico, i cui interpreti magistrali sono il Commissario Gioacchino Fiorilli, sempre mosso dal suo innato senso di giustizia, e l’ex medico del “Serraglio”, Domenico De Consoli, conturbante e malefico.
I personaggi descritti da Bottone sono pennellati e calati nella Napoli dell’Ottocento.

Oltre ad Edward Darshwood, faranno la loro apparizione anche Palmina, una piccola fioraia dal destino segnato, e suor Marianna, alla quale inconsapevolmente viene affidata la piccola Angela.

Ritroviamo, ovviamente, molti dei personaggi di Vicarìa, la piccola Angela, figlia di Fiorilli, la terza sorella Darshwood, Frances, oltre al medico Joseph Frank e sua moglie Marta che, in questo romanzo, rappresenterà la memoria affettiva dei due fratelli.
Un romanzo forse meno aulico del primo, ma denso di una scrittura egregia, dove a un purissimo italiano, l’autore unisce con maestria frasi napoletane e citazioni latine.

Vladimiro Bottone


è nato a Napoli nel 1957 e vive a Torino. Ha pubblicato i romanzi L’ospite della vita (1999, selezionato al Premio Strega 2000), Rebis (2002), giunto alla seconda edizione, e Mozart in viaggio per Napoli (2003). L’ultimo suo libro è Vicaria (2015) pubblicato da Rizzoli. Collabora alle pagine culturali de “Il Corriere del Mezzogiorno” e de “L’Indice dei libri del mese”.

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