Il mistero della camera gialla




IL MISTERO DELLA CAMERA GIALLA 


Autore: Gaston Leroux

Traduzione: Benedetta Marietti

Editore: Ponte alle Grazie

Genere: Giallo

Pagine: 336

Anno di pubblicazione: 2022

 

 

 

Sinossi.  «Tenete» continuò Hercule Poirot, prendendo un volume, ”Il mistero della camera gialla. «Un vero capolavoro».

Così scriveva Agatha Christie di questo libro di Gaston Leroux, “capolavoro” di un genere che aveva visto cimentarsi maestri del brivido come Arthur Conan Doyle e Edgar Allan Poe: i gialli costruiti intorno all’enigma di una stanza ermeticamente chiusa, nella quale viene commesso un delitto. Qui la vittima è una giovane donna, aggredita e ferita nella sua stanza, la “camera gialla”, appunto, all’interno di un tetro castello nei pressi di Parigi dove il professore, padre della giovane, si è ritirato per studiare certi fenomeni di dissociazione della materia che potrebbero mettere in discussione la scienza ufficiale… Un classico del 1907 di cui, a partire dal cinema muto fino a oggi, esistono numerose versioni cinematografiche, un fortunato esordio dell’autore che diventerà famoso in tutto il mondo con Il Fantasma dell’Opera. Così lo descrive un entusiasta Alessandro Robecchi nella prefazione: «È il molo da cui un grande autore salpa per scrivere tutto ciò che scriverà, e al tempo stesso un punto fermo, uno snodo imprescindibile, piazzato al confine tra romanzo popolare, enigma, sciarada, sfida al lettore, divertimento e mistero».

 

 

Recensione di Salvatore Argiolas 

Il mistero della camera gialla” è una pietra miliare nella storia della letteratura gialla, non solo perché fu l’anello di congiunzione tra romanzo d’appendice e narrativa di genere ma anche perché riprendendo uno dei “topoi” identitari, il delitto nella camera chiusa, già presente in quello che viene definito il progenitore della “detective story” “Gli assassinii della via Morgue” di Edgar Allan Poe lo innova rendendolo un paradigma molto utilizzato in seguito.

Tra i romanzi che hanno come perno l’enigma della camera chiusa, il primo fu il celebre “Il grande mistero di Bow” ma con “Il mistero della camera gialla” si arriva ad un livello di assoluta preminenza.

Nella famosissima “conferenza sulla stanza chiusa a chiave”, nel romanzo “Le tre bare” di John Dickson Carr, uno dei grandi specialisti del sottogenere, il dottor Gideon Fell, esprimendosi anche a nome dell’autore, dice:

“La soluzione più soddisfacente di questo tipo di trama che include un assassino, si trova nel “Mistero della camera gialla” di Gaston Leroux, il miglior racconto poliziesco che sia mai stato scritto.”

Il più famoso creatore di gialli con camere chiuse non fu il solo estimatore del giallo di Leroux in quanto Howard Haycraft, stimatissimo storico del giallo nel suo fondamentale saggio “Murder for Pleasure” scrisse: “Come puro intreccio è stato superato raramente. Rimane, dopo una generazione di imitazioni, il più brillante di tutti i romanzi sulle camere chiuse. Leroux, diversamente dai molti suoi compatrioti, è religiosamente leale con i suoi lettori.”

Il saggio di Haycraft è del 1941 ma nonostante ciò tutte le classifiche specializzate su questo particolare sottogenere vedono “Le Mystère de la Chambre Jaune” sempre ai primi posti.

Secondo il giudizio dei migliori giallisti e critici americani, nella classifica stilata nel 1981, è terzo, proprio dietro “Le tre bare” e “L’orlo dell’abisso” di Hake Talbot.

Ma quali sono le peculiarità di questo libro pubblicato nel 1907 ma ambientato una quindicina d’anni prima?

Ci sono le scintillanti suggestione della “Belle Époque” che filtrano dalle pagine, c’è la raffigurazione del potere della stampa, mostrato in diversi modi e un cui esponente, il giovane Joseph Josephin detto Rouletabille per la testa piccola e rotonda si dimostra capace di risolvere il fittissimo mistero.

C’è anche la competizione tra il giornalista e l’ispettore Frédéric Larsan che scatena un duello di metodi investigativi, prima ancora che esploda un duello esistenziali. Larsan applica alla lettera i dettami dell’inchiesta poliziesca alla Sherlock Holmes e Rouletabille protesta:

Voi avete già la vostra idea sull’assassino. (…) Avete cercato e avete trovato qualcos’altro. E’ un sistema molto pericoloso quello che consiste nel partire dall’idea che ci si è fatti dell’assassino per arrivare alle prove di cui si ha bisogno. Potrebbe portarvi lontano…Fate attenzione all’errore giudiziario, signor Fred, è sempre in agguato”

Non mancano i riferimenti al romanzo gotico con un castello sinistro minacciato dalle grida della “Bestia del buon Dio” e i misteri si sommano con la scomparsa del malvivente da una camera completamente sigillata dove “Nemmeno una mosca poteva entrare o uscire”, la sparizione inspiegabile dello stesso assassino durante un inseguimento nel corridoio del castello ed un ulteriore gioco di prestigio che fa svanire l’omicida in un angolo senza uscita.

Anche la conclusione finale in tribunale dove il giovane reporter arriva giusto in tempo per salvare un innocente processato ingiustamente diventa uno snodo classico dei legal thriller più recenti, rendendo il libro una miniera di spunti adoperati dagli epigoni per edificare le loro trame più articolate.

Il mistero della camera gialla” è un caleidoscopio di misteri, trovate ingegnose, colpi di scena, compreso quello finale veramente sorprendente e malgrado qualche accenno ai feuilleton ottocenteschi, riesce ad interessare gli appassionati anche dopo cent’anni di trame originali che qui ritrovano una delle colonne portanti della “detection”.

Gaston Leroux scrisse il primo della saga di Rouletabille, che è formata da altri sette volumi che lentamente scivolano verso il feuilleton più puro e il polpettone melodrammatico sempre più lontano dal romanzo poliziesco, per una sfida rivolta a Poe e a Doyle che secondo lui avrebbero barato lasciando qualche apertura nelle stanze dei delitti.

Indipendentemente da queste diatribe Leroux costruisce una trama robusta che soddisfa anche i palati più esigenti, inserendo anche un omaggio ad Arsenio Lupin, il cui esordio è di alcuni anni prima e con qualche riferimento al “Profumo della dama in nero” fa balenare tematiche di stampo edipico che verranno elaborate nel seguito dal titolo omonimo.

Questa bella e meritoria edizione di “Ponte alle Grazie” è arricchita da un’illuminante prefazione di Alessandro Robecchi che mette bene in evidenza tutte le qualità di questo giallo tradizionale ma allo stesso tempo innovativo in un periodo in cui in cui teneva banco il giallo all’inglese, la cui qualità fu eguagliata se non superata dall’indagine del giovane Rouletabille.

 

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Gaston Leroux


Gaston Leroux (1868-1927), nato a Parigi, lasciò la professione di avvocato per diventare cronista giudiziario e poi corrispondente di guerra. Conosciuto soprattutto per i brillanti romanzi polizieschi, tra cui celeberrimo Il Fantasma dell’Opera (1910), è autore anche di racconti a sfondo psicologico.